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Bruno Osimo

Editore: Hoepli
Collana: Traduttologia
Anno edizione: 2011
Pagine:

8 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Lingue, dizionari, enciclopedie - Linguistica, lingue straniere e dizionari - Linguistica - Traduzione e interpretazione

  • EAN: 9788820348441
Che cosa significa “tradurre”? - La comunicazione - Il testo - La traduzione come interpretazione - L’analisi traduttiva e i tipi di traduzione - Da esercizio scolastico a cuore pulsante della semiotica - Formazione, strumenti, qualità. Glossario. Appendice 1: Estratto della norma ISO 2384. Appendice 2: I corsi universitari di traduzione. Riferimenti bibliografici. Indice analitico.

Recensioni dei clienti

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    Simone

    02/12/2016 08.59.08

    In risposta alla recensione di Carlo M. : vada a dare lezioni di italiano da un'altra parte, fa delle prediche pedanti a Osimo e poi scrive "qual è" CON L'APOSTROFO!!! E per la cronaca, detto da uno che la traduttologia la insegna all'università, è una disciplina di cui solo lei non sentiva la mancanza. Cambi settore! E grazie invece a Bruno Osimo che invece di distruggere fa qualcosa di costruttivo con il suo volume.

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    Carlo M.

    03/10/2012 14.40.50

    Sto leggiucchiando qua e là la terza edizione del MANUALE DEL TRADUTTORE di Bruno Osimo, esperto di traduttologia, disciplina giovane e di cui non si avvertiva la mancanza (di sicuro non sarebbe servita molto a Cesare Pavese...). Il volume è interessante e istruttivo. Peccato che proprio nell'Introduzione dell'Autore, a pagina XIII, nelle primissime righe si sia malignamente installato un orribile svarione di sintassi: "Nel 1988, quando è uscita la prima edizione di questo Manuale, era un libro fuori collana che timidamente sondava la possibilità di esistenza ecc." Qual'è il soggetto di ERA? E' stata effettuata una CONSTRUCTIO AD SENSUM, con estrazione forzosa del soggetto dalla temporale che precede? Suvvia, un traduttore non può esprimermsi così, soprattutto nell'Introduzione! E i correttori di bozze della Hoepli, sono morti tutti? Se non suonasse come un invito al disfattismo, oserei dire che il prassapochismo sta prendendo piede anche nelle case editrici che una volta venivano considerate serie. Anche qua e là nel prosieguo del testo non è stata adottata una politica di perspicuità, talché ne risulta un italiano col fiatone, talvolta al limite tra chiarezza e oscurità, con lieve vantaggio della seconda sulla prima. Nel dialetto bellunese esiste un meraviglioso vocabolo per esprimere questo concetto: si dice che è un italiano "intorcolà", cioè attorcigliato, avvoltolato, un italiano col torcicollo, per così dire... Quanto sopra riguarda la forma del volume di Osimo, sulla sostanza non oso pronunciarmi: leggo libri (e molti) da circa sessant'anni, so dire se una traduzione è buona o se è fatta con i piedi, come purtroppo succede sempre più spesso, ma di traduttologia so poco o nulla. Qualche tempo fa ho cercato di leggere sull'argomento un volume di Umberto Eco, piuttosto noioso; parlava più che altro delle traduzioni dei suoi romanzi, che valgono poco o niente (a parte IL NOME DELLA ROSA, un capolavoro che ho letto tre volte).

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