Categorie

Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 118 p. , Brossura
  • EAN: 9788806220525

Premio Giorgio Scerbanenco - La Stampa 2014 per il Miglior Romanzo Noir italiano edito.

«Questa è la cosa più vicina a un poliziesco classico che abbia mai scritto». Carofiglio parla in questi termini a proposito di Una mutevole verità, il suo libro pubblicato con Einaudi. E in effetti questa è la prima grande sorpresa in cui si imbatte il lettore che di Carofiglio si era fatto sostanzialmente l’immagine di uno scrittore di noir. Tanti sono gli aspetti che fanno propendere questo breve romanzo verso il poliziesco, inserendolo così nella tradizione classica di Sciascia e Scerbanenco, o a guardar più vicino, di Camilleri e Lucarelli.
Ci lasciamo alle spalle l’avvocato Guido Guerrieri, a cui però Carofiglio sembra essere ancora legato (lo dimostra la presenza di un suo cameo nel libro) e conosciamo un nuovo malinconico personaggio: il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, un piemontese trapiantato a Bari.
Non è la prima volta che incontriamo un carabiniere come protagonista dei romanzi di Carofiglio, già ne Il silenzio dell’onda c’era un maresciallo italo messicano, ma questa volta la scelta del personaggio non è casuale visto che siamo nel Bicentenario dei Carabinieri e l’edizione del libro è stata realizzata in collaborazione con l’Ente editoriale dell’Arma.
L’ambientazione resta la stessa di tutti gli altri romanzi: la Bari tanto cara allo scrittore.
Siamo alla fine degli anni Ottanta e Fenoglio si trova ad indagare su un omicidio dove tutto sembra chiaro sin dall’inizio e la soluzione pronta ad arrivare.
Un uomo, dal trascorso torbido, viene ritrovato morto nella sua abitazione, colpito alla gola con un coltello. C’è un testimone chiave: un’anziana vicina che ha visto un ragazzo correre via dall’appartamento della vittima e buttare qualcosa nel cassonetto della spazzatura per poi allontanarsi, in tutta fretta, in macchina.
Il maresciallo fruga nella spazzatura e trova l’arma del delitto, a questo punto con le impronte digitali e la testimonianza della vicina l'indagine volge al termine: gli indizi portano a Nicola Fornelli, un giovane della zona, un ragazzo di buona famiglia. Tutto liscio. Caso chiuso. Ogni cosa è chiara, non fosse che al principale sospettato manchi qualsiasi movente per commettere il delitto. È un’indagine troppo facile per essere vera, Fenoglio sa che qualcosa non quadra, ed è deciso ad andare fino in fondo. Perché un buon investigatore non può sottrarsi alla ricerca della verità, anche se sarebbe meno faticoso accontentarsi della spiegazione più semplice. Il maresciallo intuisce un’incoerenza, un elemento dissonante. La dote dello sbirro è proprio questa: andare alla ricerca delle discontinuità, delle note discordanti. Fenoglio percepisce quello che agli altri sfugge, le presenze o le assenze, come accade nel suo racconto preferito di Sherlock Holmes, Silver Blaze. Sarà proprio la ricerca costante dell’elemento discontinuo che consentirà a Fenoglio di affrontare un’indagine già incanalata nel suo binario e dimostrare quanto mutevole sia la verità. Questo nuovo investigatore, malinconico e misericordioso al punto da ricordare Jules Maigret, rispecchia quelle che per l’autore sono le migliori caratteristiche di un detective: la capacità di dubitare e di non affezionarsi alla prima tesi; il senso dell’umorismo; il saper guardare le cose da un punto di vista diverso.
Fenoglio incarna alla perfezione tutti questi aspetti, ma è anche uno che non dà giudizi morali sull’umanità ed è cosciente che siamo tutti fragili. Un personaggio a tutto tondo vero e indimenticabile di cui speriamo di sentir ancora parlare.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    AdrianaT.

    04/09/2016 16.00.37

    Troppo elementare, Watson!

