Marceline Desbordes-Valmore. Ritratto di una poetessa - Stefan Zweig - copertina

Marceline Desbordes-Valmore. Ritratto di una poetessa

Stefan Zweig

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Editore: Castelvecchi
Collana: Ritratti
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 13 novembre 2013
Pagine: 187 p., Brossura
  • EAN: 9788868260200
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Esaltata da contemporanei come Hugo e Balzac, studiata nelle scuole e amata dai surrealisti, Marceline Desbordes-Valmore (1786-1859) è l'unica donna tra i grandi della poesia francese, figura mitica di sperimentatrice autodidatta ed eroina tragica. La sua esistenza - gli amori intensi e disperati, la durezza dell'infanzia, il dolore di madre sopravvissuta ai suoi figli - diventa per Stefan Zweig materia pulsante di un gioco di specchi, in cui l'opera e la vita si riflettono l'una nell'altra. Figlia di un pittore di stemmi caduto in disgrazia, Marceline fu prima attrice riluttante e dovette poi affrontare la difficoltà di essere, nell'Ottocento, scrittrice e donna. Zweig ne indaga con empatia i tormenti e i misteri, mostrando come la violenza delle disgrazie si trasformi in acuta percezione della sofferenza umana, e prenda forma una poesia semplice ma piena d'invenzioni, che apre la strada alle sperimentazioni di Verlaine. Il libro, alla sua prima traduzione italiana, è completato da diciassette poesie, una selezione di lettere e una breve antologia critica dove autori come Baudelaire e Sainte-Beuve si confrontano con la poetessa.
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    Concetta Moriana

    05/07/2015 02:25:25

    Stranamente la poetessa Marceline Desbordes-Valmore, una poetessa straordinariamente romantica che definirei persino unica-tra le donne sia inteso- nel suo vasto repertorio poetico, viene inserita da Paul Verlaine tra "I poeti maledetti", nonostante che la sua poesia l'abbia influenzato e non poco. Ma Stefan Zweig in questo suo libro le offre un posto più che meritevole tra i grandi poeti dell'umanità. Un ritratto, un affresco meraviglioso.

  • Stefan Zweig Cover

    Nato il 28 novembre 1881 a Vienna, Zweig era figlio di un ricco industriale ebreo e per questo potè studiare con tutta libertà, seguendo i suoi gusti che lo portavano a interessarsi di letteratura, filosofia e storia.L'atmosfera cosmopolita della Vienna imperiale favorisce la sua curiosità del mondo, che si trasforma in una sorta di bulimia culturale. Come letterato esordisce con poemi in cui si percepisce l'influenza di Hofmannsthal e Rilke, di cui parla nella sua autobiografia Il mondo di ieri (Die Welt von gestern, 1942). Per Stefan Zweig "la letteratura non è la vita", ma "un mezzo di esaltazione della vita, un modo di cogliere il dramma in maniera più chiara e intelleggibile". La sua ambizione è dunque "dare alla mia esistenza l'ampiezza, la pienezza,... Approfondisci
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