Il ministero della suprema felicità

Arundhati Roy

Traduttore: F. Oddera
Editore: Guanda
Anno edizione: 2017
Pagine: 496 p., Rilegato
  • EAN: 9788823518148
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    Annalisa

    26/08/2017 14:19:48

    Dopo aver letto Il Dio delle piccole cose e atteso per 20 anni un altro scritto...l'aspettativa è indubbiamente elevata. Scrittura di alto livello..mi sembra però che l'autrice si sia concentrata troppo sulla minuziosa narrazione che risulta a tratti pedante...non mi è proprio piaciuto...pur riconoscendo la levatura dell'autrice.

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    angelo

    03/08/2017 12:59:08

    Ingredienti: un ermafrodita in fuga dal mondo, un mondo ricco di conflitti (modernità-tradizione, indù-musulmani, villaggi-metropoli), quattro amici di università che la guerra in Kashmir separa e contrappone, un cimitero trasformato in città-rifugio per tanti protagonisti della trama. Consigliato: a chi riesce a districarsi in trame fitte e complesse, a chi ama tutte le facce contrastanti dell’India.

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    Alberto 68

    02/08/2017 17:30:55

    Un altro capolavoro di Arundhati Roy, speriamo che non ci faccia aspettare altri vent' anni per un terzo, meraviglioso romanzo. Acuto studio sull' India contemporanea, scritto con prosa asciutta e toccante allo stesso tempo; che si sia un " hijra" , cioè l'anima di una donna finita in un corpo maschile, o un paria addetto alla rimozione dei cadaveri, o uno scarabeo rovesciato in attesa che una bimba lo raddrizzi, la felicità forse non è impossibile anche per chi parte così terribilmente svantaggiato.

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    Anjum

    01/08/2017 06:31:56

    Semplicemente meraviglioso ma io sono di parte...mi entusiasmano le trame di un'India esoterica, emarginata, delle caste che non si permeeranno mai tra di loro, dell'ambiguità della protagonista...specchio delle ambiguità sessuali esistenti pure da noi ma nascoste nel perbenismo delle famiglie tradizionali o tra le vesti nere o viola o rosse o bianche del Clero cattolico. Le pagine 142 / 143 sono un capolavoro! Assolutamente da leggere.

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    Attilio Alessandro Bollini

    31/07/2017 06:27:43

    Come per Il dio delle piccole cose anche questo romanzo è un emozionante affresco di un'India esoterica, fantastica, dolorosa e straziante. Attraverso la vita di un ermafrodita che trasforma tutto in dramma, si vive la vita quotidiana di una non classe indiana, accentuata dal fatto di essere una minoranza sia religiosa che di genere. Consigliato a chi conosce l'India e a chi ama il romanzo di storia dolente e di speranza. Non mancano pagine bellissime di ironia e di humor. Si vorrebbe non finisse mai!

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    Barbazuk

    25/07/2017 09:29:18

    L'India e il suo variegato popolo, le miserie, non solo materiali, frammiste alle nobiltà morali, la tribalità che si mescola alla modernità, buoni e cattivi che non sono categorie definite,la violenza che spesso si fa scudo di dogmi religiosi per giustificare i propri crimini. Un romanzo affascinante e amaro...con una punta di lassi!

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    Iginio Petrussa

    16/07/2017 14:37:13

    Naturalmente l'ho preso perchè ho subito la fascinazione di 'Il dio delle piccole cose'. L'ho lasciato a mezzo. Riconosco che il libro aiuti a comprendere l'universo indiano, adottando come punto di osservazione la vita di un'ermafrodita e del variegato mondo di emarginati che ruotano intorno a lei. Ma ho una certa età, è già arduo comprendere il mondo degli integrati e non ho tempo da perdere per l'esoterismo. Complimenti a chi lo trova bellissimo.

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    Anita

    28/06/2017 14:19:28

    Il romanzo conferma la notevole capacità di scrittura dell'autrice. Realismo, dramma, leggerezza, mai disperazione creano l'ordito in cui si muovono personaggi epici, protagonisti di drammi infiniti dalla disuguaglianza sociale alle guerre di religione, ideologiche, di genere. La diversità trionfa grazie alla semplicità e alla naturalezza. Il ministero della felicità rappresenta l'India nel suo misticismo e nella sua violenza. Grande romanzo in armoniosa continuità con Il dio delle piccole cose; ne consiglio la lettura.

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    Sergio

    20/06/2017 14:57:45

    Beh, per chi ha letto "Il Dio delle piccole cose" certamente questo libro non sarà una vera scoperta. Il capolavoro dell'autrice rimane quello, ma scoprire l'India con lei è sempre un viaggio affascinante e terribile, inaspettato e misterioso. La sua scrittura è limpida, pulita, chirurgica, e la storia ben costruita.

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