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Traduttore: A. Colitto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 307 p., Brossura
  • EAN: 9788806217525
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È stato solo un lapsus, Don. Già. Il titolo del tuo ultimo romanzo è un gigantesco lapsus. “Missing. New York”: ti mancava la mela, Don?
Sì, è vero: molta acqua è passata sotto i ponti dai giorni in cui facevi il proiezionista in un cinema, giù sulla Broadway. La tua vita ne ha riassunte mille, da quei giorni fatti di cinghie troppo strette, giacche troppo larghe e un futuro che si annunciava più luminoso delle luminarie montate sull’Empire o sul Rockefeller, tre isolati più in là. Hai fatto l’assicuratore, il private eye e chissà cos’altro, prima di decidere che tutte quelle vite avrebbero dovuto essere messe su carta e sarebbero diventate il tuo prossimo mestiere.
E bisogna riconoscere che ce l’hai fatta, Don: sei sulla breccia da abbastanza tempo perché si possa dire che ce l’hai proprio fatta. Dai tuoi libri Hollywood trae kolossal miliardari; sei la guest star di ogni tavola rotonda sul futuro del crime novel; gli editori di tutto il mondo fanno a cazzotti per accaparrarsi i diritti delle tue prossime saghe… Ma sei troppo scaltro per non aver imparato che nessun boss, per astuto e potente che sia, può adagiarsi sugli allori troppo a lungo. In fondo l’hai scritto tu “Il potere del cane”, no? Sentivi la mancanza di New York, Don? Beh, lascia che ti dica che la tua sembra una veniale confessione di debolezza da parte di un autore che non deve chiedere mai. Fai quasi tenerezza… “Missing. New York”. Cosa credevi? Che bastasse un punto buttato lì, fra aggettivo e sostantivo, per intorbidire le acque e farci perdere la bussola?
La città che non dorme mai ha incoronato mille cantori della sua elegia di carne e di acciaio, ma ne ha disarcionati mille e uno, facendo mordere la polvere a troppi, solo perché avevano avuto la presunzione di credere che dopo di loro non ne sarebbero venuti altri, non altrettanto bravi. Non altrettanto furbi. Ma tu non sei tipo da lasciarsi spaventare facilmente, e così hai lasciato il sole della California, con i suoi bulli, le sue pupe, le sue coltivazioni idroponiche di erba e i suoi cartelli di narcos e sei tornato là dove tutto era cominciato, trent’anni fa.
”Go west, young man?” Non ora. Non tu. Con la disinvoltura con cui s’indossa una camicia fresca di bucato ogni mattina, ti sei lasciato alle spalle il tuo marchio di fabbrica più sicuro – quello della frontiera, quello della guerra fra i cartelli, quello che negli ultimi anni ti ha garantito un posto al sole e ville principesche su Sunset Boulevard - e hai risalito la corrente da ovest a est, come un salmone, verso la sorgente di tutte le storie.
E ora è il turno di Frank Decker, che in fondo ti somiglia, e che promette di ribaltare Manhattan come un calzino qualsiasi, per ritrovare una bambina di cinque anni, scomparsa da Lincoln, Nebraska, e risucchiata nel gorgo di una città le cui mille luci nascondono altrettanti buchi neri, terrificanti e senza fondo. L’indagine corre a rotta di collo, i dialoghi filano e suonano bene. Ci affezioniamo a Frank sulla fiducia, e ogni pagina non fa che rinsaldare un contratto che sin dalle prime pagine abbiamo firmato come una cambiale in bianco. Ma che Winslow sarebbe senza cattivi? E i cattivi, che sono sempre stati l’ingrediente segreto della tua ricetta di successo, ci sono anche qui. Anzi, sono talmente fetenti da far apparire quel coriaceo bastardo di Frank come un venditore di enciclopedie porta a porta, giusto un po’ troppo ostinato.
“Io, il pubblico so come farlo patire di piacere”, confessava sornione il principe De Curtis, in arte Totò. Che siate andati alla stessa scuola, Don? In fondo Napoli e New York sono alla stessa latitudine, anche se il caffè che servono sulla 78ma è più freddo degli occhi di un assassino e il Bronx non è esattamente Posillipo. Ma adesso che l’America ti ha fatto fare un giro in sella, Don, cosa credi? Che resterai lassù per sempre?
Sei un illuso. Non puoi appoggiare la penna nemmeno per un istante, perché là fuori c’è un giovane scrittore affamato che sta temperando una stilografica più appuntita della tua, ed è pronto ad affondartela fra le scapole non appena ti volterai a ringraziare il tuo pubblico, a ricevere quell’applauso di troppo. Come il pescecane non può mai fermarsi, pena la morte per annegamento, così certi scrittori devono continuamente spostarsi, viaggiare coast to coast, riorientare l’asse della propria fantasia e immaginare nuove vittime, nuovi carnefici, e nuovi Frank che diano loro la caccia e cerchino di ristabilire un po’ di giustizia in questo marcio, esausto, pazzo e bellissimo mondo. Continua a scrivere, Don; scrivi, e non fermarti mai. Chi si ferma è fregato.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Anna

    26/06/2016 15.19.02

    E' il primo libro di Winslow che ho letto e penso che non ne leggero' altri... Infatti l' ho trovato veramente noioso, tanto che ho fatto molta fatica a finirlo!!La trama mi aveva incuriosito, ma solo all'inizio, poi e' diventata stucchevole e prevedibile.. insomma, non lo consiglio proprio!!!!

