Macchine come me - Ian McEwan - copertina

Macchine come me

Ian McEwan

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Traduttore: Susanna Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 3 settembre 2019
Pagine: 296 p., Rilegato
  • EAN: 9788806241841
Salvato in 332 liste dei desideri

€ 18,52

€ 19,50
(-5%)

Punti Premium: 19

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
LIBRO
Aggiungi al carrello
spinner
PRENOTA E RITIRA Verifica disponibilità in Negozio

Macchine come me

Ian McEwan

Caro cliente IBS, da oggi puoi ritirare il tuo prodotto nella libreria Feltrinelli più vicina a te.

Verifica la disponibilità e ritira il tuo prodotto nel Negozio più vicino.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


Macchine come me

Ian McEwan

€ 19,50

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

Macchine come me

Ian McEwan

€ 19,50

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

Altri venditori

Mostra tutti (11 offerte da 18,92 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Il primo non-uomo ha accesso a tutto quello che si può sapere.

«Il romanzo che parla della cosa che McEwan conosce meglio: il bisogno primario del romanzo»Robinson

«Geniale e sensibile... un dramma domestico retrofuturista che si monito intenso su temi quali intelligenza artificiale, consenso, giustizia»The New Yorker

«Con Macchine come noi Ian McEwan ha scritto un altro capolavoro, un romanzo (sovrumano) di intelligenza sentimentale»Antonio D'Orrico, La Lettura

«Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno»

Con l'eredità che gli ha lasciato sua madre, Charlie Friend avrebbe potuto comprare casa in un quartiere elegante di Londra, sposare l'affascinante vicina del piano di sopra, Miranda, e coronare con lei il sogno di una tranquilla vita borghese. Ma molte cose, in questo 1982 alternativo, non sono andate com'era scritto. La guerra delle Falkland si è conclusa con la sconfitta dell'Inghilterra e i quattro Beatles hanno ripreso a calcare le scene. E con l'eredità Charlie ci ha comprato una macchina. Bellissima e potente, dotata di un nome e di un corpo, la macchina ha intelligenza e sentimenti e una coscienza propri: è l'androide Adam, creato dagli uomini a loro immagine e somiglianza. La sua stessa esistenza pone l'eterna domanda: in cosa consiste la natura umana? Londra, un altro 1982. Nelle isole Falkland infuriano gli ultimi fuochi della guerra contro l'Argentina, ma per le vie della città non sventoleranno le bandiere della vittoria. I Beatles si sono da poco ricostituiti e la voce aspra di John Lennon continua a diffondersi via radio. Anche il meritorio decrittatore del codice Enigma, Alan Turing, è scampato alla morte precoce, e i suoi studi hanno reso possibili alcune delle conquiste tecnologiche di questi «altri» anni Ottanta, dalle automobili autonome ai primi esseri umani artificiali. Fra chi non resiste alla tentazione di aggiudicarsi uno dei venticinque prototipi esistenti nel mondo, dodici Adam e tredici Eve, c'è Charlie Friend. Certo, un grosso investimento per un trentaduenne che si guadagna da vivere comprando e vendendo titoli online. Ma Charlie è convinto che quel suo Adam bellissimo, forte, capace in tutto, «articolo da compagnia, sparring partner intellettuale, amico e factotum» secondo le promesse dei costruttori, gli sarà di grosso aiuto con l'affascinante ma sfuggente Miranda, la giovane vicina del piano di sopra. Per certi versi non ha torto. Il primo non-uomo ha accesso a tutto quello che si può sapere, dalla soluzione del problema matematico P e NP, all'influenza di Montaigne su Shakespeare, fino al modo di vincere le resistenze di Miranda e penetrarne il segreto. Un segreto complicato e doloroso che, quando emerge, pone ciascuno di fronte a un dilemma etico lacerante. Ma la legge piú inviolabile dell'androide recita: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno». E per un'intelligenza artificiale tanto sofisticata da anteporre la coscienza alla scienza, il concetto di danno può essere piú profondo e micidiale di quel che appare.

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,11
di 5
Totale 45
5
19
4
14
3
11
2
0
1
1
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    angelo

    05/08/2020 11:27:25

    Ingredienti: un anno del passato (1982) più tecnologico del presente, un automa evoluto capace di sviluppare sentimenti, poesie e ragionamenti, una coppia cui viene sconvolta la vita dal robot domestico, uno scontro tra la limpida razionalità delle macchine e le complesse contraddizioni degli umani. Consigliato: a chi vuol godersi un riuscito mix di elettronica ed antropologia, a chi vuol riabilitare il genio poco longevo di Alan Turing.

