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Claretta Petacci

Curatore: M. Suttora
Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2009
Pagine: 503 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817037372

Recensioni dei clienti

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    giuliog02

    19/05/2012 18.35.25

    Per me é un falso, prodotto dopo la fine della guerra. In primo luogo l'acuta osservazione, presente nei commenti: " Perché mai Claretta, che era stata preavvertita per tempo che avrebbe lasciato Gardone per la Spagna ( questa era la meta originariamente prevista ), avrebbe lasciato i diari a Gardone ?..". Una i diari se li porta appresso! In secondo luogo questi diari sono emersi alcuni anni dopo la guerra, mi pare nel 1948. Io, che sono del posto, ricordo benissimo che venivano dati per falsi da tutti nell'ambiente professionale ( medici, avvocati, ingegneri, imprenditori ). Colui che disse di averli avuti in consegna ebbe le sue grane con le autorità. Oltretutto era una persona, ben conosciuta, sicuramente simpatica, ma che notoriamente faceva fatica a mettere assieme il pranzo con la cena. In terzo luogo il lessico, spaventosamente povero. In quarto luogo la mancanza assoluta di qualsiasi descrizione di luoghi citati ( e sono località di straordinaria e varia bellezza, che colpiscono l'animo umano, da quello del poeta amante della natura al razionale geometra ). Come se chi li cita nei diari non ne abbia conoscenza alcuna. In quinto luogo la sgangherata povertà delle osservazioni di Mussolini su fatti di rilevanza militare, strategica, geopolitica. Pur acconsentendo al fatto che a riportarle sia una giovane diplomata ( ma di famiglia medio-alta, con un padre medico, un fratello studente di medicina e un fidanzato pilota della Regia Aeronautica ), trovo che vi sia un abisso tra ciò che scrive la presunta Claretta e ciò che possiamo trovare riportato da Margherita Sarfatti in DUX circa le valutazioni di Mussolini su determinati argomenti di rilevante pregnanza. La diversità tra le due signore é grande, ma non tale da giustificare una simile differenza nel riportare il pensiero dell'amante. In sintesi: opera di dilettanti, di basso livello culturale, non al corrente di fatti rilevanti (noti al duce, ma non alla gente comune ).

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    Matteo

    25/12/2011 22.03.05

    la lettura lascia perplessi ed increduli. La smitizzazione è forse troppo forte per attribuire veridicità alle descrizioni.

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    Antonio L.

    10/03/2011 16.20.23

    Potrebbe essere un falso ma a che pro nel 43-45? Difficile perder tempo,ricordando date,simulando pensieri e calligrafie,se non sai se domani sei ancora vivo o ti pagheranno.E poi per salvare chi?A fine libro nessuno ne salta fuori bene.E' una desolazione totale.Mussolini sembra un malato di sesso da ricovero,oltrechè completamente avulso da conoscenze militari o economiche.Preoccupato solo da quel che scrivono i giornali francesi.Una probabile macchietta per le cancellerie di tutto il mondo e con una vita privata utillisima per i relativi servizi segreti.Claretta invece ricorda una calcolatrice,un automa.Ma anche una che dietro a tanti struggimenti condivideva con la sua preda un ego smisurato e un opportunismo meticoloso.Una bella ragazza ossessivo-compulsiva,viziata e con una cultura nozionistica anni '30.Caratteristiche che non sono in contraddizione con una famiglia di provenienza tutta casa e chiesa,ma poi ben felice di ricevere sottobanco regalie e privilegi.Date,orari,numeri,nomi..sembra una schiava del diarino che però come tutti i diarini,posson tornar utili per ricatti o memorie future.Le persone gelide son sempre esistite,esattamente come fama e potere tante volte ne esaltano ancor più i lati negativi.Basta leggere le lettere dell'imperatrice Aleksandra Fëdorovna Romanov o le memorie di Casanova.Tutta gente arida,anche se magari sempre infatuata di qualcuno,ma non per questo stupida o che è inutile leggere.Anzi,è molto interessante.Mal che vada si conferma quella preziosa legge scientifica: quando uno ha tutto,alla fin fine non possiede nulla (e finisce anche male).

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    linda

    27/11/2010 15.13.49

    Libro decisamente strano. Non convincente. Si riduce a una forma di diario monotematico, quasi ossessivo, sui rapporti di Claretta con M, le scenate di gelosia per i tradimenti continui e negati, le citazioni dei nomi delle amanti, passeggere o meno, con i commenti del caso. Lasciano perplessi la prosa, lessicalmente povera, e la mancanza di trascrizione nel proprio diario di quelle sensazioni personali quali profumi, suoni, lame di luce, ombre, odori degli ambienti naturali in cui Claretta ha trascorso momenti d'amore con l'uomo amato. Una giovane donna non può non averne sensazione e non può non collegarli con il suo stato di gioia e di slancio emotivo! Così come sono praticamente assenti descrizioni precise dei luoghi romantici, in Abruzzo o sul litorale laziale, in cui la coppia é stata e si é profusa in effusioni amorose. I commenti sulle situazioni politiche e, in specie, quelle sulle avventure militari in cui il regime era coinvolto sono poca cosa. A volte pare che M si esprima con linguaggio da bar, molto basico, e non da valente giornalista, oltre che di uomo di governo, uso ad incantare le folle con la sua oratoria. Mancano del tutto note approfondite su aspetti rilevanti di politica internazionale. Circa la guerra di Spagna non appare alcun commento sugli inciampi all'avanzata delle truppe italiane, soprattutto niente di niente sulla sconfitta di Guadalajara (di cui il popolo non era al corrente, ma M sì!). Questa sconfitta impedì il raggiungimento del sogno del Duce che fossero le nostre truppe ad entrare per prime a Madrid. Possibile che M non si sfoghi con la donna cui lo lega un affetto profondo e con cui trascorre momenti di reale benessere psicofisico? Per questi motivi propendo per la tesi, già esposta, che si tratti di una falsificazione, operata nell'immediatezza della fine della guerra. Oltretutto, lasciando - preavvertita per tempo - Gardone per abbandonare definitivamente l'Italia, perché Claretta non avrebbe portato con sé i diari?....

