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Friedrich Nietzsche

Traduttore: S. Giametta
Editore: Adelphi
Edizione: 25
Anno edizione: 1977
Pagine: XV-214 p. , Brossura

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Storia e critica - Letteratura teatrale e drammaturghi

  • EAN: 9788845901997

Recensioni dei clienti

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    Luke

    27/01/2016 12.23.27

    Il libro più importante degli ultimi duecento anni. Mi domando quanti lo abbiano compreso davvero - anche tra coloro che tessono le sue lodi.

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    Cristiano Cant

    25/09/2015 09.02.35

    Nietzsche sconvolge e attrae ogni volta; dalla sua lira saltano corde tutt'a un tratto, ma i suoni non si perdono, egli continua a tuffarsi nelle dighe della contraddizione e a oltrepassarle ogni volta con scrittura di poeta. Questa è la sua grandezza; regolare il suo animo nell'ebbrezza più scelta, convinto che la vita sia errore e peccato, e insieme accostarsi alla scultura, all'apollineo più armonico, sfiorandolo con dita ammirate. La mia irregolarità nell'incontrarlo si era adagiata sulle vaste rive della Gaia scienza, libro immenso, dell'Ecce Homo, ascia di celestiale pregnanza, ma la riflessione che dissipa la Tragedia tocca davvero i picchi della sua virtù. Il Dioniso "Amleto" sente la nausea dell'agire, perché ha visto e capito tutto del mondo attorno, perché anche lo sforzo più alto non riconduce nei cardini l'uccisa essenza delle cose. Il "Socrate ironista", l'Epicuro respinto, uomini contro cui inveire perché portatori di un ottimismo insopportabile, quando l'idea compiutamente tragica è nella spaventosa voce del coro, e non in piccole storielle di uomini inciampati in disgrazie. E il segreto, la radice di ogni tragedia sono nella musica, quel primitivo che rinnova e tramanda il suo spirito, l'insicurezza che aleggia e comanda, la coscienza d'essere sempre in bilico fra verità soltanto scivolose. Non può esserci netto contrasto in questo quadro; non c'è da una parte l'esatto e dall'altra il malato, da un verso l'ordinato e dall'altro l'irrequieto, ma la caduta di ogni antitesi in un'identità che sappia reggerle entrambe, abitarle, nutrirle. Quello è l'autentico; chiarezza e attenzione sono importanti, ma solo coniugandole con la passione, con l'istinto, ogni individuo può sollevarsi davvero dalle terragne grettezze dell'essere, fino a irridere ogni morale, soprattutto quella cristiana, che Nietzsche legge come distruttiva della vita. Come lo è però anche un dionisiaco romanticismo. Equilibrio insomma come contraddizione in un testo che è folgore pura.

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    Alban

    31/10/2014 20.27.14

    Dissacrante. Folle. Nietzsche.

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    sandro landonio

    28/03/2014 13.34.25

    Credo sia corretto dire che si tratti di un testo iniziatico ovvero, frequentemente i passaggi logici mancano, si tratta di credere a quello che ci viene detto in base alla sensibilità personale, più che ad un rapporto di causa effetto, bisogna quindi aspirare ad essere degli iniziati per continuarne la lettura. In questo senso si tratta anche di uno sconvolgimento ideologico, perché, pur nella difficoltà di cogliere il senso completo di molte affermazioni, ci viene richiesto di usare un punto di vista atipico, a cui non avevamo mai pensato. Nonostante ciò, tutto é filato liscio finché non mi sono ritrovato sull'affermazione della discendenza della cultura tedesca dal dionisiaco greco, a quel punto lo sconvolgimento é stato superiore alle mie forze e l'opera nel suo complesso mi ha lasciato alla chiusura dell'ultima pagina con tanti dubbi. Consigliabile a chi ha tanta buona volontà, ma personalmente ho decisamente preferito "La filosofia nell'età tragica dei Greci".

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    Alessio

    06/03/2011 16.05.59

    Prima opera della maturità nella quale il pensiero nietzscheano raggiunge vette assolute. Possibile che il popolo meglio riuscito, proprio il popolo greco abbia avuto bisogno della tragedia? Esiste un pessimismo della forza? Queste le domande che trovano risposta ne "La nascita della tragedia". Insieme a Kafka e Dostoevskij (del quale il filosofo di Roecken fu debitore in seguito alla lettura de "I demoni"), il più grande di tutti i tempi.

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    Euge

    13/12/2010 14.05.27

    Un libro molto bello, che apre la mente a nuove prospettive e introduce gli argomenti di Nietzsche come l'eterno ritorno, la pluralità di forme di cui è composta la vita e la natura, il conflitto tra Apollo e Dioniso e l'analisi dell'apogeo e del declino della cultura greca, riflettendo su come il teatro abbia rappresentato la vita di quel mondo. Però è tosto, consiglio l'edizione Mondadori che lo spiega passo passo.

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    Max

    12/09/2006 10.05.10

    "giacchè solo come fenomeni estetici l' esistenza e il mondo sono eternamente giustificati"

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    Luca

    03/09/2005 19.25.47

    Un'opera poetica: la più bella che abbia avuto modo di leggere. Un giusto omaggio a quella grecità oggi troppo spesso dimenticata e al genere tragico che in Eschilo e Sofocle trovò i suoi maggiori interpreti, dopo i quali sarebbe iniziato il declino, lo spegnimento di questa fiamma ellenica. Oggi si parla tanto del valore della nostra civiltà. Si legga questo libro per capirlo e preservarlo.

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