  • User Icon

    Manuel

    17/05/2020 12:43:25

    In un ucronico 1982 - che sembra più un prossimo futuro - Alan Turing è ancora vivo e la Gran Bretagna si appresta a subire una catastrofica sconfitta nella guerra delle Falkland. In questo contesto Charlie Friend, squattrinato trentenne che si guadagna da vivere speculando nei mercati azionari, investe l'eredità materna in una delle venticinque macchine umanoidi appena apparse sul mercato. Causa esaurimento pressoché immediato dei tredici modelli femminili, le Eve, la scelta ricade su uno dei dodici maschi: un Adam, ovviamente. Con l'aiuto di Miranda, studentessa dall'oscuro passato e di lì a poco compagna di vita di Charlie, Adam viene programmato e lentamente inserito nell'ambiente familiare. Rapidamente comincia ad acquisire abilità, a sviluppare preferenze, a provare sentimenti, a costruire una propria personalità. Ma quanto una macchina con la sua logica lineare può capire e accettare le contraddizioni della natura umana? E quanto gli esseri umani possono sopportare di avere accanto esseri artificiali che pensano e agiscono meglio e più coerentemente di loro stessi? Un'antinomia di difficile risoluzione che è, soprattutto, esplorazione della vita in tutta la sua imperfezione.

  • User Icon

    Teresa

    16/05/2020 14:59:55

    McEwan disegna un mondo fantascientifico interessante, con un linguaggio estremamente piacevole e soddisfacente...e poi lo lascia semivuoto. Posiziona i suoi personaggi, un giovane uomo, una giovane donna, un androide dall'animo umano e capacità intellettive spaventose, persino un Alan Turing vivo e una Thatcher fallimentare...e poi li muove a malapena. Affonda qua e là in approfondimenti, senza mai avventurarvisi. La trama ricorda un episodio di Black Mirror, ma la sensazione è di star vedendo solo un trailer.

  • User Icon

    Alessandro

    16/05/2020 13:27:32

    Spesso siamo abituati a leggere libri di fantascienza ambientati in un futuro distopico: se invece la storia si ambientasse in un passato distopico? Cosa succederebbe se i Beatles fossero ancora vivi? Se il Regno Unito decidesse già nel 1982 di fare la Brexit? Se Turing fosse ancora vivo? "Macchine come me" non è solo un libro su un passato distopico. Il tema centrante è quello dell'umanità, della posizione dell'uomo nel cosmo. Cosa caratterizza l'umanità? Le imperfezioni? Il saper quando mentire? L'empatia? La coscienza della coscienza? Vivendo la storia di un androide acquistato da una coppia di inglesi, si possono porre tutti questi interrogativi. Il romanzo è molto scorrevole, ben scritto, molto divertente e al tempo stesso profondo. Una delle migliori letture di fantascienza che ho fatto nell'ultimo anno!

  • User Icon

    Amy

    13/05/2020 13:15:32

    Dopo aver ricevuto una cospicua eredità un uomo decide di acquistare un costoso ed evolutissimo androide in edizione limitata. Il giocattolo si rivela superiore alle aspettative, migliora la qualità della vita e la situazione economica del suo proprietario e, quando questi inizia una relazione con la giovane vicina di casa, si ritrova suo malgrado a condividere con loro una strana vita familiare a tre. Improvvisamente i tre sono messi davanti ad un segreto da mantenere e alle decisioni etiche che questo comporta...

  • User Icon

    Roby74

    13/05/2020 11:07:01

    Sofisticato! Uno sguardo al passato e uno al futuro in un risultato straordinario che non vuole essere un romanzo sull'intelligenza artificiale, ma un romanzo d'amore con una macchina nel mezzo. L'androide Adam, acquistato da Charlie con una somma ricevuta in eredità, è stato costruito per simulare un essere umano. Si inserisce perfettamente nella vita di una neo coppia, insinuandosi anche negli aspetti più intimi e indagandone i sentimenti più profondi. Adam è bellissimo, è dotato di un corpo, di un'intelligenza, di sentimenti e soprattutto di una coscienza. Ma cosa potrebbe succedere se l'intelligenza artificiale acquisisse una sempre maggiore consapevolezza di se stessa? E' questa la domanda che fa da filo conduttore al romanzo e che è riuscita a spingermi in un vortice di riflessioni, tali e tante da condurmi a provare un pizzico di invidia per una macchina, che può essere più umana di qualsiasi altro essere umano esistente. Adam è un eroe, che ha dei principi morali cui affidarsi, che antepone al suo bene il bene collettivo, che non scende a compromessi. Una lettura affascinante, come affascinante è l'idea che possano esistere menti più vaste e complesse in grado di spingersi oltre i fallimenti dell'essere umano. Sarà Adam l'uomo del futuro? Ma soprattutto, vorremmo realmente che fosse Adam l'uomo del futuro?

