Metafora e vita quotidiana

George Lakoff,Mark Johnson

Curatore: P. Violi
Editore: Bompiani
Edizione: 2
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 12 gennaio 2005
Pagine: 294 p., Brossura
  • EAN: 9788845233609
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    Mario Ciusa

    13/02/2016 17:23:55

    Trovo assurdo che in Italia si concedano nuove edizioni a libretti come questo e non a capisaldi spariti dagli scaffali della critica letteraria quali "Letteratura europea e medioevo latino" di Curtius. Il libro di Lakoff e Johnson è semplicistico e ripetitivo, senza che la ripetizione continua aggiunga nulla al già detto. Vi sono all'interno delle affermazioni (soprattutto di stampo non strettamente linguistico) a mio giudizio addirittura abbastanza contestabili. Mi riferisco, ad esempio, all'avvicinamento della guerra al concetto di razionale. Si capisce cosa i due autori vogliano dire, ma, per stare in tema, si muovono su un terreno minato. Visto che i due studiosi tengono a spiegare i rapporti tra parole e processo conoscitivo del mondo avrebbero dovuto quantomeno prestare attenzione ad usare l'aggettivo "razionale" su un fenomeno barbaro come la guerra. Purtroppo la superficialità dell'indagine non tocca solo il livello formale dell'opera, il come è scritto, ma, come detto, anche quello dei contenuti. Insomma, delle circa 300 pagine se ne possono leggere le prime 50 e cercare informazioni più dettagliate e meno superficiali altrove, in vari altri testi. Bompiani, ridacci tra gli scaffali Curtius, Eagleton, Goldmann, Szondi, Mukarovskij, e lascia perdere questi due signori.

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    Nicola Rossi

    14/11/2005 01:28:14

    Un buon libro. Riesce ad essere convincente su ciò che costituisce "metafora" per gli autori. La cosa più interessante è che si inizia ad interpretare le proprie azioni quotidiane e i propri pensieri quotidiani in termini metaforici! cioè il libro stimola la riflessione sulla propria conoscenza e sui perché abbiamo una conoscenza fatta in un certo modo piuttosto che in un altro. La parte più squisitamente filosofica la trovo un po' banale e ingenua. Due pecche: 1) l'assenza quasi completa di bibliografia e note, 2) una certa ridondanza nelle argomentazioni (ma forse è studiata per riuscire più convincenti!).

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