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Mal di merito. L'epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia - Giovanni Floris - copertina

Mal di merito. L'epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia

Giovanni Floris

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Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 7 novembre 2007
Pagine: 228 p., Rilegato
  • EAN: 9788817019576
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In Italia, il pezzo di carta più utile non è un titolo di studio, ma una lettera di raccomandazione. La prevalenza della spintarella non è folklore o semplice malcostume: soffoca la meritocrazia, blocca la mobilità sociale e dà fuoco alle polveri della guerra tra generazioni. Tra inchiesta, denuncia e resoconto di vita vissuta (e lavorata), questo nuovo libro di Giovanni Floris non risparmia le stoccate polemiche: contro la generazione del '68, ex rivoluzionari bravissimi a occupare posizioni di potere e a non mollarlo più; contro il mito dell'efficienza del settore privato (che in realtà è stagnante quanto quello pubblico); contro la sinistra stessa, incapace di comprendere che il ritorno della meritocrazia dovrebbe essere la chiave della sua azione politica. Per impedire che chi nasce ricco continui ad arricchirsi, mentre i poveri muoiono poveri.
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    Salvatore Palma

    08/01/2012 09:56:14

    Il vizio e lo storico malcostume di un Paese che si è ormai assuefatto al sistema della "raccomandazione" e che considera un merito ed una capacità di cui fregiarsi quello di "farsi strada" anche senza meritarlo. E' l'argomento di questo libro piacevole e niente affatto banale, corredato da numerosi dati e statistiche e che appare condurre, pian piano ed inaspettatamente, all'amara conclusione che, nella realtà di ogni giorno, tutto è demandato alla singola persona ed al senso di responsabilità di ognuno. L'Italia può ripartire solo se "inverte la scala di valori: quando [per esempio] i professori saranno orgogliosi di premiare un meritevole e si vergogneranno di raccomandare un inetto".

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    maurizioliberti.style.it

    30/05/2008 17:28:50

    Fatta salva la sana indignazione che i fatti elencati comunque provocano nel lettore, non c'è traccia di approfondimento: gli esempi si susseguono uno dopo l'altro senza quasi un ordine, corredati di tanto in tanto da (inutili) accenni autobiografici (sapere che l'autore ha vinto un concorso per giornalisti in Rai senza raccomandazioni non è che ci farà dormire più tranquilli stanotte..) e anche i paragoni con l'estero sono piuttosto superficiali.

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    Nicola Mosti

    12/05/2008 22:59:38

    Trattasi di polpettone autocelebrativo stilisticamente mediocre. I contenuti, com'era ovvio, sono ancora più scadenti: il libro è un impasto di cronaca e banalità da cui, subdolamente, l'autore lascia colare un'ipocrisia untuosa -forse un patetico tentativo di dissimulare il senso di colpa- che in fin dei conti tende decisamente a sottostimare il fenomeno. Da non comprare.

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    pie(R)

    21/04/2008 12:17:26

    un buon libro, da leggere. mi sembra però che ci sia un tentativo - non troppo celato - di non condannare fino in fondo lo stato in cui si è ridotta l'italia. floris fa degli esempi negativi avvenuti all'estero, come per dire "avete visto? anche nei paesi civili succedono certe cose". solo che lì questa roba rappresenta l'eccezione, mentre in italia è la prassi. questo floris secondo me avrebbe dovuto specificarlo meglio, altrimenti si generano degli equivoci. per il resto, ripeto, compratelo e leggetelo, che di certo non vi farà male!

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    Donatella

    07/01/2008 23:53:32

    Nell'Italia di oggi questa lettura è praticamente obbligatoria. Non si può più ignorare un problema di queste dimensioni, che porterà al collasso della nostra economia, e che è addirittura il vanto di quella che dovrebbe essere la nostra classe intellettuale. E'pazzesco come,nonostante inchieste e denunce,non succeda assolutamente nulla, tutto cada nel vuoto. Ringrazio Floris per aver affrontato l'argomento, il suo nome non può che dare ad esso maggiore visibilità. Siamo migliaia ad aspettare che qualcuno ci dia voce, ci faccia parlare, raccontare questo marciume. Non c'è un solo concorso universitario, a partire da quelli per i dottorati non retribuiti, che non sia interamente pilotato.

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    patrizia balit

    26/12/2007 18:24:46

    Il libro scorre bene come una puntata di Ballarò. Floris scrive come parla, semplice, fluente, sorridente. Si muove avanti e indietro agevolmente, ma potrebbe essere ancora più incisivo; il tema scelto è complicato e il libro non intende proporsi come un'inchiesta ma come una personale riflessione su un problema comune. Interessanti i paragoni con gli Stati Uniti, in particolare in merito al "concorso", gradevoli ma - purtroppo- fonti di amare riflessioni alcune figure descritte, come l'amico outsider all'università, poi diplomatico di successo all'estero, e il ricercatore "hawaiano fuori luogo", comparso anche in una puntata di Ballarò ( e me la ricordo benissimo, ho riso anche io come gli altri...). Il Libro è uscito due mesi scarsi prima dello scandalo telefonate e intercettazioni Rai: peccato, il capitolo "il fortino dei media" si sarebbe arricchito senz'altro. Basta attingere alla cronaca...

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    edoardo

    11/12/2007 13:40:15

    Interessante ed incisivo, va a toccare una piaga aperta della nostra società. Ma andrebbe integrato con analisi e denunce più mirate e meno generaliste, come ad es. il libro di Parlachiaro sull'università.

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    Davide B.

    05/12/2007 16:28:49

    Anche stavolta Floris ha fatto centro. Non si vuol dire che all'estero tutto funzioni meglio che da noi: è vero, però, che all'estero ci son cose che funzionano meglio che in Italia. E viceversa. Ma se riuscissimo a prendere ad esempio quanto di buono c'è all'estero ed imparassimo a rielaborarlo facendolo nostro, avremmo forse un sistema-Italia più efficiente, più funzionale e più a misura di cittadino. Ma Floris dimostra (se già non si fosse capìto prima) come in Italia regnino ancora troppi interessi personali per far sì che tutto ciò si realizzi in tempi brevi.

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  • Giovanni Floris Cover

    Giornalista italiano. È noto al grande pubblico per la conduzione del talk-show Ballarò, dopo il quale è diventato autore di Dimartedì su La7. Superata la prova di idoneità professionale, fu assunto dal Giornale Radio Rai nel 1996, dove fu inviato e conduttore. In particolare, si trovava a New York all'epoca dei fatti dell'11 settembre 2001. Dopo quella esperienza, fu nominato corrispondente per la RAI dagli USA, con sede a New York, dove si trasferì. Dopo un anno, nel 2002, divenne conduttore del nuovo talk-show Ballarò, che lo ha portato alla notorietà. È vincitore di numerosi premi tra cui Saint-Vincent, Premiolino, Flaiano, Guidarello e Elsa Morante. Tra le pubblicazioni per Rizzoli si ricordano: Monopoli... Approfondisci
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