  • User Icon

    ormos

    26/05/2016 10.41.51

    In effetti questo romanzo breve ha poco del sapore vero delle indagini, della ricerca delle prove, della tensione degli interrogatori, dell'analisi indiziaria. Lo stile è proprio di Carofiglio, asciutto ed essenziale, ma forse questa caratteristica non ha giovato alla storia, che è risultata povera di contenuti e quasi affrettata per esigenze di brevità editoriale. Il maresciallo Fenoglio non convince, ho apprezzato altre prove narrative dell'autore.

  • User Icon

    Il libraio di Treviso

    24/09/2015 12.47.37

    Abbandonato l'avvocato Guido Guerrieri, Carofiglio ci regala un nuovo protagonista, il maresciallo Fenoglio, alle prese con un omicidio nella consueta Bari.

  • User Icon

    Massimo F.

    04/09/2015 17.37.37

    Una specie di allenamento per Carofiglio. Sempre fluido lo stile e accurati i dettagli, ma la storia è un po' esile: più un racconto che un romanzo con personaggi meno netti e riflessioni meno intense che in altri lavori. Anche la amatissima Bari rimane un po' sullo sfondo. Comunque snello e piacevole.

  • User Icon

    chiara

    23/08/2015 16.23.31

    Letto tutto d'un fiato. Molto bella sia la trama che la scrittura.

  • User Icon

    enrico

    12/04/2015 18.33.39

    Libro carino, che si legge tutto d'un fiato. Non certo uno dei migliori di Carofiglio.

  • User Icon

    cristina

    31/03/2015 09.54.07

    Un giallo classico scritto in modo semplice e coinvolgente; un'ottima lettura per un viaggio in treno. Un Carofiglio in tono minore, forse volutamente, ma non per questo ingannevole.

  • User Icon

    cri1

    30/03/2015 21.20.43

    peccato ... un'occasione persa per Carofiglio, il libro è scorrevole ma non lascia assolutamente niente; ho divorato tutti i romanzi dell'Avvocato Guerrieri, sorpresa ogni volta dal modo di descrivere personaggi e situazioni con quello stile inconfondibile, soprattutto con l'ironia che era il suo tratto caratteristico; ironia della quale in questo libro non c'è traccia . Ci aveva abituati troppo bene.

  • User Icon

    Costantino

    10/03/2015 23.19.03

    Gran bel libro! si legge in un soffio,io di solito ci metto mesi a leggere ma questo è volato via in un giorno e mezzo!scorrevolissimo elegante , semplice nn arguto il finale lo si capisce subito ma pero' dietro c'è una grande penna!COMPLIMENTI

  • User Icon

    francesco c.

    23/02/2015 18.35.06

    Mi ha accompagnato in un viaggio in treno e lo consiglierei proprio in questa ottica di intrattenimento breve. La storia, un giallo/poliziesco, è piuttosto piatta sia nello svolgimento che nella soluzione. Del resto la scelta delle 100 pagine è di per se molto limitante. Il maresciallo Fenoglio rimanda al Soneri di Varesi e cerca di rubare qualcosa, con scarso successo, al mitico Duca Lamberti di Scerbanenco. Ci si aspetterebbe di più da un autore blasonato come Carofiglio.

  • User Icon

    Laura

    19/02/2015 12.48.28

    Scorrendo le precedenti recensioni dei lettori sinceramente non capisco tante critiche. Non è un capolavoro, ma nemmeno un'opera da cestinare. Carofiglio ci ha abituati nei suoi libri a riflessioni, analisi, citazioni che qui mancano, ma non per questo il giudizio deve essere un pollice verso. Detto questo, la sensazione è di avere di fronte un'opera di altri tempi. Un maresciallo dei Carabinieri, tutto d'un pezzo, ma dotato di un'incredibile umanità - e l'intermezzo iniziale con il pregiudicato vuole tratteggiare di che pasta è Fenoglio, entrato nell'Arma per un'amaro "scherzo" del destino, ma che fa il suo lavoro con scrupolo e passione. La storia è un giallo classico: un omicidio, un colpevole, con tanto di impronte e testimone oculare, ma c'è qualcosa fuori posto, qualcosa che non torna. E Fenoglio non sceglie la strada facile ma quella, che sarebbe obbligata per ogni investigatore che si rispetti, di cercare la nota stonata. Bella la similitudine tra l'investigatore e lo scrittore che devono entrambi cercare e possibilmente trovare una storia plausibile.

