Il malato immaginario. Testo francese a fronte

Molière

Curatore: S. Bajini
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 7
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 ottobre 2002
Pagine: XXXVI-260 p., Brossura
  • EAN: 9788811364474
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    Carlo

    09/08/2018 08:44:59

    Commedia arguta e particolarmente significativa del fenomenale Moliere, scritta nel 1673 e portata in scena per la prima volta nel maestoso Palais-Royal il 10 febbraio di quello stesso anno. Appena sette giorni più tardi, nonostante fosse ormai condannato dalla tubercolosi, lo stoico attore decise di salire sul palco per l’ultima volta proprio nel ruolo di Argante, morendo poche ore dopo la rappresentazione e consegnandosi definitivamente alla storia del teatro. Pungente, frizzante ma con un sottofondo di amara disillusione, “Il malato immaginario” può essere considerato uno dei massimi esempi di comédie-ballet, genere in voga nel ‘600 in cui la recitazione era alternata ad intermezzi musicali e/o coreografici e nel quale Moliere eccelse, grazie all’apporto di compositori del calibro di Lully e Charpentier (soprannominato dai suoi contemporanei “La fenice di Francia”) e di danzatori come Pierre Beauchamp, in seguito direttore dell’Accademia Reale di Danza. Dalla collaborazione con gli ultimi due nacque proprio l’opera in oggetto, ancora godibilissima ad oltre 300 anni dalla sua creazione.

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    Maria Luisa Valeri

    03/04/2013 12:38:04

    Attraverso quest'opera, Molière stupisce ancora oggi il suo pubblico per la sua geniale e moderna introspezione psicologica, soprattutto del protagonista e il vivace affresco, che dipinge della Francia del suo tempo.

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    sandro landonio

    17/03/2008 12:44:32

    Il personaggio di Argante è penetrato così tanto nel nostro immaginario collettivo, che, leggendo la fonte originaria dell’archetipo, le vicende sembrano quasi scarne rispetto alla fama che le accompagna. Ci si stupisce di come si arrivi velocemente al finale, ingannati dallo spirito, che, incurante delle pagine ancora da leggere, che si riducevano sempre più, ci conduceva ad aspettare altri e mirabili equilibrismi dei famigliari. Si lascia il libro con la sensazione che più tardi, forse, ci sarà qualcosa/qualcuno che dia spiegazioni ed ulteriori movimenti alla vicenda. Quando e chi rimane disperso nella bruma del mattino di una Parigi sonnolenta ed ingannatrice.

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