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Eduard Mörike

Editore: Passigli
Collana: Le occasioni
Edizione: 3
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 127 p. , Brossura
  • EAN: 9788836807048
Usato su Libraccio.it € 4,59

Scritto nel 1856, Mozart in viaggio verso Praga è forse la migliore, certo la più famosa, delle opere di Eduard Mörike. Lo spunto del racconto è già del tutto nel titolo: vi si narra, infatti, il viaggio che Mozart intraprese in compagnia della moglie Costanza alla volta di Praga, nell'autunno del 1787, in occasione della prima rappresentazione del Don Giovanni. Siamo ben lontani, tuttavia, dal racconto storico; a Mörike non interessa la realtà di quel viaggio ed anche nella ricostruzione dei personaggi non c'è alcun intento documentaristico. Quel che importa a Mörike è invece di rivivere e far rivivere la sensibilità gaia e tragica insieme del grande musicista, in un idillio settecentesco pieno di malinconia e di grazie. E forse è proprio questa la ragione della fortuna e, se si vuole, della modernità di questo racconto: la capacità dello scrittore di calarsi interamente nella personalità che ritrae, suggerendole modi d discorsi che, se non sono mai esistiti nella realtà del personaggio storico, appartengono comunque al suo mondo, all'eco non meno reale che l'opera di Mozart ha saputo trasmetterci.

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    stefano pelagatti

    08/11/2015 10.23.53

    La contraddittorietà dei tedeschi è messa bene in luce da Goethe nella n° 160 delle sue massime, la' dove parla del vocabolo francese " tournure" che sarebbe " ...la presunzione temperata dalla grazia. I tedeschi non possono avere tournure: la loro presunzione è dura e aspra, la loro grazia è mite e umile: l'una esclude l'altra, e non si possono accoppiare". Quindi, da una parte il militarismo prussiano, dall'altra Eduard Morike. "Mozart in viaggio verso Praga" è uno dei più puri idilli di tutta la letteratura Tedesca; come tutti gli idilli , contiene un fondo tragico, che si svela però soltanto nelle ultime quattro pagine, sotto forma di presagio. Mozart non si sta semplicemente allontanando da un lieto convivio, ma sta andando incontro alla morte, perché un dio geloso già lo richiama presso di se'. Dal brivido sinistro che pervade il tratto finale, deriva al resto dell'opera tutta la sua luce.

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