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Editore: Longanesi
Collana: Le spade
Anno edizione: 2008
Pagine: 360 p., Rilegato
  • EAN: 9788830425651
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L'immagine di copertina è esaustiva. Con il solito piglio sardonico, il viso di Piergiorgio Odifreddi sfida le fiamme dell'inferno che lentamente lo inceneriscono. La citazione riguarda una nota trasmissione televisiva di Corrado Augias in cui il professore veniva colpito da un fulmine proprio come il Don Giovanni di Mozart e Da Ponte.
"Pentiti, scellerato". E invece no. Otto volte no: io non mi pento. Non si può certo dire che gli manchi il coraggio. Dopo le polemiche suscitate da parte del mondo cattolico, accademico, filosofico e mediatico, in seguito alla pubblicazione del suo precedente saggio Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), il nostro matematico non ha nessuna intenzione di abiurare, anzi.
Questo suo nuovo lavoro, suddiviso in sette sezioni diverse, affronta tutti i temi caldi del dibattito intellettuale italiano, attraverso l'analisi dei fatti di cronaca più rilevanti degli ultimi anni. Dallo tsunami ai sospetti brogli elettorali delle precedenti elezioni, dall'editoria a Gödel, ciascun episodio offre uno spunto per riflettere sulle grandi questioni spirituali e temporali del mondo contemporaneo. Il matematico "impenitente" non demorde e rilancia, descrivendo le leggi della religione degli scienziati – per intenderci quella del "Deus sive Natura" spinoziano - e addirittura dettando un nuovo "Credo", una professione di fede cieca e assoluta verso le regole della natura.
Nonostante il tema teologico, al quale è espressamente dedicata una sezione del libro, sia il fil rouge che percorre tutto l'impianto dell'opera, Piergiorgio Odifreddi non risparmia le critiche alle altre branche del sapere, prime fra tutte la filosofia e la letteratura. Per quanto riguarda la prima, in queste pagine si ritorna al dibattito intellettuale che ha già coinvolto in passato pensatori del calibro di Severino e Cacciari, per quanto concerne invece la letteratura, si schiudono nuovi e interessanti prospettive di discussione.
Secondo Odifreddi la creazione letteraria non è altro che il frutto della fantasia: invenzione, favola, insomma mera illusione che non merita di rivestire il ruolo cardine che ricopre nel mondo della conoscenza e, soprattutto, dell'editoria. Meglio sarebbe per i lettori rivolgere la propria attenzione e il proprio interesse alla scienza, cioè ai fatti reali, capaci di rivelare le leggi universali del mondo e di squarciare il velo delle illusioni che ci impedisce di conoscere la realtà.
Ancora una volta, dunque, il professore sferra il suo attacco in nome di uno scientismo integralista, utilizzando il dogma riduzionista come una spada in grado di colpire tutte le branche del sapere. Una vera e propria crociata che prosegue sulle pagine di questo nuovo libro, un'opera che comunque si dimostra capace di suggerire nuove riflessioni, riaccendere passioni, stimolare una ricerca di senso assoluto – religioso o scientifico - in una società pervasa dal relativismo.

Recensioni dei clienti

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    angelo

    26/02/2015 10.26.44

    Ingredienti: una mente curiosa interessata ad ogni confine dello scibile, la centralità della matematica in tutte le discipline umane, la conoscenza come unica via, verità e vita, la critica ragionevole verso ogni superstizione, dogma e religione. Consigliato: a chi vuol andare dove lo porta la ricerca e il dubbio, a chi non è fatto per viver come bruto o sottomesso a verità imposte.

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    francesco da noto

    13/05/2010 06.32.07

    ci sono due alternative: o odifreddi pur di guadagnare è disposto a rinunciare a mantenere un livello minimo di dignità e di serietà scientifica; oppure per reale ignoranza non ha la più vaga idea di come ci si approcci a tematiche filosofiche, linguistiche, filologiche, esegetiche (solo per fare una selezione degli argomenti di cui si occupa nella sua produzione da polemista, con risultati avvilenti se si pensa che ci troviamo di fronte ad un professore universitario). insomma o ci è o ci fa. in ambedue le circostanze, comunque, risulta capace di generare ilarità involontaria grazie alla risposta che odifreddi riserva ad enzo bianchi in questa sua opera (insieme raccogliticcio di interventi già pubblicati specie su quotidiani). bianchi sostiene che motore fondamentale di pubblicistica di tal sorta è squisitamente il desiderio di soldi facili. l'autore non solo afferma che non c'è un effetto positivo, sotto il profilo ecomnomico, nello scrivere libri pieni di livore nei confronti della chiesa, ma addirittura sostiene che la scelta di tale argomento lo avrebbe svantaggiato. considerando che dopo la svolta da ateo militante ha potuto pure congedarsi dall'insegnamento grazie ai soldi accumulati ed alla pubblicità guadagnata, ditemi voi se la risata non sia d'obbligo.

