La misura del tempo - Gianrico Carofiglio - copertina

La misura del tempo

Gianrico Carofiglio

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 5 novembre 2019
Pagine: 288 p.
  • EAN: 9788806218140

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Finalista al Premio Strega 2020

Un romanzo magistrale. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

«Se non fosse colpevole di quell'omicidio, e non riesco a immaginare come sia possibile, sarebbe un tale concorso di circostanze sfortunate da mettere i brividi»

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt'altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

Proposto da Sabino Cassese per il Premio Strega 2020: «Una donna, una persona ambigua e sfuggente, un vecchio amore, ricompare nella vita di un avvocato, attento ma insicuro (i due ritratti sono delineati con grande maestria) e gli chiede di difendere suo figlio, imputato di omicidio. Da qui si dipanano due storie, costruite in un montaggio alternato, alla Griffith, verso il passato di quell'amore e il futuro della sentenza attesa. Una sapiente costruzione, in cui si riflettono le inquietudini del nostro tempo, e il cui protagonista è proprio il tempo (donde il titolo), che si incarica di trovare una soluzione alle due storie. Dal processo emergerà una nuova verità, ma non un nuovo colpevole, che sarà alla fine individuato in altro modo. Sotto queste vicende si nasconde un vero e proprio "conte philosophique". Dietro l'apparenza del “giallo" si celano insegnamenti profondi: la pluralità dei punti di vista; i diversi modi in cui si presenta la realtà; l'invito a dubitare della verità stessa. Due citazioni, una del capolavoro di Kurosawa e una di Canetti, in pagine diverse, rafforzano queste conclusioni. Carofiglio si conferma come una delle voci più importanti della narrativa italiana.»

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    Maria grazia

    06/10/2020 15:23:17

    Non so se ho sbagliato libro, ma come primo libro di Carofiglio che leggo, è stata una profonda delusione, Una noia mortale. Non so come abbiano potuto classificarlo al secondo posto al Premio Strega, chissà gli altri!

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    Aul

    05/10/2020 17:46:32

    Un regalo apprezzato e gradito molto. Molto interessante come tema.

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    Silvia

    22/09/2020 15:04:03

    Non leggevo romanzi di Carofiglio da parecchio tempo e, quando ho visto che "La misura del tempo" era finalista al premio Strega, ho pensato che fosse un'opera da non perdere. In realtà, ho trovato il romanzo scorrevole e avvincente, interessante l'approfondimento sugli aspetti legali (che però è ripresa da "Passeggeri notturni"), ma non lo definirei un capolavoro.

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    Davide

    16/09/2020 07:44:12

    Il fatto di averlo trovato in un baracchino per il bookcrossing (dove tornerà rapidamente) avrebbe dovuto insospettirmi. C'è da dire che però riesce a trasmettere la vera essenza dell'autore: tedio immane.

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    SALVO

    15/09/2020 18:56:12

    Bello

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    Maria Giovanna

    13/09/2020 09:14:07

    Libro appassionante. Inizio un po' lento, ma che nasconde una storia fatta di legali, verità e verità processuali ed altre difficili da accettare. E' quello che accade a Guido Guerrieri, avvocato convinto seppur stanco del proprio lavoro, quando si trova davanti Lorenza, una donna oramai anziana, ma che lo sconvolge ancora una volta, come aveva fatto tanti anni prima in modo diverso.

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    Luciano

    11/09/2020 16:52:21

    Avevo abbandonato da tempo la lettura di romanzi di Carofiglio, dopo averne letti tanti. Mi sono fatto tentare da questo, e devo dire che sono soddisfatto a metà. Non discuto le sue indubbie capacità di scrittore, ma la storia non mi ha convinto e neanche i riferimenti costanti alla passata storia d'amore per addolcire un mero trattato giuridico sulla conduzione della difesa.

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    GIUSEPPE

    06/09/2020 19:32:13

    Ammetto che come giallista non mi ha mai convinto. Un po' deludente. Questo è piuttosto una riflessione sulla professione di avvocato e non è quello che mi aspettavo.

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    Antony

    04/09/2020 19:38:26

    Libro troppo noioso per essere consigliato

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    Antonio

    28/08/2020 09:31:16

    Leggendo questo romanzo capisco perché nel nostro Paese si legge poco: non è colpa della scarsa cultura degli italiani o altre questioni sociologiche, ma è la mancanza di buoni autori e di buoni libri. Un saccente trattato di giurisprudenza spacciato per romanzo non rende onore ai lettori.