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    PIERO

    24/03/2016 14.50.36

    Francamente deludente. Non capisco le buone recensioni che ho letto. Se questo scrittore è considerato uno dei migliori dell'attuale scena thriller americana , il livello allora è basso per l'appunto in linea con gli scrittori americani di questi tempi. Se proprio vogliamo trovare una storia simile a questa , ma con ben altro spessore leggete" la promessa " di Duerrenmatt . tutt'un altra cosa

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    Marcello

    20/01/2016 17.11.33

    Molto buono un po' diverso ma con un suspece da grande autore di polizieschi. Va letto tutto d'un fiato

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    Massimo F.

    13/07/2015 23.18.06

    Il solito fuoriclasse. Uno dei pochi autori che riesce ad attaccarti alla pagina con anche con storie non straordinarie. Da leggere, as usual.

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    AdrianaT.

    30/04/2015 10.05.39

    Fin dalle prime righe Winslow è sempre un grande. L'insigne professor Dorfles sostiene che sono proprio le prime quattro righe di un romanzo a dargli la misura del valore di uno scrittore - sentite qua: "Il mattino a Manhattan arrivò con il clangore metallico e il sibilo idraulico di un camion della spazzatura che portava via i peccati della notte. O almeno ci provava" Non male, eh?, peccato che il resto sia fiacco con un Winslow che pare invecchiato di colpo e stanco, rientrato nei ranghi, appiattito in una trama, che più 'normale' di così era difficile; a tratti, incredibile a dirsi, addirittura un po' naif con troppe concessioni all'ovvio. Partenza lenta, quindi, per il primo episodio della new entry detective Frank Decker della sezione persone scomparse, reduce dall'Iraq e da un matrimonio in agonia. È un tipo, tutto sommato, dal cuore tenero che langue per bimbe scomparse da ritrovare e da salvare, in un modo o nell'altro. Forse Big Don si è fatto solo una pennichella pomeridiana dopo di che, ringalluzzita, ripartirà 'la belva' sopita che è in lui, ma anche con tutto il mio affetto e la mia stima, questa volta non posso andare oltre le due stelle.

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    Massimo Orsi

    25/04/2015 18.46.04

    Non considerando "Il potere del cane", capolavoro letterario degli anni zero (ma non solo...) questo nuovo romanzo di Winslow è una virata verso l'Hard Boiled, con protagonista il "solito" detective ex poliziotto tenace, pronto a tutto pur di arrivare a mantenere la parola data. Nonostante si possa immaginare una trama trita e ritrita, invece il buon Winslow vince la sfida e grazie alla sua scrittura scorrevole ed irresistibile riesce a sfornare un ottimo romanzo.

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    Carol

    21/03/2015 15.23.12

    Va bene per una pausa di lettura leggera. Non leggo questo tipo di libri, per cui non so dire se sia meglio o peggio di altri dello stesso genere. E' ben scritto, ha qualche colpo di scena, una trama sufficientemente ingarbugliata, riesce a tenerti incollato alle pagine con i soliti trucchi del mestiere ma... alla fine: a) si tratta di una storia improbabile b) è un'americanata pronta per il film (l'avranno già fatto e me lo sono perso?) c) il protagonista se la cava sempre, sulla sua strada trova tutta gente brava e buona disposta ad aiutarlo oppure cattivoni senza scrupoli: nel mezzo un'umanità di poveri derelitti sfruttati o rimbecilliti. Insomma, manco una persona non dico normale, ma comune d) la solita storia dell'eroe americano solitario, navigato, dal cuore tenero, con una vita privata da schifo che con totale abnegazione si sacrifica per la causa d) un bel po' di stereotipi triti e ritriti e) il finale che lascia presagire sequel su sequel con lo stesso protagonista. A me è bastato questo, grazie.

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    luca

    26/02/2015 10.39.08

    ho letto quasi tutti i libri di Wislow e , bhe è davvero una incredibile garanzia. ieri,dopo cena, ho divorato insaziabilmente le ultime 100 pagine di questo noir-poliziesco. Do' solo voto 4 e non 5 perchè Don non si è addentrato nell'aspetto psicologico, ma solo limitatamente sfiorato, che porta Deck a prendere una decisione così drastica di mollare tutto(lavoro e carriera) e tutti (moglie, colleghi, amici)e prendersi più che a cuore un caso di sparizione di una bambina che lo porta a proprie spese e rischi a girare per gli Stati Uniti seguendo la sua "folle" ostinazione. Finale rapido, con ritmo incessante e colpi di scena che colpiscono come un uppercut dritto alla bocca dello stomaco. Consigliato!

