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Marcovaldo ovvero Le stagioni in città - Italo Calvino - copertina

Marcovaldo ovvero Le stagioni in città

Italo Calvino

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Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 5
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 giugno 2016
Pagine: XLIX-141 p., Brossura
  • EAN: 9788804667995
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Marcovaldo ovvero Le stagioni in città

Italo Calvino

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"In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora, la Natura? Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale. Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo è il protagonista d'una serie di favole moderne, dove Italo Calvino va segnando, come in un suo block-notes segreto, avvenimenti impercettibili nella vita di una grande città industriale, quali possono essere il passaggio d'una nuvola carica di pioggia o l'arrivo mattutino d'uno sbuffo di vento. Quando le avventure di Marcovaldo hanno raggiunto un bel numero, seguendo come un colorato calendario l'alternarsi delle stagioni, Calvino le ha disposte in un libro. Partite come divagazioni comico-poetiche sul tema - 'neorealistico' per eccellenza - della più elementare lotta per la vita, le venti favole di Marcovaldo arrivano alla rappresentazione della più complicata realtà d'oggi, alla satira del 'miracolo economico' e della 'civiltà del consumo'; ma sempre restano fedeli a una classica struttura narrativa: quella delle storielle a vignette dei giornalini per l'infanzia. Marcovaldo non è altro che un Fortunello contemporaneo, un Bonaventura all'incontrario, un Pampurio dei caseggiati popolari". (Dalla Prefazione di Italo Calvino). Postfazione di Domenico Scarpa.
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    vt

    02/09/2019 23:34:44

    Gustoso racconto il cui protagonista al tempo stesso diverte e commuove con le sue vicende. Marcovaldo, con il suo candore e la sua capacità di immaginazione, trasforma la giungla metropolitana in un luogo fantastico in cui tutto può accadere, andando incontro a disavventure inverosimili ed esilaranti al tempo stesso. Un antidoto alla depressione per lettori dai 6 ai 99 anni.

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    Clara

    11/03/2019 13:12:20

    I libri di Calvino mi piacciono sempre. Ho apprezzato la scritturadi questi racconti, soprattutto, dopo che avevo finito un ulteriore libro e ho potuto fare un parallelo: in Marcovaldo scorre tutto liscio, le parole sono incastrate le une alle altre senza stonare, senza stridere, sono riuscita a notare la bella scrittura di Calvino, accentuata da un'altra lettura. Per quanto riguarda i racconti alcuni li ho preferiti ad altri, ma sono stati tutti belli. Una lettura molto piacevole anche. Non ho trovato datata nè la scrittura nè gli argomenti trattati. Marcovaldo è un eroe, come ce ne sono tanti ai nostri giorni!

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    Fiammetta

    26/11/2018 08:26:44

    "L'amore per la natura di Marcovaldo è quello che può nascere solo in un uomo di città: per questo non possiamo sapere nulla d'una sua provenienza extracittadina; questo estraneo alla città è il cittadino per eccellenza." Questo è ciò che scrisse Italo Calvino stesso nella presentazione dell'edizione del 1966 di questa meravigliosa raccolta di avventure!

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    Federico

    02/10/2017 21:32:57

    Libro piacevole e pieno di spunti interessanti. La penna di Calvino si sente nel suo modo raffinato di descrivere situazioni semplici ma allo stesso tempo stravaganti.

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    franz

    23/01/2015 10:29:02

    in mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora la Natura? quella che egli trova e' una natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale. Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo e' il protagonista d'una serie di favole moderne, dove Italo Calvino e' andato segnando, come in un suo block-notes, avvenimenti impercettibili di una grande città industriale, quali possono essere il passaggio d'una nuvola carica di pioggia o l'arrivo mattutino d'uno sbuffo di vento. Quando le avventure di Marcovaldo hanno raggiunto un bel numero, seguendo come in un colorato calendario l'alternarsi delle stagioni, calvino le ha disperse in un libro. Partite come divagazioni comico-poetiche sul tema-tipico del neorealismo del dopoguerra-della piu' elementare lotta per la vita, le venti favole di Marcovaldo arrivano alla satira del "miracolo economico§ e della civiltà del consumo, ma sempre restano fedeli a una classica struttura narrativa:quella delle storielle e vignette dei giornalini dell'infanzia. Marcovaldo e' stato pubblicato in prima edizione nel 1963.