  • User Icon

    jane

    04/12/2014 16.16.29

    Si legge in un'ora e non lascia traccia: scontata la storia, banale la scrittura. Vorrei dare 1, tanto sono rimasta delusa; do 2 perchè il personaggio del maresciallo Fenoglio non è male. Per fortuna l'ho comprato usato a un mercatino di beneficienza...

  • User Icon

    Mari

    03/12/2014 18.19.00

    Di una banalità sconcertante. E' il primo libro che leggo di Carofiglio e non voglio pensare male, quindi cercherò di leggerne subito un altro per fare un raffronto. Questo comunque non lo consiglio.

  • User Icon

    stefania

    01/12/2014 12.00.26

    Non il miglior libro di Carofiglio, ma si lascia leggere. solo un appunto: nell'ultimo capitolo i nomi di Cardinale 'U tuzz e del figlio sono sbagliati rispetto al primo capitolo (Antonio ed Alessandro contro Lorenzo e Francesco). mi chiedo: e' voluto?

  • User Icon

    Ritochka

    06/11/2014 07.49.45

    Lettura scorrevolissima e piacevole. È vero, la storia è piuttosto semplice ma la gradevolezza della narrazione mi induce a consigliare senz'altro la lettura di questo testo.

  • User Icon

    Bruno

    05/10/2014 01.49.53

    Essere uno scrittore di successo apprezzato dal pubblico ha un prezzo. Quello delle aspettative dei lettori. È naturale che questi si attendano, non dico sempre di più, ma quantomeno che l'ultima opera confermi tutte le qualità di quelle precedenti. Ebbene, il libro in questione è tanto deludente e banale che se non fosse di Carofiglio, forse non sarebbe stato pubblicato. Sembra che sia servito solo a rispettare le clausole editoriali tra le quali probabilmente ve n'è una che impone pubblicazioni a scadenze prefissate. Peccato, perché Carofiglio resta un ottimo scrittore e non deve aver paura di essere dimenticato se rimanda la scrittura a un momento di vera ispirazione.

  • User Icon

    Giulia

    01/10/2014 09.54.30

    Una lettura scontata ma dopo romanzi impegnativi ci voleva un libro così anche se Carofiglio ci ha abituati ad altre letture. Non mi dispiacerebbe leggere un'altra di questo genere.

  • User Icon

    Raffaele

    24/09/2014 23.22.22

    Da sempre fedele ed attento lettore di Carofiglio, ma questa volta ne sono alquanto deluso. C'è stata una mutevole verità, ma nella sua forma di scrittura. Ho trovato il testo, di una banalità unica. Ho riscontrato vari orrori grammaticali, tra cui, v.pag.108, se seguito dal condizionale??? Alla faccia... Libro: OUT

  • User Icon

    vito

    10/09/2014 22.59.03

    Non il miglior carofiglio, ma comunque un'ottima lettura. Consigliato.

  • User Icon

    Robmonti

    09/09/2014 14.22.32

    quando un autore ti ha appassionato con le sue storie e con la sua scrittura corri in libreria appena vedi un suo titolo; è così è per me con Carofiglio anche dopo la delusione della Casa in campagna (ma lì ho individuato l'alibi delle quattro mani): l'ho letto in un attimo anche perché sono cento pagine "larghe", il maresciallo Fenoglio è rassicurante come il buon Guerrieri d'antan ma lo spessore della storia ed in particolare la sua scontatezza mi hanno veramente deluso, ne ho tratto quasi l'impressione che il libro ?andasse scritto in quei tempi a prescindere dall'ispirazione; sicuramente leggerò anche il prossimo sperando nella "redenzione"

Vedi tutte le 44 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione