-15%
La mia vita, i miei film. Gli occhi dell'amore per raccontare la vita - Jean Renoir - copertina

La mia vita, i miei film. Gli occhi dell'amore per raccontare la vita

Jean Renoir

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Traduttore: D. Orati
Editore: Marsilio
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 ottobre 1996
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788831765190
Salvato in 13 liste dei desideri

€ 6,59

€ 7,75
(-15%)

Punti Premium: 7

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
LIBRO
Aggiungi al carrello
spinner
PRENOTA E RITIRA

La mia vita, i miei film. Gli occhi dell'amore per raccontar...

Jean Renoir

Caro cliente IBS, da oggi puoi ritirare il tuo prodotto nella libreria Feltrinelli più vicina a te.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

Lunedì - Venerdì dalle 8:30 alle 22:00

Sabato dalle 8:30 alle 18:00

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


La mia vita, i miei film. Gli occhi dell'amore per raccontare la vita

Jean Renoir

€ 7,75

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

Lunedì - Venerdì dalle 8:30 alle 22:00

Sabato dalle 8:30 alle 18:00


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
4
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

La mia vita, i miei film. Gli occhi dell'amore per raccontare la vita

Jean Renoir

€ 7,75

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

Lunedì - Venerdì dalle 8:30 alle 22:00

Sabato dalle 8:30 alle 18:00


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
4 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

Altri venditori

Mostra tutti (4 offerte da 7,75 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

"Renoir è stato uno dei registi su cui di più l'amore ha agito come motore creativo e il cui oroscopo è stato influenzato dal segno di Venere. La conoscenza in Renoir passa attraverso l'amore e l'amore attraverso l'epidermide del mondo." (Gian Piero Brunetta) "Questo libro è una lettura che ci introduce a poco a poco dentro l'opera di Renoir, rivelandone i segreti, dandocene non poche chiavi di lettura. Più che un'autobiografia è una riflessione sulla propria esistenza e sulla propria opera fatta da un uomo lucido e appassionato, che mai ha smarrito il gusto per la vita." (Gianni Rondolino)
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

3
di 5
Totale 1
5
0
4
0
3
1
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Tommaso De Ville

    27/11/2018 17:35:01

    Autobiografia poco scorrevole ma interessante del grande cineasta. Assenza totale di foto.