  • User Icon

    mara

    13/05/2020 09:29:51

    McEwan riesce sempre, grazie al suo stile, a tenere sull'allerta il lettore, a farlo riflettere su diverse tematiche, come il diritto alla vita o alla morte come ne "La ballata di Adam Henry". In "Macchine come me", in un 1982 atipico, contraddistinto dalla guerra delle Faukland che culmina con l'Inghilterra perdente e il ritorno dei Beatles, si svolgono le vicende qui narrate. Il rapporto tra l'uomo e la macchina, rispettivamente tra Charlie Friend e Adam, è alla base di questo romanzo di McEwan in cui tutto si gioca sul filo dell'ambiguità che lo scrittore sa tendere molto bene, come i suoi lettori affezionati ormai sanno. L'ambiguità e il rapporto tra l'uomo e la macchina che, all'inizio sembra quasi un'inizio di conoscenza e astio, ma si rivela pian piano quasi un compagno di viaggio, un amico che aiuta a risolvere alcuni problemi, tra cui quelli sentimentali. Un rapporto in cui lo stesso lettore si domanda chi sia l'uomo e chi la macchina ponendoci l'eterna domanda: In cosa consiste la natura umana? McEwan prova a spiegarlo nel suo solito modo, anche se, a tratti, un po' troppo freddo e razionale.

  • User Icon

    Anto

    12/05/2020 14:08:55

    È il 1982, ma non quello che conosciamo. Il Regno Unito ha perso la Guerra delle Falkland, è uno Stato traballante a un passo dall'uscita dall'Europa, Alan Turing non ha mangiato quella mela e ha contribuito al progresso tecnologico. L'ucronia di McEwan si fonda sul sempreverde dilemma: Intelligenza Artificiale sì o no? La convivenza dell'uomo con le macchine non è solo un problema di etica, ma anche di democrazia ed uguaglianza, e di sentimenti. McEwan non è un autore con cui ho particolare affinità, ma in questa sua opera riesce bene a tessere i rapporti tra umani e macchine, sottolineando problemi etici nuovi e altri che ci trasciniamo dietro da sempre, un contraddittorio tra la natura umana e la sua replica nell'impervesare dei problemi quotidiani.

  • User Icon

    miriam

    11/05/2020 10:08:22

    In un 1982 alternativo esiste un robot con le sembianze di un uomo che sembra sapere tutto. Si chiama Adam, come il primo uomo sulla Terra ed è chiamato ad aiutare il suo “padrone”, Charlie, che lo ha acquistato sperando che lo aiuti a conquistare l’amata Miranda. Sembra più che altro un Aladdin in chiave moderna. E Adam il Genio della lampada. Ma questa non è una favola, è la realtà. Per quanto fantascientifica sia ai nostri occhi. Romanzo carino, ben strutturato. Dobbiamo leggerlo tutto se vogliamo sapere come andrà a finire. Ma l’impresa non sarà difficile perché lo stile di questo quotato scrittore inglese sa farci appassionare alla storia.

  • User Icon

    bloggingwithmissb

    05/02/2020 11:45:24

    Seppur il romanzo sia decisamente lento all’inizio, con il proseguire del racconto la trama si arricchisce di particolari sempre più curiosi, stupefacenti e a tratti morbosi. Siamo in compagnia di Charlie un giovane uomo che vive a Londra, e che successivamente alla morte della madre riceve una ingente somma in eredità. Charlie però decide di non investire in forme convenzionali la sua piccola fortuna ma compra uno dei pochi esemplari di androidi appena costruiti al quale viene dato il nome di Adam. Adam costa quanto un appartamento, è eccezionalmente costruito per assomigliare all’essere umano in tutto e per tutto. La sua pelle è morbida e calda al tatto, ha installato un sistema di idratazione che gli permette di muovere tutto il corpo, produrre sudore, roteare gli occhi, articolare parole con un accento perfettamente conforme a quello britannico, Adam è un uomo. Nessuno infatti scopre la sua vera identità, Charlie lo porta spesso fuori a passeggiare, incontrano gli esercenti dei negozi, i vicini di casa, spesso si intrattiene in chiacchere con loro esattamente come uno di noi. Nell’appartamento sopra abita Miranda, una giovane donna che presto diventerà la fidanzata di Charlie e che sarà la protagonista della seconda parte del romanzo. In verità loro tre diventano una famiglia, le loro personalità si intrecciano inevitabilmente e questo permette a Mcewan di inserire sapientemente quel calcolo inatteso, sorprendente, spiazzante, che per me che ho letto quasi tutto, so che arriverà ma la sua bravura sta nel confondere il lettore, portarlo così vicina alla conclusione per poi ribaltare totalmente la storia. È geniale Leggere Mcewan è un’esperienza imperdibile. Fatevi un regalo, lasciatevi stregare dal gigantesco talento di uno dei più grandi maestri della letteratura contemporanea

