Recensioni Il mito di Sisifo

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    11/12/2020 21:33:26

    Parafrasando il titolo di un vecchio libro di fantascienza umoristica (anzi, vecchio no, perché ha la mia età...), "Il mito di Sisifo" di Albert Camus si potrebbe forse definire "Guida galattica per i nichilisti" o, se preferite Battiato, "Breve invito a rinviare il suicidio". "L'assurdo, preso fino a oggi come conclusione, è considerato, in questo saggio, come un punto di partenza" (p. 2). "Dal momento in cui viene riconosciuto, l'assurdo diventa la più straziante di tutte le passioni. Ma sapere se si può vivere con le proprie passioni, se si può accettare la loro legge profonda, che è quella di bruciare il cuore che, nello stesso tempo, esaltano: ecco il problema" (p. 22). "Sapersi mantenere su questa cresta vertiginosa, ecco l'onestà: il resto è sotterfugio" (p. 47). Camus, il filosofo con cui berresti volentieri una birra seduti sull'orlo di un baratro. "Se fosse sufficiente amare, le cose sarebbero troppo semplici. Più si ama e più l'assurdo si rinsalda. Non è affatto per mancanza di amore che Don Giovanni va da una donna all'altra" (p. 66). "Giunge il momento in cui bisogna morire per la scena e per il mondo; e ciò che egli ha vissuto, sta di fronte a lui. L'attore vede chiaro, sente quanto ha di straziante e di insostituibile l'avventura; ora sa e può morire. Vi sono case di ritiro per i vecchi commedianti" (p. 79). "La vera opera d'arte ha sempre misura umana, e, nella sua essenza, è quella che dice meno" (p. 95). Camus, lo scrittore cui vorresti (inutilmente) che si ispirassero i critici e gli autori di manuali scolastici. "Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice" (p. 121). Camus, uno dei pochi ad aver dato senso al Premio Nobel per la Letteratura. Da leggere, da leggere, da leggere.

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    20/07/2020 07:26:51

    Libro interessante, nel quale viene analizzato il ruolo dell'assurdo in relazione al tema del suicidio. Un saggio a carattere filosofico, che va letto con attenzione e che regala diversi spunti di riflessione. Consigliato!

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    12/07/2020 09:30:15

    Libro molto interessante, di facile lettura. Consigliatissimo

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    30/06/2020 13:35:23

    In questo saggio a metà tra filosofia e letteratura, Albert Camus spiega la sua personale visione sul rapporto tra uomo e assurdo ovvero quello stato d'animo nel quale si genera una tensione tra uomo e mondo. Se è vero che l'assurdo provoca dolore e angoscia, è pur vero che la felicità stessa è assurda e l'inquietudine è all'origine di tutto ma è necessario acquisire la consapevolezza che non è importante guarire ma imparare a convivere con i propri mali.

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    17/05/2020 19:26:07

    questo libro è meraviglioso. dovete assolutamente leggerlo!

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    17/05/2020 15:57:01

    Un libro che dà spunti riflessivi alle porte di un'età che lo mette a confronto con una realtà partorita da una serie di eventi che condannano l'uomo e non le circostanze. Ognuno è libero di vivere e muoversi come più semplicemente può immaginarsi... Veramente interessante nel suo complesso e specie nel rapportare concetti a personaggi letterari come Kirillov; dando ancora più genio a menti come quella di Dostoevskij

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    16/05/2020 20:55:05

    molto bello, l'ho letto con calma per gustarmelo meglio

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    13/05/2020 11:59:44

    Opera amata e odiata al contempo, seppur prevale in me i sentimenti di interesse che ha suscitato mettendomi di fronte alla cruda realtà come Camus la descrive tramite la sua weeltaschauung. Senza concedere al lettore alcun momento di sosta ed elaborazione nonché e riflessione, le righe nude di Camus ti avvinghiano, dando origine ad una tensione interiore costante, che a tratti si rafforza (quel “divorzio” fronte all’assurdo che lega), e, anche quando apparentemente sembra che l’autore proponga un tertium di sintesi e riconciliazione, tutto risulta invano: gli opposti sono ancora lá, l’uomo, questo Sisifo moderno, deve farsi carico di sé e del propio destino, rinnovando ogni giorno una “volontà di potenza”, senza troppi tentennamenti, senza cercare di “risolvere l’assurdo” del reale raggirandolo ma tenendolo sempre a mente, imponente e ineliminabile, e, proprio perché cosciente di esso, senza cieche speranze, in un dramma dell’intelligenza, continua a lottare, senza suicidarsi (forma di rinuncia).

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    11/05/2020 22:59:39

    Unico "livre d'idées" a firma dello scrittore algerino, Il mito di Sisifo è un libro irrinunciabile per chi ha letto Lo straniero e per coloro che apprezzano Camus in generale. Chi dovesse aver concluso L'étranger con perplessità e dubbi, troverà nel mito di Sisifo il fondamento filosofico e la spiegazione che lo scrittore decide di anteporre alla sua attività di scrittore, da lui concepita come il modo più efficace di intendere la sua personale filosofia e trasmetterla agli altri. Il libro analizza letterati e filosofi e giudica i punti fallaci delle loro "dottrine", per giungere infine a una propria personale interpretazione della vita e del suo fine, tramite la riscrittura del celebre Mito di Sisifo. Consigliato a chiunque sia in cerca di risposte o voglia porsi più domande.

