Matematica. Un'introduzione

Timothy Gowers

Traduttore: M. Ugaglia
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Tipo: Libro universitario
Pagine: XIII-163 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806167356

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    Antonio Bellini

    15/09/2005 16:22:51

    Francamente mi aspettavo di più! Forse è adatto ha chi ha una cultura matematica rudimentale, ma già a chi ha nozioni da liceo scientifico dice davvero poco. I temi trattati (che sono quelli classici) sarebbero anche interessanti, ma non sono sviluppati in profondità (in modo divulgativo, ovviamente), e su nessun argomento lascia il segno. Insomma, niente a che vedere col mitico “Che cos’è la matematica”, che pur cita in bibliografia.

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    maurizio codogno

    19/05/2005 11:45:23

    (nota: ho letto l'edizione inglese del libro) Spiegare la matematica è sempre difficile. In questo caso l'improbo compito è andato a Timothy Gowers, che non è esattamente l'ultimo arrivato avendo vinto una Fields Medal - ed è nato il mio stesso anno! sono quelle cose che ti fanno sentire a disagio - che ha scritto questo libretto che fa parte di una collana inglese di "introduzioni a tante cose diverse". Nonostante i caratteri siano minuscoli, non è che ci possa stare molto materiale, e quindi i temi trattati sono quelli soliti di divulgazione della matematica, evitando espressamente frattali e teoria del caos "perché ne parlano già in tanti, e non danno un grande aiuto a comprendere la matematica odierna": ottima scelta a mio giudizio. In compenso, mi è piaciuto molto il modo in cui Gowers ha esposto il materiale: il concetto di base si può sintetizzare dicendo "le regole matematiche e persino gli enti non hanno nulla di intrinsecamente vero, ma vengono scelti perché risultano più comodi". Uno dei rari esempi moderni di matematico non platoniano, direi. Non ci avevo mai pensato, dato che il mio approccio alla matematica è generalmente formalista, ma forse ha ragione: uno dei motivi per cui tanta gente afferma di odiare la matematica è perché non sono mai riusciti a capire <em>perché</em> le cose si facciano in un certo modo, immaginando magari chissà quale complotto dei matematici. Sfatare questo mito potrebbe essere pertanto utile, anche se resterà sempre l'altro enorme scoglio: la matematica è un'unica costruzione che continua a crescere sui risultati precedenti, e se non se ne comprende una parte non è possibile sperare di capire le nozioni successive.

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