Recensioni Marie la strabica

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    09/11/2020 11:20:06

    Libro molto piacevole e ben scritto che ha come protagonista il rapporto morboso di amore e odio tra 2 ragazze molto diverse tra loro. Primo libro che leggevo di questo autore, sicuramente approfondirò.

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    16/05/2020 15:20:26

    Un Simenon che non si fa dimenticare in fretta quello che racconta la storia di Sylvie e Marie. Crudele, spavalda, sola e viziata, la protagonista ci mostra una Parigi in cui si cerca di sopravvivere ogni giorno come se fosse l'unico.

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    15/05/2020 06:49:39

    Leggo tutto quello che viene tradotto di Simenon, genio assoluto. Marie e Sylvie sono due anime fragili, due ragazze alla ricerca del riscatto sociale, l'una certa della propria bellezza, che sfrutterà per compiere una "scalata", l'altra insicura ma alla fine più pragmatica perché consapevole dei suoi limiti. A separarle un uomo che potrebbe rappresentare per Marie l'amore e la stabilità e che invece, sedotto da Sylvie, diventa l'ennesimo giocattolo da buttare via quando ci si è annoiate. Sylvie però sarà punita dal destino... Consigliato.

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    reb
    13/05/2020 09:22:05

    Credo che il significato di questo romanzo o meglio del rapporto tra le due protagoniste sia proprio rappresentato in questo passaggio. Simenon indossa i panni del fine psicologo, per raccontare due giovani ragazze molto diverse tra di loro. Sylvie, da un lato, estremamente sicura di sé, bellezza impudica, provocante e procace, mentre Marie, come dice il titolo, è timida, insicura e strabica, appunto, le cui compagne "le giravano alla larga, dicevano che aveva il malocchio". Simenon si rivela dotato di una grande sensibilità per descrivere un rapporto che, in alcuni casi, sfugge alle logiche della ragione. Due amiche, due giovani che, anche se le circostanze della vita le allontanano, trovano il modo di ritrovarsi e venirsi incontro, sebbene il finale lasci perplessi e con un retrogusto amaro.

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    13/05/2020 08:17:14

    Tra i miei preferiti di Simenon, racconto il rapporto alquanto particolare che lega due ragazze fin dall'adolescenza e che, dopo un periodo di lontananza, si ritrova in età adulta. E' un rapporto strano che lascia intendere uno strano legame. Due donne diverse in tutto che sono legate da un misterioso filo.

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    12/05/2020 18:55:48

    Simenon ci racconta la storia di due donne che si amano e si detestano ma che non potranno fare a meno l'una dell'altra, è una sorta di commedia tragica raccontata nell'arco di 30 anni, tra due donne povere e provinciali che hanno tra loro una certa sintonia, (le mezze parole pronunciate sempre prima di addormentarsi, o la “Sveglia pigrona” annunciata la mattina da Marie), che si propongono di sognare un futuro felice a loro modo .

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    12/05/2020 12:00:38

    Simenon non delude mai con la sua narrazione asciutta, essenziale ma che va dritta al cuore delle contraddizioni dell'animo umano. Anche questa storia, che ruota su personaggi che si scambiamo il ruolo di vittima-carnefice, viene raccontata con una rara capacità di mostrare gli accadimenti nella loro evidenza narrativa, senza eccessi e senza intrusioni dell'autore. Splendidi anche i dialoghi, che mostrano il carattere delle due donne protagoniste senza bisogno di aggiungere altro.

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    11/05/2020 18:57:00

    Appena finito di leggerlo, Simenon non mi delude mai. Riesce sempre ad entrare nell'animo più profondo dei suoi personaggi.

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    11/05/2020 12:22:05

    è il primo romanzo di Simenon che leggo e devo ammettere che un po' mi ha delusa, avevo grandi aspettative su questo autore.

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    24/03/2020 23:06:23

    Un libro deludente. La prima parte è interessante perché delinea bene le due ragazze molto diverse tra di loro ma legate tra di loro da un legame misterioso che incuriosisce il lettore. La seconda parte dove ci si aspetta che il segreto venga svelato è a dir poco deludente.

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    18/03/2020 15:42:00

    inutile Simenon non ne ha sbagliato uno, bello.

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    23/09/2019 19:28:22

    Ennesima sfaccettatura di una umanità livida e rancorosa dove l'odio è una guida talmente dominante da sconfinare nella fedeltà disinteressata. GS macina le sue storie deprimenti e pessimistiche, sempre allo stesso modo, con pochi tratti ; ma alla fine si rivelano sempre piccoli capolavori. Una cosa è certa : bisogna distinguere le sue opere, dall'uomo odioso che era

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    21/09/2019 07:46:12

    Un romanzo duro, perfetto. Le due protagoniste Sylvie e Marie sono diverse, antitetiche ma speculari, soprattutto vincolate fra loro nel bene e nel male. E forse alla fine del libro le loro parti si invertiranno.