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    maisie

    04/06/2009 19:40:37

    Un libro molto interessante e sicuramente da leggere. In alcune parti del romanzo si puo veramente ridiere di gusto, in altre ci si riempe di trstezza perchè questo libro racconta la vita ( in un modo un pò estremo) di un lavoratore e secondo me ognuno puo identificarsi nel protagonista.

Vedi tutte le 6 recensioni cliente

Ebbene, lo confesso! Quand’ero bambina leggere mi annoiava… e non poco! A differenza di mia sorella, che divorava pagine su pagine, io, che già dovevo stare tanto sui libri per via della scuola, vivevo la dimensione della lettura tutt’altro che come un passatempo! E a nulla servivano gli inviti di mio padre, le raccomandazioni della maestra o il confronto con i compagni (e la sorella) assetati di libri: per me vacatio, fatta eccezione per l’obbligo degli odiosissimi compiti per le vacanze, faceva rima con mare, giochi e zapping in tv… almeno finché in un giorno qualunque di scuola media non arrivò un certo Marcovaldo ad illuminarmi!

Era stata proprio la mia insegnante di Lettere delle scuole medie a farci leggere dal libro di Antologia qualche pagina che narrava le vicende di questo buffo signore. Devo ammettere che, fin dal primo incontro, tra me e il signor Marcovaldo si instaurò una certa intesa, forse più una strana forma di curiosità, uno scrutarsi per capire che tipo di vita trascorressero davvero lui e la sua famiglia e se, in fondo, la mia vita non fosse poi così diversa dalla loro.

Non ricordo quando scattò esattamente la scintilla, ma credo sia stato quando scoprii che anche i suoi bambini, non potendo, come me, andare in vacanza, si sforzavano di guardare le stelle d’estate dal terrazzo di casa, scoprendo forse per la prima volta il sentimento della tristezza di (allora chiaramente non lo sapevo ancora!) leopardiana evocazione.

Così, quando la prof di Lettere (del Ginnasio stavolta) ci diede come compito per le vacanze di leggere almeno sette libri tra i titoli da lei indicati, poiché tra questi ce n’erano diversi di Calvino, scelsi di ingoiare l’amara pillola usando come zuccherino consolatorio proprio Marcovaldo.

Lo acquistai in una piccola libreria vicino a casa: un Oscar Mondadori, cui ne seguirono molti altri e che custodisco ancora oggi più che gelosamente. E che, di tanto in tanto, ripesco, riapro e rileggo. E ogni volta me ne scopro innamorata come la prima volta e ancora e ancora di più.

Marcovaldo ovvero Le stagioni in città (141 pagine, 12 euro) è un testo che non smette mai di stupirmi e di insegnarmi. Un testo ipermoderno, visionario, lungimirante, che addirittura definirei scandaloso per il modo in cui riesce a raffigurare con una tanto pungente, quanto triste ironia la solitudine e la resa dell’uomo industriale post bellico. Forse anche perché Marcovaldo a me ricorda tanto mio padre e tutti quegli uomini che si sono trovati a fare i conti con un mondo in forte mutazione.

