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Madrigale senza suono - Andrea Tarabbia - ebook

Madrigale senza suono

Andrea Tarabbia

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Dimensioni: 4,6 MB
Pagine della versione a stampa: 384 p.
  • EAN: 9788833931333
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Gaia la libraia

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Finalista premio Campiello 2019

«Tarabbia si avvicina a un fatto attirato da un richiamo morale, e lo usa per indagare ? senza alcunché di morboso, miracolo ? il Male nella e della Storia attraverso la scrittura, in una tradizione che va dai Demoni di Dostoevskij fino a Carrère o Vollmann.»
Il Sole 24Ore - Marco Rossari

«Solo la fragilità e il dolore, presi per mano dall’amore ci portano nel punto più profondo del mondo.»
Corriere della Sera - Alessandro D’Avenia

«Tarabbia non dà risposte. Forse perché, come tutti, non le possiede. Forse perché il compito della letteratura ? e dei bravi scrittori ? non è quello di dispensare certezze ma di instillare dubbi e suscitare quesiti. Di spronare alla riflessione, sempre.»
Nazione Indiana - Antonella Falco

Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico.
Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ipnotico di questo romanzo gotico e sensuale. Come può, è la domanda scandalosa sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito?
Per vendicare l’onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D’Avalos, dopo averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto.
Questa storia − è ciò che il lettore scopre sbalordito − ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre imprendibili tra delitto e genio.

Con un gioco colto e irresistibile, tra manoscritti ritrovati e chiose di Igor' Stravinskij − che nel Novecento riscoprì e rilanciò il genio di Gesualdo − Andrea Tarabbia, scrittore tra i migliori della sua generazione, costruisce un romanzo importante, destinato a restare.
L’edificio che attraverso Madrigale senza suono Tarabbia innalza è una cattedrale gotica da cui scaturisce la potenza misteriosa della musica. È impossibile, per il lettore, non spingere il portale. E, una volta entrato, non restarne intrappolato.

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    zombie49

    15/01/2021 14:06:04

    Igor Stravinskij, musicista russo che vive a Los Angeles, trova in una libreria antiquaria di Napoli una biografia su Carlo Gesualdo da Venosa, principe madrigalista vissuto alla fine del ‘500, un personaggio discusso, autore di musiche dissonanti e disturbanti, difficili da interpretare anche per cantanti di fama mondiale. Il libro è opera di Gioachino Ardytti, servitore di Carlo, ma si nutrono dubbi sull’autenticità. Gesualdo sposa la cugina Maria d’Avalos, di cui è innamorato dall’infanzia, con il benestare della famiglia e la benedizione delle autorità religiose. In breve, però, Maria, una donna di discussa moralità, giovanissima vedova di due mariti morti in circostanze misteriose, tradisce Carlo con Fabrizio Carafa. La storia è sulla bocca di tutti a Napoli, e Carlo deve difendere l’onore proprio e della casata scoprendo i due amanti in flagrante e uccidendoli, con l’aiuto di servi complici, fra cui Gioachino. Sarà il tormento della sua vita, ma anche l’ispirazione per la sua musica. Come sempre Tarabbia propone un racconto a più voci: le lettere che Stravinskij a un musicologo, con le proprie osservazioni e ipotesi; le considerazioni del servo, un uomo zoppo e deforme che aveva incontrato il principe nel convento dove Gioachino si era rifugiato; le avventure di Carlo Gesualdo. La narrazione da diversi punti di vista, i salti spazio temporali creano confusione, anche quando i fatti sono noti; in questo caso la vicenda, basata su fatti veri romanzati, è poco conosciuta e le osservazioni musicali sono di difficile comprensione per chi, come me, è del tutto digiuno di musica. E’ un romanzo gotico dai toni cupi, a volte anche sgradevoli, con particolari splatter, come la storia del ragazzo lupo tenuto nelle segrete del castello, che vive e si comporta come un animale, e una sessualità distorta e disgustosa da guardoni. I libri di Tarabbia sono disturbanti, i suoi personaggi non suscitano empatia, eppure sono coinvolgenti.

