Muhammad Ali. Impossibile è niente - Thomas Hauser - copertina

Muhammad Ali. Impossibile è niente

Thomas Hauser

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Traduttore: Elena Cantoni
Editore: Piemme
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 23 giugno 2016
Pagine: 586 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788856646962
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Raccontata da Ali stesso e dalle voci delle persone che l'hanno conosciuto e frequentato fino all'ultimo, questa è la biografia ufficiale di un uomo che, sia incrociando i guantoni che nelle battaglie del quotidiano, è stato davvero "Il Più Grande".

«Un libro magnifico, vi interessi o meno la boxe.» - The Boston Globe

«Commovente, divertente e pieno di speranza.» - The New York Times

Impossibile è solo una grossa parola pronunciata da piccoli uomini, che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato piuttosto che lottare per cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto. È un'opinione. Impossibile non è una regola. È una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre. Impossibile è niente.»

Il pugile più grande di tutti i tempi è nato il giorno in cui un dodicenne in lacrime è entrato in una palestra per imparare a tirare pugni e farla pagare allo sconosciuto che gli aveva rubato la bicicletta. In pochi anni, quel ragazzino venuto al mondo col nome di Cassius Clay è diventato una leggenda immensa, fuori e dentro il ring, l'unico a cui la gente rivolgeva domande come a un filosofo. Da quando, giovanissimo, ha fatto irruzione sulla scena mondiale alle Olimpiadi di Roma, conquistando l'oro, la storia della boxe è cambiata, e non solo quella. Tre volte campione mondiale dei pesi massimi, non ha solo portato grazia e bellezza sul quadrato, ma si è imposto come leader per le sue affermazioni lapidarie, le sue scelte coraggiose, le sue battaglie civili. "Nessun vietcong mi ha mai chiamato negro" dichiara quando rifiuta di andare a combattere in Vietnam, decisione che gli costa la revoca del titolo mondiale e della licenza sportiva, e una condanna a cinque anni di carcere. Pochi anni prima aveva ripudiato il suo "nome da schiavo" per prendere quello di Muhammad Ali, aveva stretto amicizia con Malcolm X e Martin Luther King ed era diventato il campione della lotta alla segregazione razziale nel suo paese e nel mondo. Fedele alla sua massima - chi a 50 anni vede il mondo come a 20 ha sprecato 30 anni di vita - Ali da campione irruente e spaccone si è fatto un uomo saggio, ascoltato dai grandi della Terra, promotore di pace e solidarietà. Dopo il ritiro, ha continuato a usare la sua fama e persino la sua malattia, il Parkinson, per combattere le disuguaglianze. Ha partecipato a missioni umanitarie in Afghanistan e nella Cuba sotto embargo, è stato uno dei primi a visitare Nelson Mandela dopo la liberazione, ha ottenuto da Saddam Hussein il rilascio di 15 ostaggi poco prima della guerra del Golfo.
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Impossibile è solo una grossa parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto. È un’opinione. Impossibile non è una regola È una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre. Impossibile è niente” (Muhammad Ali)

Cassius Marcellus Clay Jr, più popolarmente conosciuto come Muhammad Ali, (Louisville, 17 gennaio 1942 – Scottsdale, 3 giugno 2016), è stato uno dei più grandi pugili che la storia americana e mondiale abbia mai visto. Ali iniziò ad avvicinarsi al pugilato a soli dodici anni, in seguito al furto della sua bicicletta. Con quel primo passo sul ring iniziò una lunghissima carriera che lo vide subito a 18 anni diventare campione olimpico ai Giochi di Roma nel 1960 e quattro anni dopo a Tokyo; a soli 22 anni conquistò il titolo mondiale mettendo al tappeto il campione in carica Sonny Listo.

Il pubblico nell’arena tifava per al novanta per cento per Ali, ma a me non fece né caldo né freddo. Una volta salito sul ring, era un incontro come qualsiasi altro. Per quanto l’avversario fosse Ali, non combattevo contro un simbolo: affrontavo un pugile, un uomo con due braccia e due gambe come me” (p. 225)

Ali diventò in poco tempo una figura di rilievo non solo nel mondo sportivo, ma anche in quello politico durante gli anni in cui la razza afroamericana sgomitava, e non poco, per avere pochi diritti nel mondo americano ancora fortemente razzista e classista. Il suo ego, il suo modo di porsi e parlare alle persone, la sua caparbietà e anche sfrontatezza lo fecero diventare un caso mediatico, fino ad arrivare a stringere rapporti d’amicizia con Malcolm X e Martin Luther King.

Neanche il Parkinson, riscontrato nel 1984, riuscì a metterlo al tappeto, poiché anche se si ritirò dalla vita sportiva, rimase comunque portavoce e simbolo della lotta razziale e di problemi sociali dei più poveri fino alla sua morte il 3 giugno 2016.

Nei giorni precedenti l’incontro, Ali fece del suo meglio per solleticare l’intersse del pubblico. Appioppò all’avversario il nomignolo di “Pellicano”, per la mascella sporgente, e promise di stenderlo con una nuova tecnica pugilistica: l’agopuntura” (p. 364)

La biografia di Muhammad Ali, scritta dal giornalista Thomas Hauser, può essere considerata come reperto storico e non come libro in sé. Racchiude infatti le opinioni “genuine” non solo del campione sportivo, ma anche di moltissime persone che hanno orbitato intorno a lui: da gente dello sport, a persone poltiche, alla famiglia, amici. Mostra nel suo insieme le molte facce dell’atleta, uomo, simbolo e caso mediatico, mostrandoci senza veli la sua vera identità.

Per tutto il tempo in cui mi impedirono di combattere, io mi sentii sempre il campione del mondo dei pesi massimi, a prescindere dalle dichiarazioni delle autorità sportive. Poi persi contro Joe Frazier. A ferirmi non fu la perdita finanziaria né i colpi incassati: fu di non avere più diritto al mio titolo“(p. 249)

Recensione di Marco Cattaneo

  • Thomas Hauser Cover

    Thomas Hauser (New York, 1946) è scrittore e giornalista. Tra i suoi lavori, anche il libro nominato al Pulitzer e al National Book Award da cui il regista Costa-Gavras ha tratto il film Missing, vincitore della Palma d'oro a Cannes. Per Piemme ha pubblicato Muhammad Ali. Impossibile è niente (2016), biografia ufficiale del pugile. Approfondisci
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