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    Aurora B

    25/08/2020 15:02:45

    se si è in cerca di un romanzo giallo "generalistico", ammesso che se ne possa parlare in questi termini intrinsecamente antinomici, questo libro non fa per voi. però, se volete percorrere una strada che vi sveli come la misura del tempo nella vita di una persona è data dalla capacità di provare ANCORA stupore, nel senso di sapersi ancora meravigliare, allora potete seguire l'avvocato guerrieri in questa sua avventura che appunto è diversa dalle altre cui carofiglio ci aveva abituato. Ovviamente, lo fa a modo suo, rivelando il suo imprinting di magistrato: per cui forse non tutti si è in grado di capire come la meraviglia, o lo "stupore" come ricordato, non siano necessariamente sempre scaturenti da cose positive ma sia autonomamente un evento in sé stesso positivo nella vita di ciascuno.

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    Sandra

    25/08/2020 10:13:54

    Non il Carofiglio che ho apprezzato in altri romanzi. La trama poco avvincente e l'eccesso di dettagli tecnici giuridici rendono il romanzo lento e noiso.

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    Elisa G.

    24/08/2020 13:33:29

    La storia è piuttosto banale, sembra scritta per una fiction all'italiana. La scrittura è pulita, controllata, poco emotiva. Molte citazioni (quasi imposte al lettore). Tanti tecnicismi giuridici, pagine interminabili di dettagli processuali. Poteva essere un romanzo con cinquanta pagine in meno. Mi è sembrato sia stato scritto per esigenze editoriali e non per ispirazione… peccato.

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    LEOPOLDO ROMAN

    13/08/2020 19:34:54

    Che Gianrico Carofiglio sappia scrivere bene è fuori discussione. Che questo romanzo sia anche un trattato di diritto processuale è altrettanto vero, visti i tanti (anche troppi a volte) tecnicismi introdotti nella scrittura. Essendo un ex magistrato l’autore ha saputo destreggiarsi alla grande ricreando con molta precisione e facendoci rivivere con partecipazione tutte le fasi ed i passaggi di un processo d’appello chiesto per cercare di scagionare dalla condanna per omicidio, il giovane figlio di una sua ex fiamma, Lorenza, una donna bella, inafferrabile e tenebrosa, misteriosamente scomparsa dalla sua vita tanti anni prima e poi improvvisamente ricomparsa per dare vita a questa storia, che è insieme una rilettura della vita dei protagonisti ai quali c’è poi da aggiungere lo scorrere del tempo. L’autore, intercalando l’attualità con il passato ed evidenziando il cambiamento del carattere, degli stati d’animo ed il mutato approccio alla vita di Guido e Lorenza, ci fa capire come le stagioni oltre che per la natura passino anche per l’uomo a volte lasciando dei buoni frutti, ma molte altre volte no.

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    anto

    12/08/2020 16:40:25

    All'interno di una trama assolutamente banale legata ad un processo il cui racconto risulta slegato da innumerevoli tecnicismi giuridici. Alla fine della lettura non capisci cosa hai letto...non é un thriller ..è una storia da fiction televisiva per di più classificato secondo al premio strega!! Tre stelle sono tante

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    Erika

    06/08/2020 14:53:00

    Una bella scrittura ma troppi tecnicismi e una trama poco avvincente. Carofiglio sa fare di meglio.

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    Rosanna

    30/07/2020 16:48:09

    Carofiglio scrive molto bene, stile e lingua sono ottimi. Le storie con protagonista l'avvocato Guerrieri hanno però perso smalto col passare del tempo. Qui non c'è un intreccio complesso, si tratta di un racconto centrato sul processo e sui personaggi principali. Abbondano i tecnicismi e spesso ci sono parti che sembrano più citazioni che elementi legati al racconto. Tre stelle mi sembrano anche tante.

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    Fede911

    29/07/2020 12:36:49

    È il primo libro di Carofiglio che ho letto ed è bastato per farmi innamorare dello stile utilizzato dallo scrittore e dell'avvocato Guerrieri. Ho trovato le descrizioni e le analalessi molto delicate, introdotte al punto giusto tale che suspance creata verso la fine del romanzo, spinge a non abbandonare la lettura per la curiosità di giungere al termine. Ottimi e sistemati al punto giusto anche i riferimenti alle norme che regolano il processo penale, chiare anche per chi non è nel settore. Dopo questo libro, ho acquistato molti altri romanzi di Carofiglio.