Marcovaldo è un uomo semplice, onesto, ingenuo, un lavoratore e un padre di famiglia che cerca di interpretare a suo modo il proprio ruolo sociale e le novità e gli adattamenti che esso impone; è un uomo che vive con pudore, quasi con vergogna, le proprie attese e che finisce sempre per abdicare ai propri sogni perché in una vita come la sua per questi spazio non ce n’è. È un uomo solo Marcovaldo, un uomo solitario e melanconico che, tra il grigiore dell’asfalto e del cemento della città in cui campa, va sconsolatamente in cerca della natura. E della verità. Le troverà: entrambe compromesse, entrambe contraffatte, entrambe inficiate.

Sbaglierà chi, leggendo qua e là che Marcovaldo è il protagonista d’una serie di favole moderne, lo relegherà a un libro per ragazzi. Nelle sue avventure (cinque per ogni stagione dell’anno: ecco spiegata la ragione del sottotitolo) il suo autore, Italo Calvino, individua avvenimenti minimi, quasi insignificanti e praticamente impercettibili nel caos della vita di una grande città industriale, rispetto al cui rapporto «l’uomo comune» inizierà un lento declino. Attraverso le vicende di questo «Fortunello contemporaneo, un Bonaventura all’incontrario, un Pampurio dei caseggiati popolari», come lo stesso Calvino lo definì, vediamo raccontato il decadimento dell’uomo post moderno, il suo allontanarsi dall’anima del mondo in nome di un iperbolico consumismo e, quindi, da se stesso, dalle proprie aspirazioni, dai propri desideri, tuttavia schiacciato dal paradosso di una realtà che inneggia all’American Dream. Personalmente non stenterei a definire quella di Marcovaldo una rappresentazione dell’alba di molti disturbi dell’uomo contemporaneo.

Nel tempo Marcovaldo mi ha fatto sempre più spesso pensare alle storie descritte nelle canzoni di Rino Gaetano: forse per il tono e l’atteggiamento tra il comico e il sarcastico, forse per il neorealismo che esprimono, forse per la loro capacità di vaticinare i tempi che oggi stiamo attraversando.

Quindi, se proprio devo consigliare un libro per l’estate, vorrei rivolgermi a chi, come me venticinque e più anni fa, sbuffava all’idea di sedersi a leggere qualcosa in vacanza, suggerendogli di avvicinarsi proprio a questo libro di Calvino perché: solo a vederlo non incute timore: in fondo alla vista non sono che poche, piccole «paginette»;

il tono apparentemente scanzonato e leggero non vi farà percepire il peso dei fogli che si susseguono;

la sua struttura, divisa (come già accennato) per stagioni, vi darà la possibilità di leggere anche “saltando”, quasi come fosse un libro ad episodi, ma col vantaggio che ogni storia nasce e si conclude in sé (chissà che poi, come un gustoso pacco di caramelle, una non tiri l’altra?!?); quando arriverete alla fine, quasi senza accorgervene, vi troverete catapultati, senza troppi sensazionalismi ma con estrema lucidità, dentro un mondo di considerazioni che, sebbene possano far male, sarebbe necessario maturare e far maturare per essere, oggi più che mai, cittadini consapevoli e uomini (perché no?!?) un po’ più liberi.

Recensione di Vera Chiavetta

 
  • Italo Calvino Cover

    Figlio di due scienziati (il padre è agronomo, la madre biologa) nasce a Cuba dove i genitori dirigevano l'orto botanico di Santiago de las Casas, vicino a L'Avana. Tornata in Italia la famiglia, a Sanremo, frequenta le scuole nella città ligure e, terminato il liceo si iscrive ad Agraria, ma interrompe l'Università per evitare l'arruolamento forzato e dopo l'8 settembre si unisce alle brigate partigiane nella Brigata Garibaldi. Nel 1944 entra nel Pci e alla fine della guerra ne diventa militante attivo e Quadro. Si iscrive e si laurea alla facoltà di lettere di Torino e nel frattempo inizia a collaborare a riviste (fondamentale il rapporto con il Politecnico di Vittorini) e quotidiani. Entra a lavorare all'Einaudi e nel 1950 ne viene assunto definitivamente come... Approfondisci
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