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    FranLem

    21/07/2020 11:18:00

    Ricorrendo a diversi artifici narrativi, peraltro comuni in letteratura, quali il ritrovamento di un manoscritto, Tarabbia affronta il tema del male e del lato oscuro dell'uomo, facendoci riscoprire un personaggio, Gesualdo principe di Venosa, attraverso la Cronaca di Gioachino, suo servitore ed alter ego. Attraverso un romanzo che ripercorre le tappe di un uxoricidio e l'imprigionamento di un figlio illegittimo allevato nelle tenebre di una gattabuia, Tarabbia ci consegna un libro morale, che dipana squarci di luce sui temi della colpa e della penitenza e che disegna riflessioni evocative sulle potenzialità infinite della musica. Per dirla con le sue parole, "la musica non è infinita, essa rispecchia gli uomini e le donne... Infiniti però sono i mondi. Immaginate: esistono mondi e sistemi che non sono questo, in cui forse i rapporti tra i suoni sono differenti, e molteplici, e inimmaginabili da chi, come noi, vede solo questa parte della creazione. Probabilmente i suoni possibili sono centinaia, le note che risuonano nel cosmo sono migliaia, milioni: noi però abbiamo accesso soltanto ad una piccola parte".

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    E

    16/05/2020 10:41:59

    Ho comprato il libro per gli argomenti storico-musicali trattati e perché vincitore del premio Campiello. Purtroppo ha un po' deluso le mie aspettative. Non mi è piaciuto lo stile dell'autore. L'ho trovato a tratti un po' noioso; inoltre non sono riuscita ad apprezzare una certa insistenza nella descrizione di alcuni dettagli e particolari "gotici", che dovrebbero servire a delineare un'atmosfera oscura o folle ma che in realtà sono a mio parere poco efficaci in tal senso. Comunque è un buon racconto e le informazioni storiografiche sono precise.

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    ELISA

    15/05/2020 08:19:00

    Questo romanzo racconta la storia di Carlo Gesualdo, principe di Venosa, nonché madrigalista e compositore, vissuto tra il Cinquecento e il Seicento, cioè in quel delicato periodo in cui si assiste alla fine della civiltà rinascimentale delle corti e all'inizio dell'età barocca. Carlo divenne tristemente famoso, però, non tanto per la sua musica, che secondo gli esperti, raggiunse dei livelli geniali, quanto per alcuni atroci misfatti da lui commessi e rievocati in questo libro. Il testo è davvero bello proprio perché si focalizza sull'umanita' del principe, continuamente lacerato da conflitti interiori: avrebbe voluto, ripete lui più volte, comporre e cacciare, e invece si ritrovò a guidare un feudo, avrebbe voluto amare, e invece fu costretto dalle convenienze sociali, a compiere un atroce delitto, senza che la sua coscienza mai più gli concedesse un attimo di pace. Libro ricco di riferimenti letterari, artistici, storici e musicali, scritto in modo svorrevole ed intrigante. Consigliato!