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    paola

    25/02/2015 10.12.04

    Un noir avvincente e mai banale, scritto magistralmente come pochi saprebbero fare. Don Winslow si conferma un grande scrittore, capace di catturare il lettore e tenerlo incollato alle pagine. Consigliatissimo!

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    Cora

    31/01/2015 15.30.07

    La storia è buona e Winslow sa scrivere. Però quello che trovo sempre lacunoso nei suoi libri, compreso ne "Il potere del cane", è il tratteggio troppo superficiale dei personaggi. Decker è un detective programmato a tavolino, perdente-ma-puro, duro-e-compassionevole. Non avverti mai empatia con nessuno dei protagonisti, sfuggono le motivazioni delle scelte, sopratutto di Deck. Deck lascia tutto: lavoro al top, moglie bella che ama per cercare una bambina scomparsa. Okay, ci può stare, ma il lettore deve sentire questa scelta, deve viverla, invece Winslow la narra e basta, giusto per far andare avanti la storia. Poi la parte di Deck a New York è quanto di più trito si sia mai letto. Ingenue e presuntuose le descrizioni, sia di ambienti che di stati d'animo. Nel complesso però la storia regge e si legge d'un fiato.

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    Alberto

    28/01/2015 08.41.35

    L'ho divorato in un giorno! ho spento la luce stanotte alla una, l'avevo iniziato ieri mattina! potente travolgente, grande Don! Sulla est coast come sulla west coast passando dal midwest. Un romanzo d'azione, ma anche di riflessione, con un giusto retrogusto di romanticismo, non melenso e scontato happy end (vero Tracy?). E poi siamo di fronte al New Jersey quindi cambiamo colonna sonora e ascoltiamo il Boss. Da leggere, non perdetelo.

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    Marco

    26/01/2015 15.49.53

    non è la prima volta che lo scrivo in una recensione, ma ad ogni suo romanzo lo confermo una volta di piu'....DON WINSLOW è il mio scrittore preferito....ha un modo di scrivere semplicemente unico... consiglio non solo questo, ma tutti i suoi romanzi...TOP !!!

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    Aldo

    06/01/2015 18.56.49

    Semplicemente bellissimo. Come in tutti i suoi libri Winslow ti tiene incollato alla lettura. Cosa si può chiedere di più ad un noir?

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    vania

    29/12/2014 12.07.11

    Storia abbastanza improbabile, ma scritta bene, si legge d'un fiato. Non male

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    Chicca63

    05/12/2014 10.38.23

    "Missing. New York" è il primo libro che leggo di Don Winslow. Non mi capacito di come abbia potuto farmi sfuggire o by-passare un simile autore. Il noir è scritto benissimo, il personaggio di Frank conquista dalla prima pagina e la trama (interessante) è avvincente e magistralmente snodata. Ho già scaricato online "Il potere del cane" che, a leggere le altre recensioni, sembra essere il suo capolavoro, e "La pattuglia dell'alba". Cmq, questa prima lettura è stata molto soddisfacente per cui mi sento di caldeggiare vivamente questo libro

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    vittorio pisa

    01/12/2014 11.19.17

    Questo è un poliziesco. Questo è Don Winslow. E' tutto.

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    paolo

    27/11/2014 17.51.59

    Buon hard boiled che ricorda i libri di Hammett o Chandler.Il personaggio di Decker e' ok,la storia e' scorrevole,il finale e' appassionante.Speriamo in altre storie con lo stesso protagonista.

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    Andrea

    26/11/2014 09.58.15

    Semplicemente bellissimo. Un altro bellissimo romanzo di Winslow. Storia toccante e scritta benissimo, senza un attimo di tregua, con colpi di scena e personaggi perfetti. Certo, non si può paragonare al capolavoro "il potere del cane", il genere è completamente diverso ma questo dimostra che Winslow sa scrivere sempre cose nuove in modo diverso, con personaggi diversi e lontani dalla sua california. Bellissimo davvero. Da leggere e rileggere.

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    LucaMilano

    16/11/2014 12.12.58

    Non è facile chiedere a chi ha scritto "il potere del cane" di ripetersi. Missing.New York infatti non ne ha il respiro, ne le pretese, ma è meglio di opere precedenti dello stesso autore.Un racconto che centra il bersaglio, un tipico esempio di genere hardboiled school, in chiave più moderna; il tipico detective loser, come se ne sono letti tanti di Hammett, Chandler,Spillane, ma in una versione piu adrenalinica e rinnovata (altre tecnologie, altre guerre).Winsolw ha letto i mostri sacri sopra citati, ma anche Leonard e Crumley, e il suo Missing, il primo di una serie che ci si augura essere prolifica, rende omaggio a tutti loro; da leggere tutto di un fiato, con capitoli brevi e secchi come frustate. sempre bravo Don.

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    Riccardo

    16/11/2014 10.49.33

    Libro abbastanza buono, che si legge tutto d'un fiato. Siamo, comunque, lontani dal bellissimo "Il poter del cane" dello stesso autore. Questo e' un prodotto un po' commerciale, da lettura sotto l'ombrellone, tuttavia piacevole.

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