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    13/02/2020 16:42:07

    "l mito di Sisifo" rappresenta lo sforzo di cercare una ragione ed un significato nella propria esistenza, in mondo dove la divinita' e' muta o assente e in cui non ci sono significati sicuri, precostituiti ed assoluti. Allora perche' Sisifo e' felice di spingere il suo macigno in cima alla collina per poi ricominciare da capo lo sforzo? forse Sisifo e' Camus e l'autore cerca di descrivere se' stesso e il proprio modo di vivere: accettare e sfidare la propria sorte. Ma quello che ha senso per Sisifo potrebbe non aver senso per altri visto che manca una giustificazione razionale. E comunque come si puo giudicare se vale la pena affrontare la propria vita oppure no?

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    20/09/2019 07:42:42

    "Il mito di Sisifo" rappresenta un'esperienza filosofica morale incredibilmente feconda, in quanto la dinamicità del pensiero di Camus si vivifica e diviene concreto, attuale insegnamento. I numerosi passi ostici del saggio (pretermessi da una certa qual sbrigativa disamina dello stesso generalmente circolante) non intaccano minimamente la sua godibilità e l'intelligibilità profonda dell'impalcatura pratica delineata (poiché rivolta schiettamente alla materia viva dell'azione individuale). Un'opera che certamente rischiara la propria esistenza, se si è sufficientemente liberi di accettarne la premessa e l'orizzonte di morte che, limitandoci, riesce anche ad imprimere (la possibilità di) significatività della stessa.

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    11/03/2019 18:34:13

    Opera maestosa di Camus, un saggio sull'assurdo, pubblicato presso Gallinard quando non aveva compiuto ancora trent'anni. Negando qualsivoglia valore trascendentale alla,l vita, Camus riconosce come assurda la nostra esistenza. Presa come irrazionale, l'unica via di uscita parrebbe il suicidio. Ma il suicidio "fisico" non scioglie alcun nodo di senso; quello "spirituale", d'altra parte, tenta solo di sviare la problematica esistenziale. Cosa ci resta? La sopportazione. Sopportare la nostra esistenza è un atto di resistenza, di protesta, di ribellione nei confronti dell'assurdo, opponendo al nostro tragico destino la sua reale valenza. Non è dunque la ricerca della soluzione del problema ontologico primario (Dio o comunque un'entità corrispondente), ma l'acquisizione della libertà attraverso la rivolta dell'intensità della vita. Attraverso una serie di scritti, Camus riesce a dar vita a tale immagine, avvalendosi sia di varie posizioni filosofiche che di figure letterarie (e non). Ma quella che meglio enuclea il tutto è, per l'appunto, il mito di Sisifo. Secondo il mito, Sisifo era considerato il più scaltro tra i mortali. Grazie alla sua arguzia si rese protagonista e colpevole di varie vicende, tanto anche nei confronti degli dèi. Zeus, adirato, riserbò una punizione esemplare per Sisifo: con la sola forza fisica sarà costretto per l'eternità a far salire su un monte dell'oltretomba un enorme masso, che una volta raggiunta la vetta è destinato a rotolare nuovamente giù, per essere riportato su da Sisifo, e così via per l'eternità. Ma per Camus, Sisifo è felice, perché nella sua condanna acquista la consapevolezza dei propri limiti umani e fa proprio il suo destino. Sisifo insegna la fedeltà superiore, che nega gli dèi e solleva i macigni. Anch'egli giudica che tutto sia bene. Questo universo, ormai senza padrone, non gli appare sterile né futile. Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli,

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    08/10/2018 21:45:46

    Lo stile, ora incisivo ora evanescente, non poteva che collimare con il leitmotiv dell’opera: l’assurdo. Donde si conosce un altro Camus, sempre brillante, profondo, alla ricerca di se stesso e tuttavia sempre sulla strada del viandante: un fuggiasco che rincorre se stesso e ad un tempo si fugge. È tutta una contraddizione da risolvere, questa vita assurda. In Camus ravviso il germe più puro del genio, l’acume, l’estro poetico intessuto di candore. Io sono un camusiano

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    07/07/2017 14:29:00

    Molto profondo, anche se complicato.

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    04/05/2015 19:40:02

    Un libro davvero importante e formativo. Una volta finito, resta qualcosa, un seme di intelligenza, uno spunto di maturità, che perdurerà per tutta la vita... va' crescendo.

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    03/07/2014 10:56:53

    Un libro ricco di spunti di riflessione, sembra più una recensione/critica che un opera a sè, infatti ogni singola frase è pesata e mai l'autore si perde in fronzoli inutili. Proprio per questo non è una lettura semplice e tanto meno scorrevole, però è forse la migliore opera per comprendere la teoria dell'assurdo, proprio per il fatto che è densa di significato ma breve allo stesso momento.

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    20/03/2008 21:07:27

    E' UN LIBRO DISCONTINUO,A TRATTI LETTERARIO ,SEMPLICE,E IN ALTRI MOMENTI DI DIFFICILE LETTURA.RESTA COMUNQUE UNO DI QUEI LIBRI CHE INTERPRETANO IN MODO CRUDO IL SENSO DELLA VITA,PIU' PRECISAMENTE IL NONSENSO.

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