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    pici62

    12/05/2020 07:10:50

    Rivisitazione in chiave romanzata della vita di Carlo Gesualdo, principe di Venosa e musicista insigne, responsabile nel 1590 dell'efferato delitto della moglie Maria D'Avalos e del suo amante Fabrizio Carafa. L'autore ricorre a un duplice espediente narrativo, immaginando l'esistenza di una biografia apocrifa del principe, redatta da un suo fedele e deforme servitore, Gioachino Ardytti, e attribuendone il rinvenimento, in una libreria napoletana, a Igor Stravinskij, il grande compositore russo che nel Novecento dedicò a Gesualdo un Monumentum musicale ispirato ad alcuni dei suoi madrigali. Le due voci narranti di Gioachino e di Stravinskij si alternano, con qualche ridondanza, nel descrivere le due nature del principe, la delittuosa e l'artistica, che coesistono e confliggono nel testo in maniera inestricabile. Sembra che l'autore voglia dimostrare come proprio la loro complementarietà sia all'origine dell'innovativa produzione artistica, caratterizzata da quelle armonie dissonanti che la musica colta occidentale dimenticherà per secoli, riscoprendole solo con la dodecafonia di inizio Novecento. Dalla narrazione della vicenda biografica, alla cui costruzione contribuiscono anche eventi e personaggi sulla cui veridicità storica l'autore lascia abilmente in dubbio il lettore, emerge un personaggio al contempo geniale e tragico, nella sua solitudine, che Tarabbia ci descrive circondato da una piccola corte di parenti e di serventi, a lui obbedienti per convinzione o per necessità, ma tutti partecipi delle sue decisioni, ancorché efferate ed estreme. Sullo sfondo, una società violenta, che legittima il delitto d'onore, inducendo l'assassino a temere la vendetta dei parenti delle vittime più della giustizia dello Stato, e che relega in gabbie dorate le altre vittime di quei delitti e della politica matrimoniale a essi sottesa, principesse e principini che spesso finiscono prima del tempo i loro giorni.

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    AvS

    11/05/2020 19:00:30

    Andrea Tarabbia è per me il più talentuoso degli scrittori italiani contemporanei (assieme a Pennacchi e Rumiz) e questo suo ultimo romanzo non fa che rafforzare questa convinzione. Un montaggio alternato tra contemporaneo -le riflessioni di Stravinskij- e passato, con la figura al di sopra dell'eccezionale del protagonista Carlo Gesualdo principe di Venosa. Una riflessione lucida, attenta, mai scontata sull'arte, la musica, l'amore, la morte e il male (tema questo tra i preferiti di Andrea Tarabbia). Un romanzo che nella sua profondità scorre comunque nella lettura, mai banale, ricamata e ricercata in ogni singola parola. Un capolavoro.

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    Pierpaolo

    11/05/2020 17:47:19

    Certamente il libro è scritto molto bene e l'espediente narrativo ben riuscito e intrigante. Il problema è il tono eccessivamente gotico del romanzo: la vita di Gesualdo non fu né più né meno immonda dei nobili del suo tempo e le motivazioni per cui la sua musica è insuperata sono altre - e nel libro non v'è menzione. Toni e atmosfera, nonché aggiunte morbose, opacizzano una storia che di per sé poteva essere interessante. Della cinquana del campiello quello che ho apprezzato meno.

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    Mauro

    29/04/2020 14:24:52

    Ho comprato il libro perchè vincitore del premio Campiello, ma la storia che lo scrittore racconta ed il modo in cui la racconta, mi hanno deluso, forse più che deluso la trama mi ha tediato lo stile dello scrittore, un modo di scrivere che definisco gotico. La storia fariginosa che si svolge nel medioevo, in luoghi oscuri e con personaggi tetri ed amorali, con richiami ad accadimenti di storie strane avvenute in tempi relativamente più recenti, non mi ha entusiasmato.

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    Alex

    10/04/2020 08:20:53

    Scritto in maniera sublime, questo romanzo in costume narra di musica, di Gesualdo e di follia. Tutto questo ti fa assaporare l'atmosfera seicentesca e ti fa immergere dentro quel periodo pieno di passione e di terrore. Personaggi, anima e morte vengono descritti magnificamente. Un libro da leggere x conoscere e comprendere.

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    cbarbon

    31/03/2020 12:06:26

    Le prime 60-70 pagine sono molto lente e fanno venir voglia di non proseguire, poi la storia inizia a svilupparsi e per certi versi diventa pure affascinante. Tuttavia come molte recensioni lette trovo anch'io pretenziosa la scrittura e si percepisce come un desiderio di mostrare grande capacità e ampia cultura storica ( molti dati sono facilmente riscontrabili su wikipedia) e musicale. Infine trovo il finale tirato molto per le lunghe. Non mi ha entusiasmato.

