Morte di un antiquario

Paolo Regina

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Editore: SEM
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 456,47 KB
Pagine della versione a stampa: 234 p.
  • EAN: 9788893900751
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Gaia la libraia

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Che cosa distingue l’antiquario dal semplice collezionista? Il gusto della ricerca tra le cose dimenticate alla scoperta dell’oggetto unico e magari irripetibile, prezioso. Ma anche la suggestione per il mistero che avvolge gli oggetti perduti e poi ritrovati: da dove vengono, chi li ha posseduti, quanta passione o dolore hanno ‘visto’. Testimoni muti delle vite passate, gli oggetti antichi attraversano il corso del tempo con il loro carico di segreti. Uber Montanari, tra tutti gli antiquari, è il più solitario, il più geloso delle scoperte che ha fatto, il più misterioso. Quando viene ritrovato cadavere nella sua bottega, a Ferrara, in molti si domandano quali tesori siano all’inizio della sua sventura. Gaetano De Nittis è un brillante capitano del Corpo più ‘odiato’ d’Italia: la Guardia di Finanza. D’origine pugliese, da poco trasferito a Ferrara, ama la buona cucina, cioè solo quella della sua terra, e odia l’agrodolce estense. Ha poco tempo libero e lo dedica tutto alla sua vera passione: la chitarra e lo stile blues del grande B.B. King, il suo idolo. È lui a scoprire, durante un’indagine di routine, il corpo di Montanari, l’antiquario dalla personalità ambigua, protetto da esponenti dell’alta borghesia ferrarese con cui aveva rapporti d’affari non sempre limpidi. Tra i molti segreti di questa vicenda, raccontata con calibrata maestria da Paolo Regina, il primo sta proprio nella vita dell’antiquario, coltissimo e misantropo, e nel suo insaziabile desiderio di collezionare opere d’arte proibite.
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  • La caratteristica che più ho amato in Morte di un antiquario è l'imprevedibilità; ossia il fatto che quando credevo fosse tutto concluso e risolto (oltretutto dopo un'indagine ricca di colpi di scena), proprio nelle ultimissime pagine, scopro un finale alquanto scioccante che mi ha fatto pensare: "ah però, questa si che è stata una bella lettura!".

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    Valentina Sanzi

    18/09/2018 09:23:21

    Dai tratti tipici di un giallo capace di destare i migliori sospetti, Morte di un antiquario accoglie il lettore in un'atmosfera calda, seducente e a tratti opprimente in grado di insinuarsi sotto ogni centimetro della sua pelle, cullandolo verso un mondo, quello dell'antiquariato, e all'interno dei più reconditi vicoli di una città dalla bellezza inestimabile, come quella di Ferrara, con una forza tale da riuscire a renderne alla perfezione ogni singolo dettaglio. Fascino, questo, che la cittadina estense esercita anche sui protagonisti della vicenda, due personalità apparentemente differenti, ma accomunati da un amore indissolubile per il proprio lavoro: Uber Montanari da una parte e Gaetano De Nittis dall'altra. Saranno poi le attitudini e l'indole delle persone a trovare in Paolo Regina un narratore attento e mai scontato: soffermandosi più volte sulla natura degli animi umani nel susseguirsi della vicenda, l'autore riesce infatti ad elevare il suo romanzo ad un qualcosa di più di un semplice giallo trasformandosi, quasi in un sociologo, in uno studioso di una piccola realtà resa fin nel più piccolo dettaglio. Il tutto senza mai distogliere l'attenzione sul crimine che ha portato, di fatto, il capitano De Nittis nella vita quotidiana di un lettore che mai si sarebbe aspettato di trovarsi davanti ad una trama così ben congegnata capace, dalla prima all'ultima pagina, di stregarne il cuore. Ma è nello stile magico dell'autore che tutto si compie, che Ferrara diventa viva al di là del mero inchiostro, che i personaggi si muovono come fossero entità reali, in grado di respirare, esistere e morire, in un turbinio di emozioni capace di far innamorare anche chi la città la assapora quasi ogni giorno. Ed è nella semplicità di un narrare calmo, senza riserve, ma incredibilmente ammaliante che Paolo Regina conquista i suoi lettori.