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    giuliog02

    21/11/2010 20.30.23

    Non c'é nessuna descrizione ambientale. Possibile che in una ragazza innamorata luoghi incantevoli, panorami, situazioni che colpiscono più sensi contemporaneamente, e vissuti con l'amato, non generino sensazioni degne di ricordo? A me pare umanamente impossibile. Questo testo o é scritto da un automa o da un/a falsario/a ignorante, monotematico/a, che - col paraocchi - persegue i suoi obiettivi di produrre rapidamente un testo vendibile. Il lessico é terribilmente povero. E' difficile credere che appartenga ad una ragazza, mediamente istruita (licenza magistrale), che viveva a Roma in una famiglia borghese, con un padre Archiatra pontificio e un fratello studente in Medicina! Inoltre, le osservazioni, attribuite a Mussolini, relativamente alla guerra di Spagna sono di un livello da Bar Sport (allora dopolavoro), di uno spessore infinitamente inferiore a quelle riferite da Margherita Sarfatti in DUX (Ed. A. Mondadori, Verona - 1930), relativamente alle considerazioni strategiche e/o geopolitiche di Mussolini circa la Grande Guerra. Ricordo, inoltre, per averlo vissuto in diretta, che Carlo Cervis fu arrestato per il possesso di questi diari, mi pare fosse il 1948, e già allora si ipotizzava che fossero dei falsi.

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    Nicole

    21/11/2010 20.14.27

    Quando leggo libri su personaggi storici,non mi interessano molto i fatti della vita politica,noti a tutti,ma sono interessata al lato privato del personaggio.Quindi da una parte questo libro mi ha accontentata in pieno,però devo dire che è monotematico e ripetitivo.Si parla quasi sempre e solo della Petacci che scopre i tradimenti del "suo"duce e lui che sistematicamente nega,sembrando spesso un adolescente....Nelle restanti parti i due si parlano amorosamente,da un momento all altro mi aspettavo di leggere MI AMI?MA QUANTO MI AMI?Un pò infantile,e di certo inaspettato da un dittatore che all epoca aveva più di 50 anni.Leggendolo ho pensato spesso che se un domani pubblicassero i diari che ho scritto io,sarebbero più avvincenti e interessanti.In definitiva però non è proprio da buttare,se non altro ho conosciuto un lato di Mussolini davvero inedito.

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    Ale

    28/10/2010 10.43.58

    Non concordo con il lettore che ha lasciato l'unico commento a questo diario; commento che, peraltro, è parziale perchè il lettore non ha ultimato il libro e, probabilmente, non ha potuto constatare che alla fine del testo erano riportate le foto dei diari originali e i ringraziamenti agli Archivi che li conservano. Il libro è, peraltro, presentato dal nipote della Petacci. Sulla qualità dello stile, direi scarso, penso che nulla si possa obiettare, considerando che Claretta scriveva per se stessa e, prima di tutto come donna innamorata e, principalmente, interessata alle amanti che il duce continuava ad avere nonostante professasse il contrario. Credo che la giovane età di Claretta sia molto visibile nei primi anni del diario, perchè nella parte successiva, si percepisce un cambiamento ed una maggiore attenzione agli aspetti politici che pur rimangono in secondo piano. Il ritratto che esce di questa donna è quello di una donna infatuata fino all'oblio di se stessa, adorante un uomo che, nelle pieghe della vita privata si svela come piegato all'ineluttabilità della vecchiaia che forse spera di combattere con la giovinezza di questa fedele amante. Rimane un documento interessante non tanto dal punto di vista politico quanto umano, fermo restando che i diari ancora secretati, forse, nascondono proprio quell'aspetto politico e storico che questi vedono in secondo piano. Comunque da leggere.

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    Giulio Gentili

    23/12/2009 18.05.20

    Una schifezza unica. Un testo assai dubbio per un'infinita serie di ragioni. Monotematico, ossessivo, privo di slanci e di visione, dal linguaggio insignificante proprio di una lettrice di Grand Hotel e non della cultura che respira una ragazza con un padre importante medico, un fratello studente in medicina e poi chirurgo, un fidanzato, poi marito, pilota della Regia Aeronautica. Propendo per uno scritto apocrifo, di persona di bassissima cultura e ristretti interessi, per ipotesi da approfondire forse di quei poveri cristi dei Cervis. Non c'é un riferimento tecnico nel linguaggio di Claretta che si riferisca agli aspetti aviatori del fidanzato, o medico-clinico (se non a livello di vulgata popolare) relativamente a Mussolini ed ai loro rapporti sentimentali/erotici/di viaggio. Non c'è descrizione di ambiente, di luogo, di natura in cui lei si trova, sola, o col suo Benito. Insomma un testo scritto da qualcuno che non conosce, neppure in cartolina, i dettagli e gli orizzonti dei luoghi citati. Inoltre non ci sono particolari strategici/politici e note sulla guerra in Etiopia ( e qualche preoccupazione doveva pur averla in merito il Duce ! ) e quelle sulla guerra di Spagna sono di infimo ordine, banali, sottacenti le dovute preoccupazioni di Mussolini per la sconfitta a Guadalajara delle nostre truppe. Insomma, chi ha scritto queste memorie, a mio avviso, non ha neppure un minimo di cultura e di visione militare/strategica/economica. 21 Euro buttati. Non sono riuscito ad andare oltre pagina 208.

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