recensione di Rondolino, G., L'Indice 1992, n. 8

Nel 1974 usciva in Francia, per i tipi di Flammarion, questa autobiografia scritta da Jean Renoir su sollecitazione di molti amici, soprattutto i giovani della Nouvelle Vague, ai quali il libro è dedicato ("Molti amici mi chiedono di scrivere un'autobiografia. La loro curiosità si può probabilmente spiegare con questa nuova importanza attribuita all'autore. Non si accontentano più di sapere che un artista si è liberamente espresso con l'aiuto di una macchina da presa e un microfono. Adesso vogliono sapere chi è questo artista. Per quanto mi riguarda, credo che ogni essere umano, artista o no, sia in gran parte un prodotto del suo ambiente"). Nel medesimo anno Claude Gauteur raccoglieva gli scritti sparsi di Renoir, pubblicati fra il 1926 e il 1971, che l'editore Pierre Balfond di Parigi editava in volume (trad. it., con aggiunte, a cura di Giovanna Grignaffini e Leonardo Quaresima: "J. Renoir, La vita è cinema. Tutti gli scritti 1926-1971", Longanesi, Milano 1978). Renoir aveva allora ottant'anni e da parecchio tempo non dirigeva più film. Il suo ultimo "vero" film , era stato "Le caporal épinglé" ("Le strane avventure del caporale Dupont") del 1962. In seguito aveva realizzato "Le petit théatre par Jean Renoir" ("Il teatrino di Jean Renoir") nel 1969, un'operina in quattro episodi prodotta dalle televisioni francese e italiana. E aveva anche scritto: "Renoir par Jean Renoir" (Hachette, Paris 1962), una biografia del padre Auguste (trad. it. "Renoir, mio padre", Garzanti, Milano 1963), "Les cahiers du capitaine Georges" (Gallimard, Paris 19bb), un romanzo (trad. it. "Il diario del capitano Géorges", Garzanti, Milano 1968), e appunto l'autobiografia ("Ma vie et mes films"). Nel 1977 uscirà infine da Flammarion il libro "Le coeur à l'aise".
Ora questa autobiografia, di grande interesse non soltanto per la descrizione dell'infanzia di Renoir, della sua famiglia, dei suoi amici e poi compagni di lavoro, ma anche e soprattutto per le informazioni che fornisce sulla lavorazione di molti suoi film ("In questo libro ho cercato di dare un'idea dei miei diversi lavori. Ho citato solo quelli che hanno segnato delle tappe significative nella mia vita di realizzatore di film"), esce in italiano da Marsilio nella traduzione di Daniela Orati, che avrebbe potuto risparmiarsi qualche refuso (p. 68: "montarlo" per "mostrarlo", p. 138: "arte romana" per "arte romanica"; p. 140: "Asburgo" per "Augusta", ecc.).
Non v'è dubbio che, nonostante oggi il nome di Renoir sia un po' defilato e gli entusiasmi di dieci o vent'anni fa si siano un po' affievoliti, egli rimane una delle figure centrali della storia del cinema. Il suo stile "libero", basato spesso sull'improvvisazione delle riprese non condizionato da regole fisse sui piano narrativo e drammaturgico ma continuamente "aperto" alle suggestioni del momento mantiene intatta la modernità e l'originalità della concezione formale. Ciò vale anche per i temi e i contenuti delle sue opere, per quella grande curiosità umana che lo portava a interessarsi di problemi e questioni sociali o politiche, morali o di costume, fuori da schemi "contenutistici" o da preoccupazioni esplicitamente ideologiche. Di qui appunto l'attualità del suo cinema, in cui è possibile trovare il più grande impegno e la più grande leggerezza di tocco, la visione approfondita della realtà e l'incantevole incursione nel mondo della fantasia e del sogno. Di qui la necessità di studiare la sua opera come unitaria, conseguente, legata a un'idea centrale, forte senza le vecchie e superate suddivisioni esclusioni, distinzioni critiche. Un'opera in cui è possibile porre sul medesimo piano film apparentemente lontani o inconciliabili come "La nuit du carrefour" (1932) e "Une partie de campagne" (1936), "La grande illusion* (1937) e "The river" (1950), "La règle da jeu" (1939) e "La carrosse d'or" (1952), "La Marseillaise" (1937) e Le dejeuner sur l'erbe" (1959), per citare soltanto alcuni suoi capolavori.
Per questo studio complessivo l'autobiografia di Renoir è di grande aiuto. Da un lato - nei capitoli dedicati all'infanzia e alla formazione - ciò che egli scrive ci introduce in quella dimensione memoriale da cui è possibile trarre non pochi spunti e indicazioni per meglio comprendere i suoi gusti e le sue scelte. Dall'altro - nei capitoli dedicati ai singoli film o alle sue concezioni tecniche e artistiche -il discorso si fa puntuale e particolareggiato, fornendoci spesso informazioni indispensabili per analizzare criticamente la sua opera.
