La mostra delle atrocità

James G. Ballard

Traduttore: A. Caronia
Editore: Feltrinelli
Edizione: 5
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 195 p., Brossura
  • EAN: 9788807885648
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Descrizione
L'opera che ha consacrato Ballard autore di culto, formidabile visionario, profeta dei destini del mondo. Un'opera totale che fonde la forma del romanzo, le cadenze del saggio e un apparato di note ricco come un romanzo nel romanzo, come una lucida summa delle icone della contemporaneità. Protagonista un uomo dal carattere sfaccettato e dai molti nomi (Travis, Talbot, Traven, Tallis, Talbert, Travers), e intorno (o dentro di lui?) un universo stravolto e artificiale: celebrità anatomizzate, fantasie oniriche e libere associazioni, crudeltà e pornografia, civiltà e inferno. "Qual è il reale significato della morte di Marilyn Monroe o dell'assassinio di Kennedy? Come agiscono su di noi a livello neurale, a livello dell'inconscio? Questi eventi dei media, il suicidio della Monroe, l'assassinio di Kennedy, l'elezione di Reagan (riportata nel libro quindici anni prima dell'evento reale) hanno qualche significato nascosto nella nostra mente, influenzano la nostra immaginazione secondo modalità impreviste?" (J.G. Ballard)

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    M.Cristina

    20/09/2018 15:43:45

    Sconfitta per abbandono. L'ho acquistato perchè amo molto Ballard, ma non sono riuscita a finirlo: l'ho trovato noioso, pesante, incredibilmente ripetitivo, crudo, violento, con il solo apparato di note, sparpagliato in mezzo ai frammenti, che si salva. E' come se Ballard avesse giocato permutando un piccolo numero di elementi - personaggi, situazioni, oggetti - nel maggior numero di combinazioni possibili, mettendo poi in fila i risultati, che consistono in quadretti sempre più truci, sanguinolenti, atroci, appunto. E' davvero, letteralmente, una mostra delle atrocità, che dopo un po' risulta francamente indigesta e nauseante. La tesi di fondo di Ballard è che il falso moralismo che impone di non mostrare le atrocità in tv è dannoso, in quanto mette "la sordina alla coscienza civile" e fa sembrare "un incidente aereo in fondo ( ) un avvenimento eccitante". Ma la sovraesposizione a immagini e concetti truci e violenti puo' ottenere due effetti diametrali e altrettanto poco auspicabili: che la soglia del tollerabile si alzi sempre più, costringendo quindi ad aumentare ulteriormente il carico di atrocità per tener desta l'attenzione (che è esattamente ciò che va succedendo da un pezzo nei media); oppure che lo spettatore/lettore si rifiuti di andare oltre e spenga la tv/chiuda il libro (come è successo a me). In entrambi i casi, cioè perchè assuefatto o perchè fuggito, il pubblico viene reso incapace di cogliere il reale significato degli avvenimenti. E questo può fare molto comodo, almeno in certe sfere.

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