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    21/09/2019 07:39:23

    Non sono un amante di Simenon giallista. Quando parla di altro lo preferisco, e questo romanzo ne è un esempio. La storia del rapporto tra Sylvie e Marie, che si protrae per parecchi anni, è molto coinvolgente. Ti fa entrare in un altro mondo in un altro tempo con una scrittura eccezionale anche se semplice.

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    20/09/2019 19:47:41

    Come sempre Simenon riesce a scrivere storie ricche di grande umanità. Cambiano le vicende, gli scenari, le tipologie dei personaggi, ma al centro di tutto c’è sempre e comunque l’indagine sull’animo umano, un’indagine che Simenon compie senza aver paura di mostrare anche le parti più oscure della personalità umana. In Il tema principale di questo romanzo è il rapporto tra due giovani donne: la bellissima Sylvie e la strabica e bruttina Marie (che dà il titolo all’opera). La prima è ambiziosa e disposta a tutto pur di raggiungere la ricchezza e il successo; la seconda vive la sua vita con rassegnazione e poca voglia di cambiarla. La storia è drammatica ed è suddivisa in due atti: il primo è ambientato nella pensione Les Ondines dove entrambe le giovani lavorano e in cui vivono un rapporto di amore/odio che sfocerà inevitabilmente in una brusca separazione; il secondo è collocato temporalmente venticinque anni dopo, quando gli eventi della vita porteranno le due donne ad incontrarsi nuovamente e daranno luogo ad una resa dei conti che lascerà dubbioso il lettore su chi sia la vera vittima e chi la vera carnefice. In definitiva, un altro bel romanzo di un autore sempre in grado di descrivere con sapienti e azzeccate pennellate ambienti “interiori” ed “esteriori” e che non smette mai di affascinare e interrogare.

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    20/09/2019 11:29:31

    “Marie la strabica” è un romanzo scritto dal famoso scrittore belga Georges Simenon, che ha lasciato al mondo l’inconfondibile figura del noto Commissario Maigret e di tantissime sue avventure a sfondo poliziesco. Questo invece è un romanzo che ha più del brivido, a tratti qualcosa anche di inquietante. Le atmosfere veicolano benissimo questi sentimenti specie nel rapporto che Marie, adolescente tormentata dal difetto fisico di essere strabica ha con una sua coetanea di nome Sylvie. Un rapporto di sottomissione in cui è proprio Marie ad avere la peggio: diventa infatti succube dell’ “amica” se così si può chiamare una persona che con te ha un rapporto non del tutto sano e spregiudicato. Con lo scorrere della pagine passano anche gli anni e le due ragazze diventano donne e si rincontrano. Tutte e due ben consce del loro passato insieme. Sarà tutto da vedere se questo passato ritornerà a farsi sentire oppure le cose andranno diversamente. Il finale non è scontato. Buon libro anche se devo dire che non mi ha appassionato moltissimo, ma è una questione di gusti. Non riesco ad appassionarmi a questo genere di trama. Tuttavia non mi sento nemmeno di cestinarlo senza dargli una possibilità, perché è scritto molto bene e sapientemente.

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  • Simenon non smente la sua capacità di raccontare attraverso la minuziosa caratterizzazione dei personaggi. Le storie si intrecciano e reggono l’intera struttura grazie ai caratteri definiti dei protagonisti. Qui due donne che attraversano insieme la loro vita da giovani per poi perdersi e ritrovarsi nella vita adulta. Una delle due spregiudicata e scaltra lascia soccombere la “povera Marie” che nonostante tutto si sente legata a quella sua amica che le dovrà fino alla fine la riconoscenza di averle conservato lo status sociale raggiunto. Bello, ambientato in una Francia e in una Parigi dai toni grigi dei filmin bianco e nero.

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    19/09/2019 11:48:43

    A differenza di molte recensioni negative questo romanzo l'ho trovato molto bello e leggibile. Trama perfetta con contrasti tra Marie e Sylvie.

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    06/08/2019 12:32:24

    GEORGES SIMENON E' UNO DI QUEGLI AUTORI CHE NON DELUDE MAI E ANCHE QUESTO LIBRO NE E' LA CONFERMA.\nSERVIZIO IBS SEMPRE BUONO

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    28/07/2019 08:31:30

    Romanzo del periodo americano che francamente non mi ha coinvolto come altri; non siamo ai livelli di "La morte di belle" che peraltro uscirà nel dicembre dello stesso anno (1951). Piacevole lettura per gli amanti di Simenon.

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    17/07/2019 09:50:38

    Sono d'accordo e condivido l'opinione di Massimo, autore della recensione precedente. La tanto ammirata, e giustamente, "atmosfera simenoniana" in questo romanzo manca, così come i due personaggi femminili non raggiungono quel mirabile contesto di conflittualità o di subalternità presente nei migliori Simenon. Da lettrice entusiasta di Simenon dispiace ammetterlo, ma questa volta sono rimasta delusa.

