Morfisa o l'acqua che dorme

Antonella Cilento

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 23 gennaio 2018
Pagine: 403 p., Rilegato
  • EAN: 9788804685562
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    annalisa

    12/06/2018 07:57:40

    Mi spiace ma per quanto mi avesse attirato e intrigato la trama, alla fine mi sono arresa a metà libro. In breve non riuscivo proprio a concentrarmi sulla storia che mi è sembrata un inseguirsi di fatti e personaggi totalmente slegati. Forse più avanti lo riprenderò in mano, ma per ora non ne consiglio la lettura

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    Alberta

    16/01/2018 09:26:27

    Da tempo aspettavo il nuovo romanzo di Antonella Cilento, una scrittrice che racconta Napoli come pochi altri hanno fatto. Attenderò l'uscita di questo libro con impazienza.

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In questo suo ultimo romanzo, Antonella Cilento sceglie una collocazione temporale alquanto impegnativa, ovvero il passaggio tra l’Alto e il Basso Medioevo, quando intorno al ducato di Napoli si davano battaglia tanti, troppi contendenti: dai bizantini ai normanni, dai longobardi agli arabi. Materia quanto mai propizia alla narrazione avventurosa, ma occorre tener presente che ogni avventura, in questa trama, è cucita con il filo variopinto degli innumerevoli riti e miti di Napoli, fra sirene e sibille, San Virgilio e San Gennaro. E particolarmente interessante risulta la doppia prospettiva incarnata dai personaggi principali che l’attraversano, in mezzo a una folla di comprimari e semplici comparse: da un lato Teofanès Arghìli, poeta di corte bizantino devoto al culto delle storie, e dall’altra Morfisa, che di tutte le storie è fonte primaria.

L’occasione che li fa incontrare è l’incarico affidato a Teofanès di portare a Costantinopoli la primogenita del duca Giovanni, come sposa per l’imperatore. Ma quando sbarca a Napoli, la testa dorata della promessa sposa è la prima cosa che vede, impigliata nella rete d’un pescatore: e non immagina nemmeno, il povero Teofanès che questa sarà soltanto la prima delle sorprese che la città di Partenope gli riserverà. Succedono cose ben strane : ci sono monache che s’alzano in volo, sibille in bottiglia, fontane che hanno il potere di trasformare maschi in femmine, aquile, cinghiali e balene che si materializzano dal nulla, acque che fanno viaggiare nel tempo e nello spazio. E a questa che si preannuncia come autentica festa dell’immaginazione presiede lieta e imperturbabile Morfisa, l’eroina che non t’aspetteresti. Perché Morfisa è creatura ibrida al di fuori d’ogni canone, con il visetto scuro di araba, un’espressione dolcissima da Madonna bizantina, lo sguardo malizioso e l’eloquio schiettamente napoletano, i piedini monchi che aspettano la notte per distendersi prodigiosamente nella corsa (...).

Recensione di Maria Vittoria Vittori

 

«Chi è quell'individuo?»
L'anziano maître si liscia la giacca con la mano per mascherare il fastidio. Parla a voce bassa, il servizio è in corso.
«È un mese ormai che viene qui...»
Il giovane cameriere sussurra la risposta senza guardarlo, attento alla sala: «Chi? 'O professore?».
«Quel relitto un professore?»
E si sporgono per un istante verso la ringhiera della terrazza panoramica dell'hotel, brulicante di turisti a colazione. A un tavolino, intorno al quale si è formato il vuoto, siede uno gnomo abbronzato in caffetano d'oro, un fez rosso in testa, l'indefinibile età di una giovane mummia.
Al mercato nessuno lo noterebbe, somiglia a un vecchio ruffiano, a un materassaio egiziano, ma in un ristorante di lusso è come un pugno in un occhio. «Maître, un minuto e se ne va. Il professore Contostefano prende solo un caffè da noi, tutte le mattine...»
«Lo so» l'interrompe il vecchio, arricciando i baffi tinti. «Lo so che se ne va. Il problema è che viene... Perché proprio qui?»
«Dice che fa la guardia al mare» sussurra il cameriere stringendosi nelle spalle mentre riempie un piatto di filetti di trota. «Dice che aspetta una...»