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    Francesco

    28/03/2020 17:25:50

    Ho letto di meglio; probabilmente perché rifacendomi a una recensione che mi precede, questo sia in fondo un libro non per tutti. Non è semplice per stile e narrazione e ritengo inoltre che bisogni masticare un po' di musica per afferrarlo a pieno. Purtroppo la cosìdetta "ciccia" tarda ad arrivare constringendomi ad assegnare 2 stelle; una volta preso il ritmo comunque, è un piacere portare quest'opera a termine.

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    Andrea

    18/03/2020 10:38:18

    Ho letto il libro con attenzione. Apprezzo la smaniosa cura nei dettagli, ma ho trovato tutto molto, troppo pretenzioso, come un tentativo a voler dimostrare di saper scrivere bene. Dopo le prime 100 pagine mi sono ritrovata senza nessuna emozione, senza alcun personaggio impresso nella testa e mi sono chiesta "ma questo omicidio quando arriva?". Lettura pesante, troppo tecnica che non lascia spazio all'istinto di scrivere, a quel mondo dal quale un bravo scrittore attinge: l'ispirazione del momento. Comunque ho letto di peggio!

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    Piera

    09/03/2020 10:16:50

    Un’aura di cupezza grava su questo romanzo, permeato da mestizia, contrizione, dolore, sensi di colpa e disperazione, e dominato dalla figura tormentata – portata all’autoannientamento punitivo – di Carlo Gesualdo, genio della musica tardo rinascimentale. Attorniato da personaggi fedeli e opportunisti, traditori e infidi, mostruosi e grotteschi, la tragica figura del principe di Venosa è al centro di un romanzo “quasi gotico”. Racconto assai originale e interessante, dipanato con una scrittura ricercata e pignola. Lettura tutt’altro che scorrevole, anzi piuttosto lenta, pesante e faticosa, da sorbire un poco per volta senza fretta.

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    Noi

    15/02/2020 11:17:39

    Gran libro, sicuramente non per tutti. Andrea Tarabbia è una delle nostre migliori penne, a mio avviso. E questo libro, sebbene a tratti spigoloso, ne è la conferma.

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    Antonio

    05/02/2020 09:25:45

    Romanzo freddo e pretenzioso, lento. Personaggi stereotipati e creati a forza con lo stampo di una visione vagamente dostoevskjana della vita, ma senza averne l’anima. Si ha come la sensazione di un cortocircuito fra la profonda formazione slavofila dell’autore e la materia del suo romanzo, ambientato nel sud Italia durante il tardo rinascimento. Si fa una gran fatica a leggerlo, per questa strana sensazione di estraneità fra due mondi che non riescono a fondersi in armonia.

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    Francesca

    01/02/2020 14:17:49

    Nel complesso un bel romanzo, con una ambientazione suggestiva e inusuale. L'autore prova a percorrere la strada dell'indagine delle zone d'ombra dell'essere umano, con l'uomo del sottosuolo dostoevskiano come esempio sovrano. Tuttavia a tratti il romanzo resta confuso e indulge troppo facilmente a descrizioni un po' macabre, persino sudice, che offuscano l'approfondimento dei personaggi. Non del tutto riuscito quindi, ma ugualmente apprezzabile.

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    enza

    14/01/2020 12:45:03

    non è tra i miei preferiti comunque libro scritto molto bene

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    parigi

    13/01/2020 18:12:31

    Sicuramente un libro molto interessante. Scritto benissimo, ma con parti "specialistiche" non sempre fruibili dal comune lettore. A tratti romanzo gotico a tratti immerso nella modernità. Indagine nella mente tormentata di un (forse) genio musicale in grande anticipo rispetto al suo tempo; o nella mente di un principe piegato al suo tempo.