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    RossaMina

    28/08/2018 06:21:44

    Carino questo libro! Pensavo fosse un ferrarese che rendesse omaggio alla sua città, scopro invece che è un pugliese trapiantato in Emilia (proprio come il protagonista), che sottolinea i pregi (più della prima terra) e i difetti (più della seconda, magari non saranno contenti i suoi attuali conterranei...), che si permette di chiamare "terroni" i meridionali, che manifesta l’amore per la cucina, la musica, l’arte, la letteratura, l’animo umano. Per quanto riguarda la storia è cambiato il soggetto (ufficiale di GdF) ma la storia è sempre quella: da solo, in una città lontana, con donne in ogni porto...

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    Federica lettrice.senza.tempo

    27/08/2018 14:00:54

    Morte di un antiquario' è stata una lettura davvero bellissima. Un giallo ricco di suspense che alterna momenti ironici e divertenti senza mai perdere di vista il caso e le indagini del capitano De Nettis. Ho adorato i personaggi, la trama e il finale a dir poco inaspettato. Le atmosfere che ricordano un po' le fiction televisive che più amo mi hanno davvero fatta innamorare di questa lettura che vi stra consiglio. Io sono già in attesa di un altro caso di De Nettis 4 stelline e mezzo Recensione completa presente sul blog lettricesenzatempo.wordpress.com

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    Sagitta71

    23/06/2018 19:39:20

    Libro scritto molto bene, che si legge tutto d’un fiato e che lascia il desiderio di leggere il seguito, speriamo presto! Consigliatissimo!

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    Azzurra

    06/06/2018 13:20:42

    La prima cosa che mi ha colpito di “Morte di un antiquario” è stata la copertina (a onore del vero, sono tutte belle quelle della casa editrice SEM, se non la conoscete vi invito a dare una sbirciata sul sito). A quel punto ho letto la sinossi del romanzo e subito mi ha incuriosita la scelta di avere come protagonista un finanziere, un capitano del corpo “più odiato” d’Italia, come si legge nella trama. Io aggiungo anche “meno conosciuto” e su cui è facile emettere sentenze. Paolo Regina, nel suo esordio come autore, ha fatto emergere entrambi gli aspetti: sia il pregiudizio, lo sguardo storto e preoccupato che riceve De Nittis ogni volta che si qualifica; che il lavoro della Guardia di Finanza, che di certo non si limita a controllare fatture o scontrini. Il capitano Gaetano De Nittis è uno che non molla. Ostinato, curioso, con un forte senso di giustizia che deriva da vicende familiari; un uomo del Sud trasferito al Nord, in una città di provincia abilmente dipinta dall’autore, nei suoi pregi e nei suoi difetti, che si rispecchiano nel carattere dei suoi abitanti. "Ferrara è di una bellezza discreta, nascosta. Il meglio è celato all’interno, nei parchi dietro austeri portoni, nelle sale affrescate sui soffitti lignei di saloni sconosciuti ai più. Una “prudente” sobrietà nasconde lo sfarzo, perché l’ostentazione attira le maldicenze, l’invidia, l’attenzione. È l’urbanistica che ha influenzato le persone o viceversa?". In “Morte di un antiquario“, con la sua bicicletta o con il suo “motore” (io sono siciliana come Rosa, quindi passatemi il termine!), De Nittis ci mostra Ferrara e i dintorni, accompagnato spesso dal giornalista Bonfatti, una vecchia volpe che conosce uomini e cose. “Gaetano, a Ferrara tutti sanno che uno ha pisciato ancora prima che abbia finito di scrollarselo”. Insieme cercheranno di far luce sulla morte di un antiquario, scavando nel tessuto sociale della città, nelle fitta rete di relazioni il più delle volte taciute, anche se conosciute

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