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    Stefano

    15/01/2009 19.24.14

    Bellissimo libro, quello di Piergiorgio Odifreddi, in cui l'autore dimostra una volta di più la sua capacità di spaziare a tutto campo, senza per questo mai risultare scontato o superficiale. Purtroppo per i suoi detrattori (di professione?) Odifreddi parla sempre con cognizione di causa degli argomenti che propone all'attenzione del lettore, argomenti che svolge con un'impostazione logico-razionale spesso inoppugnabile, in quanto basata su un uso accorto e rispettoso delle fonti e del tutto scevra da quel dogmatismo che giustamente imputa alle religioni, in primis quella cattolica. Non è facile divulgare, e non è mestiere da scrittore di serie B: il nostro matematico impenitente ci riesce benissimo e rende un ottimo servizio alla comunità ogniqualvolta ci propone uno spunto di riflessione, un punto di vista diverso dalla "vulgata" dominante imposta dal pensiero unico, un aiuto a rafforzare la nostra capacità di comprensione del mondo che ci circonda. Last, but not least, il tutto è proposto con uno stile accattivante e che fa uso di un italiano pressoché perfetto, virtù rara di questi tempi...

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    Domenico

    07/01/2009 22.02.45

    Libro stupendo,come del resto quasi tutti i libri di Odifreddi. Più leggo i libri di quest'uomo e più in me si fa forte,fortissimo il desiderio di conoscerlo di persona per poterci parlare,discuterci insieme per almeno un oretta. Purtroppo mi sa tanto che ciò resterà un vano desiderio e mi dovrò accontentare di leggere i suoi stupendi libri. A quanto il prossimo ?

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    a. bertoli

    19/11/2008 03.02.41

    Che libro effervescente, giovani e non più giovani! D'altronde, soltanto il "divulgatore dotto" per eccellenza può mescolare, rimescolare e tirare fuori dal mazzo le carte di molteplici discipline scientifiche, in primis la matematica e la fisica, e umanistiche, in primis la filosofia la letteratura e la teologia, senza scivolare mai nel baro. E senza dare mai tregua al lettore, costringendolo sempre alla resa. Da logico diabolico, non solo impenitente.

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    Bilbo

    15/09/2008 20.55.36

    Il mondo, scrive Piergiorgio Odifreddi nel suo ultimo libro, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), è fatto in gran parte di «cretini», cioè, etimologicamente, di «cristiani». Il cristianesimo, infatti, «è indegno della razionalità e dell’intelligenza dell’uomo», ma per fortuna della Chiesa «metà della popolazione mondiale ha una intelligenza inferiore alla media» èd è dunque adatta a farsi buggerare da Cristo e dei suoi stupidi seguaci. In poche righe, ecco già il succo di un libro di 240 pagine.Anzitutto però, una considerazione, su Odifreddi matematico: lui, che scrive, e che cristiano non è, ha una intelligenza certo superiore alla media. E si vede: infatti padroneggia l’ebraico, il greco e il latino, parla con disinvoltura di problematiche filologiche, di filosofia, di teologia, di religioni orientali, induismo e buddismo, e di qualsiasi altra materia dello scibile umano. Senza aver mai affrontato, né a scuola, né all’università, una sola lingua antica, un solo corso di filologia ebraica o classica! Straordinario personaggio autodidatta. Forse, se lo avesse letto, Socrate non avrebbe mai filosofeggiato sulla consapevolezza propria del saggio, il «sapere di non sapere». Odifreddi, infatti, sa! Essendo poi il più grande specialista in odifreddure della storia, scrive, scrive di greco e di latino e di ebraico. con una sicurezza che fa invidia.Matematico...presuntuosetto!

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    diablo

    01/09/2008 15.44.22

    Secondo me Odifreddo o c'è o ci fa. Nel primo caso è davvero triste che una persona che si reputa intelligente e colta pensi che tutto si riduca ai numeri; Kant (voliamo alto, forse troppo per il nostro) diceva che la matematica è uno strumento per comprendere l'incomprensibile. E' il mezzo, non il fine. Io sono un fisico ma mi guarderei bene dalllo scrivere le stupidate che arricchiscono questo libro, sogno con la letteratura, mica con le equazioni. Se ci fa, allora meglio per lui, perchè ha trovato una miniera d'oro.