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    amber_reading

    26/07/2020 12:43:46

    Inizialmente, circa una cinquantina di pagine, pensavo di aver fatto una scelta inadatta in base ai miei gusti. Notavo una tecnicità esagerata nel racconto giudiziario... poi proseguendo la lettura ho subito passivamente quello che per me alla fine si rivela essere il messaggio stesso del racconto fino al raggiungimento dello stupore. Mi è piaciuto tutto. Più di tutto proprio il protagonista. La scrittura è fantastica, scorrevole, elevata, coerente. Un racconto definito in quarta di copertina come magistrale e non potrei essere più d’accordo perché ti coinvolge su diversi livelli. Puoi leggerlo come romanzo giallo in cui devi cercare prove indizi e alibi oppure puoi andare “oltre” le idee e i pregiudizi lasciandoti coinvolgere cambiando punto di vista assieme a Guerrieri ascoltando veramente ma soprattutto profondamente il suo discorso ai ragazzi universitari. Un caso giudiziario non complesso, semplicemente un tentativo di scagionare un ragazzo, Jacopo, accusato e condannato di omicidio in precedenza, probabilmente perché era stato difeso in maniera pessima e superficiale. L’avvocato Guerrieri ci porterà nel suo presente, nel suo passato ma soprattutto nei suoi pensieri filosofici accorgendosi sempre in tempo quando sta divagando troppo e accendendo una luce sulla misura del tempo ed il suo significato più intimo. Il Signore del tempo non si cura di noi. E noi? siamo sempre gli stessi? Cambiano soltanto gli occhi con cui osserviamo e giudichiamo le cose? Nel frattempo assistiamo alla classica via crucis processuale, cruda, reale e spietata con chiunque ci si ritrovi difronte e fa riflettere pure sul fatto che al posto di Iacopo ci si potrebbe ritrovare chiunque di noi o peggio uno dei nostri figli. Un plauso va anche alla figura di Lorenza, madre e donna un po’ misteriosa e affascinante quel tanto da renderla amabile e simpatica. Una lettura che non vorresti interrompere ma che nemmeno vorresti terminare! Assolutamente consigliato!

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    Bianca

    25/07/2020 19:54:09

    Intreccio interessante ma troppo ricco di escursus in cui l'autore sfoggia la sua cultura non funzionale al racconto. Piuttosto pesante. Non lo consiglio.

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I vincitori del concorso "Caccia allo Strega" 2020

Stregata dal tempo – Recensione stregata scelta da Gianrico Carofiglio

Leggere Carofiglio significa sempre fare un viaggio introspettivo dentro sé stessi e non importa se questo viaggio si ripete nel tempo: il tempo è un'entità che travolge e che si dilata fino a scomparire. Qual è e dov'è la misura del tempo per il nostro autore? Il tempo è il leitmotiv che segna, come in un crescendo, il raggiungimento di quella maturità che diventa negazione stessa del tempo perché in essa tutto diventa un eterno presente. In “Intervista a Tex Willer”, uno dei più bei racconti di “Non esiste saggezza”, il protagonista diventa icona di un’eterna giovinezza che conserva gelosamente il suo essere nello spazio tra le vignette, luogo privilegiato dove succedono gli eventi importanti. Il tempo che quasi ossessivamente diventa catarsi e sublimazione torna, accorato, in “Le tre del mattino”dove il tempo è quello del rimpianto, della crescita, della notte che fatica a far posto all'alba. In quest’ultimo romanzo “La misura del tempo”, il tempo diventa ricordo, privilegio di un’età che anche se trascorsa e apparentemente perduta, vive ancora nel rimpianto dell'amore che è sì amore per una donna ma che si trasforma in amore per la gioventù perduta nella quale digressione e trasgressione lasceranno presto il posto ad una più matura ma sempre vitale dimensione della vita. Bellissimo romanzo di formazione che introduce nei meandri di una giustizia sempre più stanca e apatica e che tra un dibattimento e un flashback negli anni 80, dipana una coinvolgente vicenda umana e giudiziaria. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