  • User Icon

    S. I.

    19/01/2020 07:38:30

    McEwan non sbaglia un colpo. Un libro scritto con il consueto stile incalzante, che permette di riflettere sul rapporto uomo-macchina lasciando quell'amaro che in sostanza, nel retro, sentiamo tutti quando pensiamo al futuro dell'umanità e dei robot.

  • User Icon

    Francesco

    18/01/2020 16:24:53

    Di questo romanzo vengono spacciate come idee innovative che fanno riflettere sulla vita e sul destino dell'umanità cose già raccontate da tanti e soprattutto da Isaac Asimov sessant'anni prima e molto meglio. Non ho inoltre molto ben capito la necessità dell'ambientazione utopica nei primi anni '80, perché se il motivo è Turing, si tratta di un cameo che nulla aggiunge alla storia. Depurata di tutto ciò, la storia è ben raccontata: un libro leggibile, ma niente di più che giustifichi il baccano che ne è stato fatto.

  • User Icon

    cecilia

    15/01/2020 10:44:43

    "Romanzo d'amore con in mezzo una macchina" libro molto bello con la consueta splendida scrittura di McEWAN

  • User Icon

    Alfredo

    05/01/2020 19:52:54

    Romanzo furbo quanto mediocre. Il McEwan de 'Il Giardino di Cemento' e dei racconti di 'Primo amore, ultimi riti' è ormai lontanissimo nel tempo e nello spazio e davanti alle pagine di questo 'Macchine come me' appare vacuo e inconsistenze, quasi un flebile ricordo sbiadito dello scrittore che fu. Provare a diventare il Don DeLillo europeo potrebbe essere stato (e forse lo è ancora) l'intento che ha mosso (e tuttora muove) l'autore nel cimentarsi in questo ennesimo, inutile, esercizio narrativo. Ma l'autore americano, a differenza del suo collega inglese, sa padroneggiare molto meglio le digressioni e i virtuosismi logico-riflessivi del romanzo postmoderno, che pure una sua dignità ce l'ha e che qui non viene affatto negata. Ma proprio per le sue peculiarità e per la sua 'distanza' dal romanzo classicamente inteso, questo particolare genere letterario richiede, a mio parere, una sapienza e - soprattutto - un'onestà operativa che in questa ed altre (ahimé) opere di Mc Ewan è del tutto assente. Capita, purtroppo spesso, che un artista - in questo caso uno scrittore - si ostini e perserveri, in età più o meno avanzata, nel voler continuare a dire qualcosa, anche se, come poi impietosamente emerge nella fruizione del risultato di quella ostinazione, sembra proprio che non abbia più niente da dire. Tristemente. E in questi casi, come recita il saggio consiglio della casalinga di Voghera, è sicuramente di gran lunga meglio stare zitti.

  • User Icon

    FB

    19/12/2019 14:36:41

    Ian Mc Ewan merita sempre di essere letto, anche quando si cimenta (con successo) nella sci-fi, come in questo riuscitissimo omaggio ad Asimov