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    gabriella

    14/07/2008 13.52.21

    Meno brillante del solito, forse troppe pagine spese per difendersi. Odifreddi è un grande, come sempre, e alcune pagine sono fantastiche. Vale la pena di leggerlo. Però non perdono che una casa editrice pubblichi un libro, scritto da uno scienziato, dove si riportano in maiuscolo sia il genere che la specie di tutti i nomi scientifici, quando invece dovrebbe essere maiuscolo il genere e minuscola la specie.

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    marco

    22/06/2008 22.45.15

    Mi spiace che un'uomo di valore sia costretto a difendersi da solo...questo libro è diretto e preciso nel portare conoscenza...

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    Bryc

    29/05/2008 22.38.22

    Come al solito Odifreddi pesta i piedi e infastidisce; ben fatto! Non dovrebbe neanche sprecarsi a rispondere a chi lo accusa di tutto e di più; le sue opere parlano da sole e sono sempre di alto livello, con spunti per riflettere e andare anche oltre. Capitolo scorrevoli ma in alcuni punti non sempre facili. Consigliato a chi vuole aprire un pò gli occhi.

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    Alberto

    16/05/2008 22.39.23

    Libro ricco di riflessioni a tutto campo. Forse un limite è il fatto che può risultare dispersivo. Molto belle le pagine su scienza e letteratura. Non posso non commentare l'intervento del signore che ha scritto qui sotto: a parte le sue personali convinzioni su Gesù Cristo, eccetera (liberissimo di credere!), come si fa a dire che "tutta la fisica subatomica postula l'esistenza di Dio"? Ma dove ha letto una roba del genere? Posso capire che QUALCHE fisico, di fronte alle difficoltà che si incontra(va)no a comprendere le leggi del comportamento delle particelle subatomiche, possa avere pensato (da credente) che in quei comportamenti non ancora spiegati vi fosse ancora spazio per concepire l'esistenza di un Dio (in qualsiasi forma, compreso il sive natura). Ma dire che postula??? Il metodo scientifico non utilizza i c.d. postulati (propri dei discipline dotate di coerenza interna come la matematica), ma le ipotesi, cioè delle proposizioni che si usano come punti di partenza, ma si badi bene non al fine di dimostrarle, bensì di confutarle. Come ci ha insegnato Karl Popper: le c.d. "verità" scientifiche sono tali non in quanto dimostrabili, ma in quanto confutabili, cioè quando è aperta la possibilità di dimostrare il contrario, o ancora si può dire quando esiste la possibilità di sconfessarle. Quanto alle competenze matematiche di Odifreddi, io da profano non ne posso apprezzare le qualità "accademiche", ma certo non mi convincono le argomentazioni palesemente "ad hominem" dei suoi detrattori. Infatti non trovo nessuno che ribatta nel merito e seriamente alle sue argomentazioni, ma solo gente che lo vorrebbe zittire (stia zitto! parli solo di matematica! ecc.). Quanto al fatto che scriva libri critici nei confronti della religione (per arricchirsi?), faccio notare che esistono intere case editrici che pubblicano libri esclusivamente filo-religiosi, ad es. Gregoriana, Paoline, ecc. senza che nessuno (me compreso) se ne scandalizzi. Per fare soldi è più facile scrivere una biografia osannante su Padre Pio, o no?

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    Luca Mauri

    16/05/2008 21.21.18

    Nonostante io non abbia apprezzato quasi per niente il precedente <i>Matematico Impertinente</i>, ho abbastanza stima di Odifreddi per aver deciso di comprare questo volume. I molti difetti del libro precedente vengono fuori di nuovo: l'autore espone quelli che lui definisce fatti molto spesso da un punto di vista parziale, non riuscendo a scindere quello che avviene (e, soprattutto, il contesto in cui avviene) dal suo personale giudizio assoluto. Mentre sulla professionalità del personaggio non si discute, la sua capacità di divulgatore si riconferma a un livello medio basso. In troppi casi Odifreddi si dimentica di essere un Matematico e rimane sono un Impenitente (e anche Impertinente), quindi la trattazione predilige la sua opinione piuttosto che un punto di vista obiettivo e <i>tecnico</i>. In alcuni passi Odifreddi rinuncia addirittura al linguaggio scientifico per passare a quello comune, pur di dare forza alle sue idee. Come nel precedente volume, molte delle cose scritte sono interessanti e sono argomenti su cui dovremmo tutti riflettere, ma l'autore troppo spesso le valuta in maniera personale e astratta dal contesto. In più di un caso, inoltre, il libro tratta di argomenti simili e l'autore li commenta in maniera opposta, dimostrando di essere prevenuto verso alcuni individui e organizzazioni. Di nuovo, l'idea di fondo del volume è buona, ma Odifreddi non ce la fa nemmeno stavolta a scrivere il libro che voleva. Sicuramente ci proverà di nuovo, speriamo che vada meglio. L'edizione è una copertina rigida di buona fattura, stampata su carta color avorio.