Aurora

Sono passati quasi diciotto anni dall'esordio del più celebre personaggio di Gianrico Carofiglio in "Testimone inconsapevole", diciotto anni in cui i lettori di più antica data sono, di fatto, cresciuti e maturati assieme a lui affezionandosi alla sua probità intellettuale e sorridendo delle sue (più o meno bizzarre) abitudini e manie: le sempre più introspettive conversazioni con Mr. Sacco (il suo fedele, ancorché acciaccato, sacco da boxe), le incursioni notturne all'Osteria del Caffellatte (oasi-miraggio di ogni lettore insonne), l'inesauribile scorta di aneddoti e citazioni e l'autoironia un po' amara di chi è sempre più ossessionato dall'avanzare dell'età. Un senso di decadenza appena percettibile ed eppure, al contempo, fastidiosamente costante, rafforzato ora dal confronto con i colleghi più giovani e ora dal disamore crescente - che in certi momenti assume i contorni di una vera e propria "nausea" - per la professione ("più volte avevo pensato che grazie a quanto avevo guadagnato, e che avevo speso solo in minima parte, avrei potuto smettere e dedicarmi ad altro"). Ad aggravare il tutto, poi, ecco che gli si para davanti un nuovo caso in cui pubblico e privato si confondono: e se nel precedente "La regola dell'equilibrio" era stato un ex compagno di Università a chiedere il suo aiuto, a farlo qui è addirittura una vecchia fiamma, Lorenza, amore sfuggente e intensissimo della sua giovinezza. Il duplice confronto che ne segue, da un lato emotivo (eco delle memorie passate) e dall'altro etico (imposto dal presente delle vicende investigativo-processuali) si risolve in una narrazione sentita e nostalgica che dà pari spazio al racconto giudiziario come alla riflessione, e al rigore (deontologico e intellettuale) come alla pietà. Con un finale (Elias Canetti, a un certo punto, non viene citato a caso) per niente scontato. E la speranza - da parte del lettore - di non dover attendere altri sei anni per la prossima puntata. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4

Franco

"Gli avvocati che hanno appena finito di parlare in un processo delicato sono come gli scrittori che hanno appena terminato un romanzo e lo danno a qualcuno perché lo legga: bisognosi di conferme. Terribilmente bisognosi". Queste parole, diegeticamente esplicative dello stato d'animo dell'avvocato nel momento decisivo della fine dell'arringa difensiva del proprio assistito, rivelano anche la sottesa preoccupazione dell'autore di fronte alla propria opera oramai conclusa, e data alle stampe. Ebbene Carofiglio può stare ben tranquillo. La sua metafora del tempo si è dipanata in una trama sicura nei suoi confini volutamente incerti, in piani intrecciati di ricordi e speranze, di un passato che vive in prospettive dall'esito problematico. Come in ogni giallo che si rispetti, l'esito giunge inaspettato, e non è certo il caso di svelarlo in anticipo, ma solo di rassicurare anche il lettore: il tutto è avvincente e si snoda in vicende comunemente comprensibili e piene del fascino discreto della quotidianità. Niente di clamoroso e incredibile, astruso o al di fuori dell'agire comune. Per cui non mancano neppure i momenti di relax, per così dire, culinario: sembra proprio che una buona ricetta non possa non allietare qualche istante della vita investigativa, come insegna Montalbano! Ma qui siamo in una atmosfera diversa: non quella dell'azione, ma della riflessione. E così la procedura giudiziaria viene decodificata dai numeri e paragrafi dei codici penali per diventare insegnamento etico e filosofico. E le metafore diventano interrogativi concreti e comprensibili dubbi di una vita che scorre nel tempo, con ritmi diversi a seconda dell'età. "L'invecchiamento non è un processo lineare. Così come il tempo non è un'entità lineare. Non è un'entità comprensibile. Nessuno lo capisce davvero. Nessuno è capace di definirlo". E si può concludere che l'autore, invecchiando, diventa più saggio e attento a farcene intuire l'eterno fluire. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

Arianna

Molto suggestivo ed evocativo, il titolo LA MISURA DEL TEMPO ha uno strano effetto sul lettore…Il Tempo pare affiancarlo sin da subito nella sua lettura e diventare quasi una presenza silenziosa eppure potente, vicina eppure ineffabile, misteriosa eppure così umana nei suoi effetti… Tanto che siamo costantemente portati a misurarci con questo compagno scomodo e petulante che è dimensione e causa in uno. E se il Tempo ci accompagna lungo la narrazione - che scorre su due piani temporali diversi, verso i quali il lettore è agevolmente condotto dall’autore – è piacevole vedere che in fondo abbiamo un piccolo, prezioso potere su di Lui: dinanzi a noi si aprono altri viaggi, altri orizzonti che la vita ed i ricordi di ognuno potrà dilatare a piacimento. E’ un libro che dice e non dice, che apre squarci sul “finito”, che vince, vorrei poter dire, la misura e le regole del Tempo appunto. Ci invita a riflessioni non solo sullo scorrere del tempo, ma anche sui nostri ricordi, sulle esperienze che ognuno di noi può trarre da essi, sulle proprie aspettative, sui sogni e sulle scelte o non-scelte che ci hanno plasmato. Potrebbe dire di più questo libro? Forse, ma se è vero che il taglio da romanzo giudiziario con i suoi approfondimenti giuridici molto interessanti governa con giusta misura la trama del tempo presente, allo stesso modo l’atmosfera malinconica, uggiosa, apparentemente quieta che avvolge il personaggio dell’avvocato Guerrieri di ieri e di oggi, è ben dosata, molto efficace e lascia – una volta riposto il libro - un piacevole sentore: quello di poter forse cogliere ancora tanto e di più del nostro vissuto e ampliare il nostro futuro. A noi la scelta. Al di là di ogni cosa che è stata, ecco la vera misura del Tempo! Lo consiglio. Mi è spiaciuto davvero finirlo.COPERTINA:4. STORIA:4. STILE 5.