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    11/07/2019 10:23:56

    Come appassionato di Simenon "non Maigret" ho letto quasi tutti i suoi romanzi pubblicati, ovvio che appena uscito "Marie la strabica" subito me ne sono impossessato. Il risultato non è stato dei migliori, anche se l'Autore resta sempre godibilissimo. Siamo lontani dalle vette, a parer mio, de "L'assassino " e de " Il gatto"; Simenon sembra un poco in affanno con il taglio psicologico dei personaggi, altre volte mirabilmente reso con poche pennellate, quasi distratto dal soggiorno americano ( dove scrisse l'opera ). In una mia ipotetica graduatoria dei suoi lavori Marie occupa le posizioni basse di classifica.

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    04/07/2019 16:59:10

    Il romanzo è giocato prevalentemente sulla relazione controversa e talora ossessiva fra due ragazze di antica conoscenza profondamente diverse nell’aspetto fisico e nel carattere, differenze che pian piano generano invidia, ripicche ed egoismi non disgiunti da qualche tratto unilaterale di generosità e solidarietà, e che dopo un gratuito sfregio sentimentale porteranno alla separazione. Dopo quasi trent’anni si verificherà un non casuale riavvicinamento e il legame fra le due donne tornerà a svilupparsi in un ambiguo rapporto di amore odio. Simenon è un profondo conoscitore dell’animo femminile sul quale qui indugia in maniera a volte soffocante.

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    01/07/2019 09:17:00

    Marie e Sylvie "si conoscevano fin da bambine; erano nate a ridosso dei bastioni di Rochefort, in due case vicine e quasi identiche, poi erano state compagne di scuola". Marie non aveva peli sulla lingua e, in modo pacato, diceva sempre quelle cose che alla gente non piace sentirsi dire. "Forse perché era brutta e strabica? Certe Bambine, a scuola, dicevano che aveva il malocchio." Le due amiche avevano progettato di scappare a Parigi. Sylvie per fuggire dalla povertà, Marie per seguirla. Marie ora ha diciott'anni e Sylvie diciassette ed è tempo di mettere in atto il loro piano. Per racimolare qualche soldo vanno a fare la stagione al mare, nella pensione "Les Ondines", a Fouras. Sylvie sa di essere bella e sa di avere un seno magnifico e "prova piacere a guardarselo, ad afferrarlo a piene mani". A scuola le compagne la chiamavano la Superba; Marie era la sua unica amica, o meglio, era già un po' al suo servizio. Marie "intuiva tutto quello che passava per la testa di Sylvie, specialmente quelle cose brutte o sconce che uno non confessa neanche a se stesso". Il 22 agosto del 1922, un giovedì, Louis, "una specie di ritardato mentale", innamorato di Sylvie e del suo magnifico seno, si impicca nello sgabuzzino delle scope, in cui era stato rinchiuso da Clément, il proprietario della pensione. La stagione al mare è ormai finita e le due amiche vanno finalmente a Parigi. Vivranno insieme per circa un anno, poi Marie abbandona Sylvie.e si rivedranno, a Parigi, dopo ventitré anni, nel 1945. Sylvie ha realizzato il suo sogno di divenire ricca, ha quarantacinque anni, è mantenuta da Omer, un industriale di settantaquattro anni. Marie, invece, è zitella e fa la badante. Eppure, Sylvie ha un estremo bisogno di Marie, l'amica fidata, per risolvere un difficile problema di eredità. E Marie, che l'ha sempre protetta, non si tira indietro.

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    28/06/2019 08:45:44

    Immaginate di vedere le due figure di Annie Girardot e Simone Signoret: sarebbero le migliori interpreti per questa storia cosi profondamente francese. La forza del romanzo risiede nella complessità del legame che unisce Marie e Sylvie, le due protagoniste, sin da bambine. Marie ha un fisico sgraziato ed è stupida (una sorta di Bécassine, la contadinella sciocca). Sylvie è bella e sensuale. Ma se Marie ha un'anima da domestica, Sylvie rifiuta la sua povertà, rifiuta le sue origini modeste. È pronta a fare qualsiasi cosa per avere successo. È ambiziosissima. Marie subisce la sua malvagità. Sylvie la disgusta: non sopporta il suo odore, la sua crudeltà, la sua immoralità. Ma al tempo stesso vive la sua femminilità attraverso l'amica. Condividono a lungo la stessa stanza a Fourras e Parigi, ma la loro relazione si sgretola, e finiranno per vivere ognuna per sé, lontane. Si reincontreranno di nuovo solo molti anni dopo. E solo perché hanno bisogno l'una dell'altra. Sylvie è finalmente ricca, ma infelice. Marie è lì, al suo fianco...

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