Malalingua. L'italiano scorretto da Dante a oggi - Pietro Trifone - copertina

Malalingua. L'italiano scorretto da Dante a oggi

Pietro Trifone

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Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 8 novembre 2007
Pagine: 211 p., Brossura
  • EAN: 9788815120991
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Questo libro rovista nella "pattumiera" della lingua italiana: dal Dante più scorretto al Verga più anomalo; dalle storpiature dei comici come Totò agli strafalcioni degli studenti, ma anche di uno scrittore come, Svevo; dalle bizzarrie del linguaggio giovanile agli anglicismi e alle frasi fatte dei gerghi aziendali e mediatici. Come accade per tutte le cose, anche gli errori linguistici non sono più quelli di una volta. In passato i problemi nascevano dalla distanza tra la lingua parlata (il dialetto) e la lingua scritta (l'italiano), ma per chi è nato dopo gli anni Sessanta il rischio è quello opposto, di appiattire troppo lo scritto sul parlato. Sono cambiate le condizioni, eppure ieri come oggi, chi più chi meno, siamo tutti esposti al rischio della figuraccia, abbiamo tutti qualcosa da farci perdonare, una virgola, un accento, un suono, una desinenza, una parola, un costrutto. Tuttavia questo non è il solito libro contro la bistrattata "malalingua": tende semmai a riabilitarne alcuni aspetti, non certo le espressioni omologate, e tanto meno l'"inglesorum", ma i sani condimenti popolari e regionali che insaporiscono il nostro idioma mediterraneo.
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    maurizio .mau. codogno

    26/10/2009 10:44:41

    Il sottotitolo di questo libro è "L'italiano scorretto da Dante a oggi", e inizia con "Questo libro rovista un po' perveramente nella pattumiera della lingua italiana". A parte la battuta iniziale, la logica del libro è semplice: le grammatiche, soprattutto quelle normative, fissano la forma ufficiale della lingua e tralasciano tutte le forme "errate" che però possono essere così tanto usate nella vita di tutti i giorni da poter diventare dopo qualche decennio o secolo corrette. Si parte dal nobile padre Dante, con Trifone che si diverte a raccogliere nella <i>Divina Commedia</i> tutte le occorrenze di parole che lo stesso Dante aveva definito "non adatte all'italiano" e si prosegue con esempi nel corso dei secoli fino ad oggi, tra scrittori noti e persone sconosciute. La prosa è sempre frizzante e scorrevole, e chi ama la lingua italiana, lungi dal mettersi a sghignazzare per gli svarioni anche dei grandi, potrà avere una visione più ampia e completa delle forze che l'hanno plasmata e continuano a farlo.

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