  • User Icon

    camilletta85

    09/12/2019 21:05:10

    McEwan si cimenta in un romanzo con androidi di ispirazione fantascientifica...con una ambientazione “retrofuturista" (geniale), immaginando una società londinese tecnologicamente sviluppata che mette a punto replicanti domestici.. ma nel lontano 1982...il talento puro e visionario dell'autore ci proietta in una società dove convivono Margaret Thatcher, androidi dotati di coscienza umana, ed un Alan Turing vivo e vegeto reso artefice dei modelli di androidi protagonisti della nostra storia... La maestria di McEwan non è in discussione e moltissimi sono gli spunti di riflessione, anche filosofica e morale, del romanzo, come le analogie tra la macchina robot e la macchina "uomo", l'idea che gli uomini abbiano un sistema operativo "aperto" e "ad informazione incompleta" che li rende unici ma allo stesso tempo fragili e con tendenze autodistruttive, il rapporto tra coscienza individuale e coscienza collettiva, le contraddizioni e la distruzione che porta il genere umano... Tuttavia le aspettative erano forse un po' troppo alte e la storia mi é parsa complessivamente gelida, non sempre avvincente..il personaggio di Adam mi é parso ambiguo ed indecifrabile... Voto 7,5 a mio parere

  • User Icon

    cinzia

    27/11/2019 18:00:44

    Libro bellissimo che lascia una sensazione di amaro in bocca per certi versi ma anche di utopica speranza di vedere effettivamente degli Adam e Eve che ci facilitino la vita. Lo stile di Macewan, al solito, è inconfondibile: mai noioso, la tensione non si spegne fino all’ultima pagina. Si riesce a vivere intensamente la vita dei personaggi , mai scontati e sciatti. Un libro fantastico , da non perdere.

  • User Icon

    Ross

    26/11/2019 19:18:41

    Affascinante, intrigante e talvolta divertente, questo romanzo racconta la storia di un uomo e del suo nuovo "giocattolo", un costoso robot dai tratti umanissimi. Umano non solo nell'aspetto, ma anche nel modo di sentire, di provare sentimenti nonostante la logica irreprensibile che lo contraddistingue. Originale e forse un po' spiazzante la collocazione storica negli anni '80, in un passato declinato al futuro. Non è tanto un romanzo di fantascienza, quanto piuttosto la storia di un percorso di crescita personale raccontata con grande maestria. Mi piacerebbe vederlo in una trasposizione cinematografica. Assolutamente consigliato.

  • User Icon

    Gianna

    26/11/2019 14:58:07

    Scorrevole e intrigante. Decisamente ben scritto. Mc Ewan è sempre un grande! Lo consiglio.

  • User Icon

    Alberto

    23/11/2019 08:12:18

    McEwan non sbaglia un colpo. Romanzo con un tema importante, attuale, adatto per un dibattito da gruppo di lettura perchè farà discutere e immagino anche dividere i partecipanti su fronti opposti, chi starà con la scelta di Adam e chi sarà dalla parte di Charles e Miranda pro Mark. Di più non si può scrivere. Il vero protagonista è Adam, l'umanoide, la ''macchina'', gli altri servono alla storia. Consigliato.

