La mia vita di uomo

Philip Roth

Traduttore: N. Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 374 p., Brossura
  • EAN: 9788806227302
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Recensioni dei clienti

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    lina

    16/10/2015 22:35:30

    Romanzo che ambirebbe ad essere un capolavoro ma risulta inutilmente complesso e presuntuosamente arzigogolato.

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    Giuseppe Russo

    10/02/2014 17:46:38

    Scritto 40 anni fa, e forse parzialmente datato per la presenza eccessiva di archetipi freudiani, questo durissimo romanzo di Philip Roth può essere considerato un ottimo esempio di risposta negativa alla domanda: «Ma davvero dobbiamo avere sempre compassione per i personaggi dei drammi psicologici?» Peter Tarnopol, malriuscito narratore che vorrebbe incarnare la nuova generazione di scrittori ebrei americani cresciuti durante la Seconda guerra mondiali ma diventati adulti nel periodo del boom economico, è un concentato di sindromi classiche: angoscia da castrazione, delirio narcisistico, Edipo parzialmente irrisolto, vuoto di autorità paterna etc. Ha bisogno di una donna che lo faccia star male, lo castri mentalmente e lo tratti come subalterno, altrimenti la sua ispirazione artistica ne risente. Trova in Maureen la persona adatta, e così dà vita ad un matrimonio iperpunitivo nei confronti di ogni aspetto della sua struttura psichica. Ma la maestria di Roth, che anche in altre opere mostra come l'inferno possa essere solo una pallida imitazione della vita matrimoniale, sta nell'impedire al lettore di solidarizzare con lui, perché appare progressivamente evidente come sia Peter stesso la causa del suo disagio, come il suo disagio sia qualcosa a cui si è affezionato col tempo e da cui non si vuol separare. Non è uno scenario da schiavo/padrone perché è molto ma molto peggio.

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    joe roberts

    27/08/2013 10:27:45

    Come Marco, nella recensione qui sotto, anche io ho pensato al libro di Svevo mentre leggevo di Tarnopol per gli intrecci temporali, per la nevrosi del personaggio e per l'idea di scrittura come cura. Ho pensato anche a Woody Allen per le situazioni esilaranti e tragicomiche. Libro divertente e tragico, scritto in modo mirabile.

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    Marco Ferraro

    11/07/2013 10:42:51

    In una sintesi estrema lo definirei visionario, tanto che mi ci è voluto del tempo prima di riuscire ad entrare nei meccanismi della narrazione, per tenere in mano i fili su cui si sviluppava la vicenda. Ma poi piano piano è emersa la sottigliezza delle questioni e lo spessore dello scrittore, tanto che mi ha richiamato alla mente Italo Svevo con "La coscienza di Zeno", primo grande libro dei tempi del liceo, prima odiato per la sua complessità e poi amato per la sua profondità; certo qui siamo in America e non in Italia (anzi a Trieste e quindi nell'influenza mittel-europea), siamo negli anni '70 e non all'inizio del secolo. Ma quando si affronta la letteratura americana, secondo me, bisogna tener presente che si entra in un mondo diverso e lontano dalle nostre radici culturali e perciò bisogna farlo con rispetto, quasi fossimo ospiti, per cercare di capire quali sono le loro basi e su quali fondamenta si sviluppa la coscienza collettiva; e poi alla fine si scopre che gli elementi essenziali sono sempre gli stessi in tutto il mondo.

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    mara regonaschi

    29/11/2012 16:53:07

    Libro irrinunciabile, alla pari di "Pastorale americana" e "Nemesi". Sintesi perfetta delle ossessioni di Roth, o meglio, delle ossessioni "umane" (e sull'importanza della comprensione del significato dell'aggettivo umano lungamente si sofferma Nathan nella propria tesi di laurea, tanto da essere considerato eccessivo, ridonadante dalla propria relatrice, che tuttavia non lo convince, perchè aveva un debole per quell'aggettivo...). Fra le ossessioni di Roth c'è il matrimonio perchè "la narrativa fa cose diverse a persone diverse, un po' come al matrimonio". E il racconto del matrimonio con Maureen è una delle narrazioni più ironiche e spassose che abbia mai letto, esilarante! E mai titolo è più azzeccato: la vita di un uomo raccontata con ottica tutta maschile, di uomo in balia della vita. Ma riporto di seguito stralcio della lettera che la defunta Maureen (!) invia al marito a commento di alcuni racconti da lui scritti sul loro matrimonio:"Caro Peter, ho letto i racconti e li ho trovati molto spassosi, soprattutto quello che non intendeva eserlo. (..) Qui fra i santi martiri gira voce che tu abbia in cantiere una uova opera che a tuo dire racconterà le cose come stanno. Se è così immagino significhi di nuovo Maureen. Come intendi ritrarmi questa volta? Mentre reggo la tua testa su un piatto? Crede che un fallo aumenterebbe le vendite. Ma certo tu sai meglio di me come sfruttare la mia memoria per alti intenti artistici. Buona fortuna con "Il mio martirio di uomo". Sarà questo il titolo no? Tutti noi qui in cielo attendiamo con ansia lo spasso che di certo procurerà a chi ti conosce dall'alto. P.S. L'eternità non è male. Lunga abbastanza da vere il tempo di perdonare un figlio di puttana come te". E vorremmo anche noi leggere il seguito del tuo genio, Roth: ripensaci: non smettere di scrivere.

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    Carla

    04/11/2012 11:04:25

    Non era facile da scrivere questo romanzo nel romanzo, questi protagonisti che persino quando sfiorano il paradosso finiscono comunque per essere credibili. Roth si conferma un grande artista quando riesce a mescolare tanti temi importanti con la giusta dose di ironia, essenziale in ogni buon vero libro. Non ho messo il punteggio massimo solo perchè non mi sono sentita coinvolta fino alle viscere... qualità essenziale per un 5 pieno.

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    Raffaele

    06/04/2012 11:38:25

    "La narrativa fa cose diverse a persone diverse" (pag.131); che cosa non riesce a fare Philip Roth con la sua. Assolutamente straordinario.

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    Michael Moretta

    03/01/2012 11:10:42

    Che dire di Philip Roth che già non si stato detto? Ogni sua opera è un monumento e questa certamente non si sottrae a questa definizione. Il libro è del 1971 ed i due primi racconti introducono la figura di Nathan Zuckermann, l'alter ego dell'autore che ritroveremo in così tanti libri di Roth, e dei suoi due matrimoni disastrosi. La seconda parte è scritta dal professor Tarnopol e racconta la sua vita, da cui prendono spunto i due racconti iniziali. In questo libro troviamo tutti gli argomenti che saranno al centro dei futuri libri di questo mostro sacro della letteratura. Il mondo degli ebrei opposto a quello dei gentili, il confronto eterno tra genitori e figli ed il rapporto problematico esistente soprattutto tra padre e figlio, in bilico tra amore ed odio, il sesso come ossessione, le scappatelle extra-coniugali di un professore con le sue studentesse, che saranno al centro del libro " Il professore di desiderio " e " Il seno ", il rapporto paziente-psicoterapeuta, che sarà una costante dei futuri libri di Roth. Non posso che consigliare questo libro e, nel mio piccolo, augurare lunga vita a questo autore che, secondo me, è uno dei migliori in assoluto.

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