Il male di esistere. Con Alessandra nell'inferno della depressione dei giovani

Vittorio Orefice

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Collana: Luci e ombre
Anno edizione: 1996
Pagine: 200 p.
  • EAN: 9788842521051

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Alessandra Riccio Tabassi si è tolta la vita la notte tra il 2 e il 3 novembre 1995. L'8 novembre avrebbe compiuto 24 anni. Bella di buona famiglia, aspirava a conquistare un ruolo importante nel giornalismo, seguendo l'esempio del nonno materno, Vittorio Orefice, l'autore. Depressione e suicidi giovanili sono una piaga tragica e ignorata della nostra società: nel mondo l'aumento delle morti procurate tra i giovani è stato, solo negli ultimi dieci anni, del 200%. La depressione uccide più ragazzi del cancro e delle malattie circolatorie. L'autore nel libro alterna il ricordo di Alessandra, la sua vita, il suo inferno all'indagine giornalistica sulla depressione giovanile.
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    domenico de giacomi

    26/05/2005 14:31:45

    ul libro scritto dal noto Giornalista Parlamentare dei miei tempi e oggi scomparso . Come tutti i libri... da leggere sempre e in ogni caso per cercare di capire e riflettere ! Leggendolo a mio avviso si percepisce che l'Autore desidera spiegare " agli altri "( se pubblico ) una decisione radicale che rimane solo concepibile e spiegabile da chi lo ha attuato in questo caso Sua Nipote Alessandra . Chi è spettatore dell'avvenuto , parente o no non potrà mai capire le profonde motivazioni che spingono un'essere a togliersi la "Sua" vita .Sopratutto se si viene condizionati , da Credi Religiosi ,certezze Mediche e scientifiche , condizioni sociali etc , come sempre accade a chi cerca di giudicare , scelte vissute sulla propia pelle .Comunque Umana e comprensibile ricerca cosi come le motivazioni ... in chi rimane ! Non si puo altro a questo punto che tacere e rispettare le scelte che possono apparire giuste o sbagliate ai piu che non le vivono sulla loro pelle . In fondo togliersi la vita non fà male agli altri se non colpendoli indirettamente nel loro se pubblico . Il tempo cancella ogni cosa in chi rimane , anche l'orribile , barbaro ,ignominoso , giudizio che nel passato le Società e le Religioni e la Polis davano a questa libera volontà di non voler piu vivere . Di innaturale e ci sarebbe da discutere nel 2005 ... vi sono ben altri atti su cui però purtroppo per convenienza e interessi vari si tace ( morte cerebrale ,aborto , tecnomedicina ,ipocrita eutanasia ,accanimento terapeutico , rianimazione etc ) .Lasciamo a Alessandra la Pace che ha desiderato cosi come a moltitudini di altri e ignoti che hanno scelto e scelgono questa dolorosa strada senza danneggiare quella altrui .In fondo è una vera forma di libertà e di Democrazia il riconoscerlo abbandonando inutili e barbare ipocrisie .

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