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    carlo

    06/01/2020 18:22:37

    un libro di grandi domande. Stimolante. Un autore da seguire.

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    savo

    25/12/2019 11:20:38

    Libro scritto molto bene, ma ho fatto fatica a terminarlo. Profondo nella rappresentazione dei sentimenti ma con una struttura poco snella

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    enrico

    14/12/2019 13:20:26

    presentato dalle note critiche - parlo di quelle comparse sulle riviste di settore e non delle inutili citazioni sul quarto di copertina - come un grande romanzo-saggio, sulla drammatica vita, musica, filosofia e poetica del grande Carlo Gesualdo da Venosa - forse causa i miei limiti culturali,l'ho trovato "solamente"un bel romanzone storico intriso dalla prima all'ultima pagina di lacrime,secrezioni varie e sangue, con un occhio,penso involontario, al dr.Faustus di Mann,testo di ben altro spessore….... Si intuisce la volonta' dell'autore di descriverci il sovrumano tentativo di Carlo di scrivere una musica nuova e "totalizzante",in grado di esprimere l'esprimibile e l'inesprimibile e di come questo abbia di fatto distrutto la sua esistenza e distrutto la vita di tutti quelli che lo hanno accompagnato nel suo percorso terreno, servi, amanti, mogli,figli che fossero….IL tutto e' esposto sotto forma di un lungo diario meticolosamente tenuto dal servo Gioacchino,nano deforme,amico di Carlo dalla giovinezza,vera e propria ombra,pensante e parlante, del principe, giunto non si sa come nelle mani del grande Stravinsky, ammiratore di Carlo. Stravinsky "ci lascia" leggere il diario e nel mentre elabora progetti di scritture musicali basate sui libri di madrigali di Carlo,da lui ritenuti estremamente innovativi e rivoluzionari. Il risultato finale di questa complessa architettura e' una narrazione senza dubbio ben scritta, ma dall'incedere piuttosto pesante, non sempre appassionante e ,forse, non in grado di raggiungere appieno il risultato che,sempre forse,lo stesso autore si era posto.

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    Luigi

    29/11/2019 09:02:01

    Come altri esempi nella letteratura,l ‘Autore immagina di far ritrovare al grande musicista I. Stravinsky,per vie strane e forse demoniache, una “Cronaca” attribuita a uno sconosciuto , che è la biografia del principe Carlo Gesualdo. In questo modo lo scrittore è libero di ricostruire la vita romanzata di un musicista rinascimentale autore di famosi madrigali, la cui immagine è però contraddittoria e destinata all’ oblio.Attraverso il commento di I.Stravinsky,che sembra affascinato dalla musica rinascimentale di Gesualdo tanto da trasformarla e ridarle nuova vita, l’Autore ci illustra la tragedia e le contraddizioni del famoso Gesualdo, la sua forza creativa, la ispirazione mai soddisfatta ne’ dagli strumenti dell’epoca ne’ dalla capacità “finita” dei suoni prodotti. Dall’altra parte emerge l’uomo costretto a eseguire atroci delitti anche contro la sua amata moglie. È un romanzo gotico e sensuale attraverso cui lo scrittore rappresenta l’irrisolto conflitto della coesistenza di depravazione e genialità nell’Uomo.

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    emozionante

    26/11/2019 18:14:14

    Un pantos che coinvolge ed emoziona. Una descrizione storica accurata che trasporta le parole ad immagini chiare. Bella lettura.

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    mimmo

    24/11/2019 08:48:39

    Bel lavoro. Un libro piacevole da leggere.