Si prendano ad esempio i riferimenti alla pittura, al teatro, alla letteratura, al primo cinema. Scrive Renoir: "I quadri di mio padre che ricoprivano i muri di casa erano una parte indispensabile dello scenario della mia vita di bambino" (p. 22), e più oltre: "Il regno di mio padre era un regno mobile. La ricerca di una luce diversa spingeva Renoir a cambiare luogo di residenza" (p. 23). Oppure: "Il teatro dei burattini ha certamente contribuito alla formazione del mio senso della plasticità... mi ha anche dato un certo gusto per le storie ingenue e una profonda diffidenza nei confronti di ciò che per convenzione chiamiamo psicologia" (p. 29); "È stata Gabrielle ad iniziarmi alla religione del melodramma. Questa forma di spettacolo era stata estromessa dai teatri eleganti dal dramma psicologico... il melodramma del Boulevard du Crime continuava a strappare fiumi di lacrime agli spettatori di alcuni teatri che gli erano rimasti fedeli" (p. 31). E ancora: "Avevo circa dieci anni quando scoprii Alexandre Dumas. E lo scopro ancora oggi" (p. 31). E infine: "Il ricordo di Charlot non mi aveva abbandonato. Vidi e rividi tutti i suoi film in programmazione a Parigi e la mia fascinazione non diminuì. Cominciai ad interessarmi anche ad altri film. Divenni un fanatico del cinema. Charlie Chaplin mi aveva convertito. Arrivai al punto di vedere tre film al giorno, due il pomeriggio e uno la sera" (p. 39).
Quanto ai problemi tecnici e artistici, il libro è ricco di suggestioni. Scrive Renoir: "Seguivo col batticuore i lavori di Griffith. Meraviglia delle meraviglie erano per me i primi piani. E non ho cambiato parere... La mia infatuazione per il primo piano è tale che mi è successo di inserire nei miei film sequenze assolutamente inutili all'azione solo perché mi davano la possibilità di un bel primo piano" (p. 42). E poi: "Entravo nel cinema con idee ben definite. Non credevo all'importanza del soggetto. Ne riconoscevo la necessità ma gli rifiutavo il privilegio di influenzare il corso del racconto... Io credevo all'improvvisazione sul palcoscenico o sul luogo delle riprese e ancora ci credo... È il contatto con gli attori, le scene, gli accessori, ad aprire gli occhi su aspetti che non si prevedono" (p. 51). Quanto al suo stile, alla concezione della forma filmica, è illuminante ciò che scrive a p. 60: "Un elemento che senza dubbio ha influenzato la mia formazione in quanto autore di film è l'acqua. Non posso concepire il cinema senz'acqua. Nel movimento del film c'è un aspetto ineluttabile che lo accosta alla corrente dei ruscelli, allo scorrere dei fiumi". E altrove: "L'aspetto che attualmente più mi interessa è la funzione dell'attore. Nelle mie riprese parto sempre dall'attore" (p. 67). E ancora: "Una sceneggiatura per me è solo uno strumento che si modifica via via che si progredisce verso uno scopo che, quello si, non deve essere cambiato" (p. 108). E infine: "Il regista non è un creatore, è una levatrice. Il suo mestiere consiste nell'aiutare a far nascere il bambino dal ventre di un attore che forse non ne sospetta nemmeno l'esistenza" (p. 108).
Si potrebbe continuare con mille altre citazioni, tali e tante essendo le suggestioni critiche che questo libro, che si legge come un romanzo, suscita. È una lettura che ci introduce a poco a poco dentro l'opera di Renoir, rivelandone i segreti, dandocene non poche chiavi di lettura. Perché, più che un'autobiografia, "Ma vie et mes films" - come d'altronde suggerisce lo stesso titolo - è una riflessione sulla propria esistenza e sulla propria opera fatta da un uomo lucido e appassionato, che a ottant'anni pare non avere ancora smarrito il gusto per la vita.
  • Jean Renoir Cover

    "Regista francese. Figlio del grande pittore Pierre-Auguste, cresciuto a Montmartre in un ambiente di artisti e poeti tra i più cruciali per l'arte del Novecento, compie gli studi in un collegio e a vent'anni, allo scoppio della prima guerra mondiale, è arruolato come allievo ufficiale e mandato al fronte, dove viene ferito a una gamba. Dopo la fine del conflitto apre una fabbrica di ceramiche e sposa C. Hessling, una delle modelle del padre, che in seguito apparirà in alcuni dei suoi film. Grande appassionato del cinema americano (che in quel periodo ferveva di innovazione), viene colpito dalle ricerche dell'avanguardia, in particolare da un film del 1923, Le brasier ardent di I. Mozz?uchin, che gli appare come un'autentica svolta nel cinema francese, per lo più stancamente adagiato nei modi... Approfondisci
Note legali