Agnese

I ricordi sono piccoli sassolini nella strada del tempo, ma talvolta rimbalzano inaspettatamente nell'oggi, lasciando segni profondi. Cosa potrebbe essere più sconvolgente che rivedere dopo ventisette anni una persona amata e scomparsa misteriosamente? L'avvocato Guido Guerrieri non solo deve affrontare una nuova sfida giudiziaria, convincere la giuria d'appello dell'innocenza di un giovane accusato di omicidio, ma deve anche combattere con i cortocircuiti della memoria generati dai ricordi del passato che si legano in modo inevitabile al presente. Mentre gli interrogatori ai testimoni si susseguono e delineano la possibilità di storie diverse, ma possibili, la mente di Guerrieri è attratta dai numerosi indizi che quotidianamente sembrano indicargli il trascorrere del tempo. Riflettere sulla propria esistenza richiede forza nel giudizio, ma soprattutto nel sopportare i lucidi squarci di comprensione e la nostalgia per i giovanili stupori trasformatisi nel ripetitivo consumarsi dei giorni. Gianrico Carofiglio con il romanzo “La misura del tempo” chiede a tutti, personaggi e lettori, di fermarsi ed esercitare il difficile dovere del dubbio. Lo fa in modo chiaro e appassionato, senza mai dimenticare quanto possa essere inesorabile il richiamo del passato. Copertina: 4 Storia:5 Stile:5

Come si difende un sospettato indifendibile? Come approcciarsi ai ricordi del passato i cui riverberi permangono nel presente?

Carofiglio, scrittore coi fiocchi candidato al Premio Strega, cerca di rispondere a queste domande non limitandosi a narrare i fatti di un giallo giudiziario - che oltretutto fa venir voglia di iscriversi a Giurisprudenza - ma riflettendo sulla ricerca della verità, che si rivela essere plurima, e sullo scorrere inesorabile del tempo.

Protagonista un avvocato penalista e la sua squadra di colleghi che si trovano a dover difendere un ragazzo che, per un concorso di circostanze sfortunate da mettere i brividi, è portato a essere il sospettato primario di un omicidio. L’avvocato è particolarmente toccato dal caso sottopostogli, dal momento che in passato la sua vita si è intrecciata con quella di Lorenza, la madre del ragazzo.
Mai scontata e mai banale, la vicenda si districa in numerosi flashback, fino a giungere all’inaspettato finale. È chiaro che l’intento dell’autore sia quello di lasciare il segno, con pillole di saggezza, citazioni dotte e riflessioni che inducono il lettore a meditare su verità scomode e amare.

Tra indagini, tribunali e processi, questo libro è per chi vuole concludere il ciclo dell’avvocato Guerrieri, ma anche chi apprezza una passeggiata sul lungomare di Bari e una libreria aperta solo di notte in cui si incontrano i personaggi più bizzarri. Dedicato a chi non smette mai di interrogarsi e ritrova frammenti del passato nella vita di tutti i giorni, si tratta di un romanzo che indubbiamente lascia la sensazione di aver letto qualcosa di vero.

di Elisa Buletti
Si ringrazia il Master Booktelling

  • Gianrico Carofiglio Cover

    Magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, Pubblico Ministero a Foggia e come Sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Bari. È stato eletto senatore per il Partito Democratico nel 2008. Il suo primo romanzo è del 2002, Testimone inconsapevole, edito da Sellerio. Con quest'opera Carofiglio ha inaugurato il legal thriller italiano. Il romanzo, che introduce il personaggio dell'avvocato Guido Guerrieri, ottiene vari riconoscimenti riservati alle opere prime, tra cui il Premio del Giovedì "Marisa Rusconi", il premio Rhegium Iulii, il premio Città di Cuneo e il Premio Città di Chiavari. Sempre con protagonista Guerrieri, da Sellerio seguono nel 2003 Ad occhi chiusi (premio Lido di Camaiore, premio delle Biblioteche di Roma... Approfondisci
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