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Anno edizione: 2023
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Con questo libro, che prosegue idealmente Quando abbiamo smesso di capire il mondo, Labatut si conferma uno straordinario tessitore di storie, capace di trascinare il lettore nei labirinti della scienza moderna, lasciandogli intravedere l’oscurità che la nutre.
«Un libro unico, di un’oscura e inquietante bellezza.» - The Washington Post
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Labatut usa nuovamente la forma del saggio narrativo per indagare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, in una prospettiva legata alla filosofia della scienza e scevra di troppi tecnicismi. Al centro c’è la figura di Neumann, genio partito dalla matematica e dalla logica, dall’ambizione (sulla scia di Hillbert) di trovare assiomi formali universali, frustrata però dalla formulazione dei teoremi di incompletezza di Godel. L’esule ungherese (fuggito dal nazismo in ascesa) si unì allora al progetto Manhattan, contribuendo alla realizzazione delle prime bombe atomiche. Lavorò anche alla teoria dei giochi, declinata nella Mutual Assured Destruction che tracciò la via della guerra fredda. Non rinunciò però alla logica formale, allestendo il prototipo di un nuovo calcolatore (il Maniac), utile per i calcoli della bomba H, ma anche per lo studio e la replicazione degli automi digitali. Neumann può essere considerato a buon diritto il padre dell’intelligenza artificiale, assimilata a una sorta di divinità (nume tutelare della prossima fase evolutiva dell’umanità) nella fase ‘mistica’ che attraversò dopo la scoperta della malattia che lo consumò. Come molti geni, fu una persona con cui non era facile relazionarsi, soprattutto nelle questioni familiari e sentimentali. Gli si rimproverò l’assenza di etica, l’applicazione di una logica razionale e fredda a tecnologie potenzialmente devastanti, una ricerca fine a stessa, una volontà di potenza insensibile alle ricadute sull’umano. Esattamente lo scenario temuto da Ehrenfest, protagonista del prologo (‘La scoperta dell’irrazionale’). L’ultima sezione è dedicata a una manifestazione eclatante dell’eredità di Neumann, la sfida tra neo-divino artificiale e uomo sulla tavola del Go.
Nel raccontarci la vita di John Von Neumann - un matematico ungherese naturalizzato statunitense, considerato uno degli uomini più intelligenti del secolo scorso - Labatut ci proietta in un vorticoso viaggio che ripercorre la genesi dell'Intelligenza Artificiale e che fa riflettere alquanto circa le sue implicazioni etiche e le sue ripercussioni sulla vita degli uomini. Consigliatissimo
In questo libro, l'autore racconta la vita di Janos Lajos Neumann, naturalizzato statunitense con il nome di Johnny von Neumann. Un genio: "E' stato l'essere umano più intelligente del Novecento. Un alieno in mezzo a noi". In questa biografia, narrata da una pluralità di voci, troviamo molti scienziati che si sono relazionati con Neumann: David Hilbert, il papa della matematica del Novecento, Kurt Godel con i suoi teoremi di incompletezza, J. Robert Oppenheimer e l'atomica, Richard Feynman e la elettrodinamica quantistica e noto divulgatore e non poteva mancare Albert Einstein. Quest'ultimo definì Neumann "matematico criminale" e per vendicarsi, quando Neumann lo accompagnò alla stazione di Princeton sulla Cadillac nuova di zecca, lo fece salire apposta su un treno che andava nella direzione opposta. Fu la mente geniale del nostro scienziato che mise a punto il calcolatore MANIAC ( acronimo di Mathematical Analyzer Numerical Integrator And Computer), con il quale ha posto le basi per lo sviluppo dell'informatica e della intelligenza artificiale, una macchina autoreplicante.
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