Vedi tutte le 45 recensioni cliente

Garry Kasparov è un russo abbastanza famoso per essere uno dei giocatori di scacchi più forti di sempre. È stato campione del mondo, ininterrottamente, dal 1985 al 2000, e in un giorno del 1996, quando sembrava che non ci fosse nessuno sulla faccia della terra in grado di batterlo, gli hanno messo davanti un grosso scatolone che si chiamava Deep Blue: si trattava di un computer progettato dalla IBM per giocare a scacchi: la funzione per cui era stato programmato era quella di vincere.
Stessa scena; tempo e luogo diversi. Siamo nel 2016. Lee Se-dol, diciotto volte campione del mondo di Go, un gioco estremamente più complesso degli scacchi in termini di configurazioni possibili di mosse, si trova di fronte ad AlphaGo, una creazione di Google. Stavolta si tratta, all’apparenza, di uno schermo sottile – molto più compatto dell’antenato Deep Blue – che si limita a far apparire in silenzio le indicazioni su dove l’anonimo esecutore deve collocare le pedine. Questa storia è gemella della precedente e indovinare come vanno a finire è piuttosto facile.
L’elemento a mio avviso più importante, più che il prevedibile finale, è una certa atmosfera: quella precisa sensazione di terrore che si prova al cospetto della volta celeste, di notte, in una spiaggia deserta – o più in generale di fronte a tutte le cose più grandi di noi, che non siamo in grado di controllare e talvolta neanche capiamo. L’incredibile fascino, per niente tecnico, del tutto umanistico, provocato dall’idea che ci possano essere entità superiori all’uomo, menti più vaste, capaci di arrivare autonomamente laddove noi abbiamo sempre fallito.
È questa la prospettiva che emoziona i fanatici dell’intelligenza artificiale – e c’è da dire che allo stato attuale si tratta di una previsione che appartiene ancora alla fantascienza: nel caso di Deep Blue e di AlphaGo, infatti, stiamo parlando di intelligenze di settore, in grado cioè di fare una sola cosa – in modo inarrivabile, superando di gran lunga le migliori facoltà umane, ma pur sempre solo quella cosa. Se si chiedesse a uno dei due di risolvere un indovinello o di scrivere un haiku non sarebbero in grado di farlo. Questo significa che siamo ancora lontani da una intelligenza artificiale generalista, in grado cioè di fare uno svariato numero di cose insieme, dotata di coscienza e autonomia di pensiero.
Dotata magari di sentimenti: proprio come Adam, l’androide sofisticatissimo di Macchine come me, del tutto umano all’apparenza fatta eccezione per l’iniziale incapacità di inserirsi con naturalezza negli schemi sociali e comportamentali umani: peraltro sensibilmente raffinata nel corso delle pagine grazie al cosiddetto machine learning. McEwan colloca questa creatura straordinaria in un passato ucronico, negli anni ’80 immaginari in cui Alan Turing è vivo, i Beatles suonano ancora e il Regno Unito perde la guerra delle Falkland (con tutte le dovute conseguenze su ogni piano, a partire da quello tecnologico fino a quello politico).
È un modo meraviglioso per trattare la questione: quello di non lanciarsi in grossolane previsioni del futuro – cosa che forse non sarebbe neanche alla portata di un narratore, per quanto colto e sofisticato come McEwan – ma di limitarsi a rielaborare il passato, a ricalcolarlo a partire dalla domanda su cosa sarebbe successo se fosse andata così. Il risultato è una storia dalle atmosfere particolarissime, inimitate, che nella sua stranezza si va a collocare molto bene nel continente narrativo di McEwan: chiunque abbia letto almeno un suo libro riconoscerà la sua impronta sin dalla prima pagina.
Non mi verrebbe tuttavia da consigliare questo romanzo a un appassionato di intelligenza artificiale. Qui le tematiche ben note a chi si occupa della questione sono presenti tutte – a partire dalla domanda: dobbiamo considerarli esseri umani?, cui peraltro McEwan dà una risposta, come suo solito, per nulla scontata. Tuttavia ho avuto la sensazione che la maggior parte delle problematiche principali fossero affrontate in modo un po’ didascalico, prendendo semplicemente ciò che gli esperti oggi dicono e riducendolo in narrazione. Si potrebbe tranquillamente leggere questo libro in modo antologico, come una guida in forma romanzesca di tutto ciò che c’è da sapere: sicuramente una modalità semplice, per chi non è al corrente, di aggiornarsi; per chi già sa, una ripetizione.
Il vero potere di questa storia sta piuttosto in un’altra caratteristica essenziale, e cioè la non scontata distanza che prende dalla fantascienza tradizionale. Questo non solo si vede dal fatto che il racconto sia ambientato nel passato e non nel futuro. Soprattutto, si vede dalla piega sorprendentemente intima, domestica: il replicante Adam si inserisce nel bel mezzo di una coppia nascente, diventa parte attiva del sentimento proprio come in un qualsiasi triangolo amoroso. Si tratta, a ben guardare, più che di un romanzo sull’intelligenza artificiale, di un romanzo d’amore con in mezzo una macchina: con tutte le conseguenze grottesche, inquietanti, tragiche e comiche del caso. Una via di mezzo tra Amsterdam e Chesil Beach, due pilastri (rispettivamente: il più acido e il più soffuso) di McEwan, che con il tempo dimostra di non aver esaurito le carte in mano.

di Pierpaolo Moscatello

  • Ian McEwan Cover

    Scrittore e sceneggiatore britannico. Esordisce con due raccolte di novelle, Primo amore, ultimi riti (1975 - pubblicato da Einaudi nel 1979 con la traduzione di Stefania Bertola) e Tra le lenzuola (1978 - edito da Einaudi nel 1982 sempre con la traduzione della Bertola), che ritraggono, in uno stile raffinato e impersonale, situazioni quotidiane, dominate tuttavia dall’ossessione per il sesso e segnate dalla morte. Sesso, perversione e morte sono temi trattati anche nei primi romanzi, Il giardino di cemento (1978, portato sul grande schermo nel 1993 dal regista Andrew Birkin con la nipote Charlotte Gainsbourg e tradotto dalla Bertola per Einaudi nel 1980) e Cortesie per gli ospiti (The Comfort of Strangers 1981 - Eianudi 1983, tradotto in film nel 1991 dal regista Paul Schrader con... Approfondisci
Note legali