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    ladybird

    23/11/2019 17:20:05

    A me non è piaciuto e ho fatto fatica a terminarlo .Forse può essere apprezzato meglio dagli appassionati di musica

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    luigi

    25/09/2019 15:46:38

    La figura di Carlo Gesualdo, nobile compositore napoletano, ma parente di San Carlo Borromeo, ha ispirato nei secoli tanti artisti, attratti dalla compresenza nello stesso individuo di un assassino (anche se per motivi d'onore, all'epoca giustificatissimi) e di un compositore musicale d'avanguardia. Anche lo scrittore Tarabbia si cimenta con questo personaggio 'malefico' - che segue a ruota quelli, nei romanzi precedenti, 'diversamente malefici' del cannibale Cicatylo e del terrorista di Beslan - anche se lo stesso Gesualdo rimane un po' sullo sfondo, e la scena è presa, piuttosto, dal narratore onnipresente, un servo storpio (e non sappiamo quanto reale), che potrebbe anche essere il diavolo in persona, piuttosto che il povero diavolo che vuol far credere. L'atmosfera gotica è completata da streghe, uomini lupo, etc. Uno spaesato Stravinsky - sì, c'è anche lui, il compositore che si dedicò nel '900 ad un recupero della musica di Gesualdo - completa l'affresco tra gotico e post-moderno. Il risultato è una narrazione ricca, fluida, con scene anche molto evocative e vivide. Il tutto, però, a scapito dell'approfondimento delle reali vite e motivazioni dei personaggi, che restano in bilico, straniati e vittime del loro destino, quasi atterrati da una narrazione sontuosa, come una tenda che, muovendosi in impreviste volute, si prende, alla fine, tutto il palcoscenico.

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    Ruud

    25/09/2019 08:45:09

    Andrea Tarabbia è uno degli scrittori più talentuosi della sua generazioni. Madrigale senza suono si pone sulla scia de Il demone di Beslan e de Il Giardino delle Mosche, conclusione di un'ideale trilogia. Libro sperimentale nella struttura, che rimanda perciò a Pomilio, è un'indagine sul genio e sulla sua parte "notturna", sul sottosuolo, per dirla alla Dostoevskij, dell'uomo.

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    Daniele

    24/09/2019 16:55:27

    Ragazzi, ho acquistato il libro solo per prova, dato che me ne ha parlato bene un mio amico. Che dire, il libro scorre molto velocemente ed è davvero appassionante. L'autore usa una descrizione accurata e dettagliata per parlare di tutte le vicende. Sicuramente consigliato

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    Giuseppe

    24/09/2019 14:03:40

    A me è piaciuto. È scritto bene, documentato e accattivante. Meglio la storia di Gesualdo che quella interpolata di Stravinskij, un filo noiosa e a volte e troppo tecnica. Consigliato

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    MecoMonster

    20/09/2019 11:45:05

    Madrigale senza suono è una sapiente costruzione dove si intrecciano diario, romanzo epistolare, il topos del manoscritto ritrovato, metaromanzo e romanzo gotico come corpo centrale - e qui Tarabbia dà la stura al suo truculento immaginario che è complementare all' impronta intellettualistica della costruzione. D'altra parte nonostante lo spazio per la truce vicenda di Gesualdo, il pallino del romanzo sta nelle mani del razionale, ordinato – e “chirurgo” e “calligrafo” come lo definisce Ramuz - Igor Stravinskij. La scrittura è molto ben articolata e non ci sono intoppi di alcun genere, un lettore può decorarlo in due notti così come in un solo pomeriggio, tiene incollati. In conclusione: un buon libro, un libro interessante, ve lo consiglio.

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  • Andrea Tarabbia Cover

    Andrea Tarabbia, nato a Saronno nel 1978, russista di formazione, è docente di letteratura comparata presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010), Marialuce (Zona, 2011) e Il demone a Beslan (Mondadori, 2011), il saggio Indagine sulle forme possibili (Aracne, 2010), l’e-book La patria non esiste (Il Saggiatore, 2011) e Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri 2019). Oltre a scrivere sulla rivista Il primo amore, pubblica articoli per Liberazione, Gli altri, Nazione indiana. Approfondisci
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