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    Sebastiano Him79

    15/05/2008 19.32.12

    Peccato...sia per i soldi spesi che per il contenuto del libro. Avevo letto il precedente e mi era piaciuto ma qui è veramente sotto il limitite della mediocrità. Mi dispiace per Odifreddi che ammiro, qui ha preso una cantonato micidiale. Autoreferenziale e con contenuti degni di una macedonia insapore.

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    Cesare

    06/05/2008 11.41.13

    Finalmente l'ennesimo fascio di fotocopie del simpaticissimo odifreddi.Come al solito l'autore si recicla all'infinito:scientificità zero,noia mortale,credibilità,la stessa di chi dice di essere stato rapito dagli ufo!C'era qualcuno che invitava O.a ritornare alla matematica,ma scherziamo?!Oltre al fatto che non ne sarebbe capace (ha risposto a delle mie email con argomentazioni tipiche di un bambino di quarta elementare),a O. interessa solo diventare un "personaggio" famoso come i suoi tentativi di scimiottare Piero Angela e le sue fallimentari partecipazioni ai vari talk show dimostrano.In questo senso la sua autocelebrazione nel riportare le distratte critiche che qualcuno gli ha fatto e la ridicola copertina del libro.Non mi soffermo poi sull'esibita antireligiosità di O. anche perchè è del tutto FALSA (O. frequenta i Salesiani in un cammino di fede, questo scommetto che pochi lo sanno, delusi?).Il fatto è che essere contro la religione fa vendere, per cui o. ci si butta, anche se con argomentazioni nulle o del tutto puerili come il ragazzotto che dice di non credere in Dio solo perchè la ragazza lo ha lasciato(mi fa pena O. quando partecipa a qualche trasmissione e, non dico Messori, ma la prima attrice cattolica di turno riesce completamente a zittirlo).D'altra parte non potrebbe essere altrimenti,come si potrebbe negare l'esistenza di Dio Padre quale Gesù ce lo ha rivelato, se non in cattiva fede o completamente idioti?Chiunque può dire di essere Napoleone o che per esempio la Spagna non esiste ma la realtà delle cose è un'altra.D'altro canto tutta la fisica sub atomica postula necessariamente l'esistenza di Dio(ma non parliamo di scienza a O. per favore, di fantascienza si:dal morire del ridere quando non sapendo che pesci pigliare dice che l'universo si è autocreato..si e anche gli asini volano!).Non offendiamo poi Emanuele Severino relazionandolo al ns simpaticone.Concludendo, a quando "il matematico divertente"? D'altra parte Gino Bramieri è morto, serviva uno che raccontasse barzellette al suo posto!

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    Mauro Patrignani

    04/05/2008 11.51.58

    Un libro di difficile collacazione, senza un filo logico, a volte interessante a volte pesante. Aldilà dello spiccato e anche ben motivato rifiuto delle religioni, una trattazione peraltro molto interessante, lo scrittore non doveva sprecare pagine per rispondere ai suoi detrattori (che sicuramente non leggeranno mai il suo libro). Nel complesso sono contento di averlo letto. Non consiglio la lettura a chi si annoia facilmente.

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    giovanna

    24/04/2008 09.19.12

    Un altro straordinario libro di Odifreddi. Da leggere, regalare, far cirolare. Non crediate che il professore non abbia più niente di nuovo da dire...il libro è una risposta a chi lo accusa di essere un divulgatore (come se fosse poi un insulto), a chi lo accusa di superficialità e volgarità. A tutti coloro che l'hanno 'messo al rogo' in questi primi bui anni del terzo millennio. Al contrario è raffinata la sua opera, colta e al contempo divertente, a tratti esilarante.

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