Merrie Land

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Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Studio 13/ADA
  • EAN: 0190296941733
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“Merrie Land”, secondo album dei The Good, The Bad & The Queen, band formata da Damon Albarn, Paul Simonon, Tony Allen e Simon Tong.
I The Good, The Bad & The Queen si sono presentati la prima volta al grande pubblico nel 2007, con la pubblicazione del loro omonimo album di debutto, descritto dal The Observer come “Uno dei più magici e sorprendenti album realizzati da Damon Albarn”.
Ora, a undici anni di distanza, i quattro musicisti sono tornati in studio per “Merrie Land”. Prodotto da Tony Visconti e dai The Good, The Bad & The Queen, l’album è stato registrato a Londra e in Scozia nel corso del 2018, durante il periodo politico che ha visto l’Inghilterra prepararsi all’uscita dalla Comunità Europea. “Merrie Land” è una lettera di addio, una raccolta di osservazioni e riflessioni su ciò che significa essere cittadini inglesi nel 2018.
Con “Merrie Land” la band ha trovato la perfetta simbiosi creativa tra presente e passato. Il risultato è un album postmoderno brillante e al cento per cento British.
Disco 1
1
Introduction
2
Merrie Land
3
Gun to the Head
4
Nineteen Seventeen
5
The Great Fire
6
Lady Boston
7
Drifters & Trawlers
8
The Truce of Twilight
9
Ribbons
10
The Last Man to Leave
11
The Poison Tree
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    Georgina

    21/11/2018 11:11:14

    Una lettera d'amore ma anche una seduta di psicoanalisi all'Inghilterra post-Brexit. Come si è arrivati a questo punto? Cosa resta della Great Britannia? Cosa c'è, e quali sono i sentimenti di chi vive al di fuori della megalopoli interculturale di Londra? Da portabandiera della cultura musicale inglese nel mondo, Paul Simonon e Damon Albarn esprimono come meglio sanno fare, ossia in musica, i propri interrogativi di osservatori attenti della politica nazionale ed internazionale ma anche di cittadini innamorati della propria terra. Il risultato è un disco malinconico, con sonorità pescate dalla musica tradizionale ma che strizzano l'occhio ai diversi backgrounds musicali degli eterogenei componenti del supergruppo ("pescati" dai The Clash, Blur/Gorillaz, The Verve, Fela Kuti) e con testi struggenti che inevitabilmente invitano a pensare, senza mai cadere nella sterile polemica politica spicciola anzi rimanendo solo, e con molta classe, allusivi. Non di facile ascolto, ma sicuramente uno dei dischi più interessanti dell'anno. Un unicum nel panorama musicale odierno.

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