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Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene - Carlo Cottarelli - copertina

Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene

Carlo Cottarelli

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Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 31 marzo 2016
Pagine: 174 p., Brossura
  • EAN: 9788807173028
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Carlo Cottarelli

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Gaia la libraia

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Sono decenni che gli italiani lo sanno: il debito pubblico è un problema spaventosamente grande, tanto che sembra troppo enorme per essere affrontato. Solo Carlo Cottarelli può riuscire a raccontare in termini chiari e trasparenti come stanno davvero le cose, spiegando i concetti fondamentali senza tecnicismi e utilizzando una miriade di esempi che nascono dalla sua esperienza di dirigente al Fondo monetario internazionale e di commissario per la Revisione della spesa. Dopo il successo conseguito con "La lista della spesa", Cottarelli torna quindi a illuminare i conti pubblici italiani, puntando l'attenzione sul debito: come si forma? Perché è così difficile ridurlo? Come mai è così importante per l'economia delle nazioni? Ci si può convivere, e in che modo? Cottarelli ha avuto esperienza diretta di molte crisi generate dal debito pubblico, come quella italiana che portò alla caduta dell'ultimo governo Berlusconi e quella greca degli ultimi anni, e può quindi illustrare rischi e opportunità delle varie, possibili soluzioni del problema: da quella più combattiva (non ti pago!) a quella più ortodossa (l'austerità), fino al cauto ottimismo di una possibile via di buon senso, fatta di credibilità, crescita e attenzione al lungo periodo.
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Quanto è grande davvero il debito pubblico italiano? E perché è così nocivo? E, soprattutto, come si può ridurlo senza troppa austerità? Dopo La lista della spesa, Carlo Cottarelli torna a spiegare una questione complicata, ma fondamentale per tutti i cittadini.

”Questo libro parla dei rischi cui l’Italia resta esposta, e dei costi che comunque affronta, per effetto del suo elevato debito pubblico. Ma non spaventatevi troppo. L’Italia non è il Titanic. Il suo destino non è segnato, purché ci rendiamo conto che davanti a noi abbiamo ancora pericoli e non solo nebbia che annuncia il sole”.

Dal Fondo Monetario Internazionale al Governo, e ritorno. Carlo Cottarelli, l’economista noto per aver ricoperto il ruolo di Commissario straordinario per la Revisione della spesa, nominato dall’allora neo Primo ministro Renzi, torna a fare luce sui conti pubblici italiani. Dopo aver lasciato l’incarico di commissario, i suoi suggerimenti per la “Spending Review” dei conti pubblici vennero inseriti nel saggio La lista della spesa (Feltrinelli, 2015). Oggi che, come dice lo stesso autore, l’argomento è “fuori moda”, continuiamo a leggere e a riflettere sul peso che il Debito pubblico ha sulla nostra economia.
Il motivo per cui Cottarelli ritiene che sia un momento poco felice per riflettere sul debito è che le politiche di “austerità” intraprese in questi anni, soprattutto dalle istituzioni europee, per fronteggiare la crisi, hanno avuto un effetto devastante, di forte freno per le economie degli Stati, dimostrando tutti i loro limiti. In questo modo il dibattito sulla pericolosità di un eccessivo debito è passato in secondo piano. Si è fatta avanti invece, negli ultimi mesi, una nuova corrente di economisti “neo-keynesiani”, che considerano poco rilevanti o addirittura inesistenti i problemi legati alla creazione di un debito eccessivo, rispetto ai danni che può fare una politica economica restrittiva. In realtà, spiega Cottarelli - pur con tutti i distinguo del caso e ammettendo che sia necessario, per rimettere in moto l’economia, uscire dalla logica dell’austerità - un elevato debito pubblico, come quello italiano, continua ad essere un grande freno per la crescita economica del Paese.
Il primo motivo è che un eccessivo debito espone l’Italia a un elevato rischio sul mercato dei Titoli di Stato. Il secondo motivo è che un elevato debito agisce come una zavorra sulla crescita tendenziale dell’economia perché drena risorse. Il terzo motivo, e qui a parlare è l’ex dirigente del FMI, è un problema “morale”: la cultura del debito è poco sana, perché il debito sembra non appartenere a nessuno mentre invece appartiene a tutti.
Forse la lontananza dalle istituzioni giova alla scrittura di Carlo Cottarelli che in questo saggio dimostra delle ottime capacità divulgative ed espone con parole semplici alcuni meccanismi fiscali e di spesa molto spesso incomprensibili per il lettore medio. Il nucleo di questo libro riguarda, tra l’altro, dei concetti di tipo macroeconomico, come l’andamento della spesa, la fiscalità, i tassi d’interesse, il risparmio, i titoli di Stato e la politica monetaria, eppure i meccanismi con cui queste grandezze si muovono influenzandosi a vicenda vengono descritti con riferimento alla vita quotidiana del cittadino, che, ad esempio, sarà propenso a risparmiare e consumare, in base alla variazione di questi valori.
Scorrendo i capitoli di questo libro scopriamo quindi sia il problema sia le possibili strade percorribili, tenendo sempre presente che la situazione dell’Italia è sì, storicamente, molto grave, ma non è disastrosa e non è quindi il caso di allarmarsi.
Un tassello in più all’interno di un dibattito che si sta rivelando sempre più affascinante e coinvolgente, anche per i lettori profani.

  • Carlo Cottarelli Cover

    Carlo Cottarelli è laureato a Siena e alla London School of Economics; dopo aver lavorato in Banca d’Italia ed Eni, dal 1988 è al Fondo monetario internazionale. È stato commissario straordinario per la revisione di spesa, nominato dal governo italiano, da ottobre del 2013 a novembre 2014. Oggi è direttore del nuovo Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano. Ha scritto numerosi articoli e saggi accademici. Per Feltrinelli ha pubblicato La lista della spesa. La verità sulla spesa pubblica italiana e su come si può tagliare (2015), La cambiale. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene (2016), Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene (2016)... Approfondisci
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