La nausea - Jean-Paul Sartre - copertina

La nausea

Jean-Paul Sartre

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Traduttore: B. Fonzi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 gennaio 2014
Pagine: 242 p.
  • EAN: 9788806219192

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La nausea

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Questo romanzo trasgressivo e ricchissimo ci restituisce il disagio della pace in agonia in Francia, nell'Europa, nel mondo alla vigilia della seconda guerra mondiale.

«Tutto è gratuito, questo giardino, questa città e io stesso. Quando capita di accorgersene, viene il voltastomaco e tutto comincia ad oscillare; ecco la Nausea.»

Dopo aver viaggiato a lungo, Antoine Roquentin si stabilisce a Bouville, in uno squallido albergo vicino alla stazione, per scrivere una tesi di dottorato in storia. La sera, si siede al tavolo di un bistrot ad ascoltare un disco, sempre lo stesso: «Some of These Days». La sua vita ormai non ha piú senso: il passato è abitato da Anny, mentre il presente è sempre piú sommerso da una sensazione dolce e orribile, insinuante, che ha nome Nausea. Un romanzo trasgressivo e ricchissimo, sempre attuale, che ci restituisce il disagio del mondo in agonia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il libro piú libero di Sartre, il piú disinteressato e il piú appassionato insieme.

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    Giovanni

    17/05/2020 18:24:56

    Indubbiamente uno dei libri migliori del Filosofo francese. La Nausea è un testo di passaggio, necessario, che non può mancare nel proprio bagaglio culturale di lettore. La storia è avvincente e lo stile è dirompente e innovativo. Lo trovo un grande classico. Assolutamente da leggere.

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    lapina

    17/05/2020 03:58:52

    Ci si avvicina a questo libro con timore, quasi una specie di soggezione nei confronti di chi ha fatto dell’esistenza un palcoscenico. Dietro le quinte si muovono i personaggi che mano a mano si alterneranno sul palco, rivelando fatica, timore e sofferenza. Qualche volta felicità. Non mancano gli spunti, a cominciare dallo spettatore d’eccezione Antoine Roquentin, la voce narrante. Egli osserva e annota. Registra debolezze e coglie tutte le sfumature dell’infelicità propria della specie umana. La trama diventa superflua, e lui si accanisce nei dettagli, spesso crudeli, dei comportamenti che gli scorrono davanti. Non si sa se la nausea prenderà il sopravvento, ma è nella sua condizione solitaria e inquieta che noi ci specchieremo, svelando un testo terribilmente attuale.

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    enzo60

    16/05/2020 18:01:39

    Da 'La Nausea', manifesto dell'esistenzialismo, ho tratto vari insegnamenti, riuscendo a mettere dei punti a domande che sono sempre rimaste aperte. Già dalla copertina, dallo scorcio di Parigi dalla finestra, mi sono trovato catapultato nella vita di questo personaggio. Più che un romanzo, è universalmente definito un diario filosofico (seppur fittizio). Queste due caratteristiche hanno rappresentato per me, rispettivamente il polo positivo e il polo negativo della lettura.Se da una parte la struttura del testo, a diario appunto, rientra nelle mie preferenze e permette al lettore di considerare realistico quanto scritto dall'autore, dall'altra la necessità filosofica sottostante ha rappresentato una vera e propria difficoltà per me.

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    jack

    16/05/2020 12:29:53

    L'autore presagisce tutto quel che di lì a poco cambierà il corso della storia e dell'etica umana. È piombo fuso che piove sullincosapevole borghesia annichilita sulle vie della domenica mattina. La nausea dell'essere umano che si accorge di essere inumano. Osservare e caricarsi i mali del mondo restando dall'umano male staccati ma inesorabilmente svuotati. Esistenziale ciò che viene chiamata poi dalla scienza forma depressa dell'animo. Siamo quindi tutti malati? Di sicuro siamo tutti bugiardi che fingono di stare bene.

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    giuseppes

    12/05/2020 23:00:46

    Tutto del libro è stato detto nelle precedenti recensioni, io vorrei solo aggiungere che l'ho trovato estremamente filosofico, intenso, ricco di spunti di riflessione . Uno dei grandi capolavori della letteratura francese del 900.

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    Andrea Ercoli

    12/05/2020 08:51:28

    Consigliato agli appassionati di esistenzialismo. A me è sembrata un'opera difficile, a tratti noiosa, non proprio scorrevole. Va però premesso che non sono un gran lettore di questo "genere" di libri e mi sono già ripromesso di dargli una seconda possibilità!

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    b.93

    02/04/2020 17:31:48

    Lettura non da tutti. È "semplicemente" Sartre.

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    Viola76

    02/11/2019 12:50:46

    Seppur lontana dal cinismo e dal pessimismo esistenzialista di Sartre, ho apprezzato molto il suo libro capolavoro. Non occorre essere come Roquetin per sentire nausea verso un certo tipo di esistenza. Questa sensazionale si è veramente impossessata di me leggendo il libro e questo l'ho trovato magistrale. Le riflessioni sono argute e profonde, non è un libro scritto di getto e non è un libro da "divorare". Lo stile molto particolare e l'approccio così soggettivo lo rendono piacevole ai miei occhi, anche se in effetti non può essere considerato un romanzo nel senso più stretto del termine. In ogni caso sicuramente consigliato per avvicinarsi ad un grande pensatore.

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    Anna

    03/10/2019 08:26:27

    L'esistenzialismo è una delle correnti filosofiche che studio più volentieri. Sartre è un ottimo spunto di riflessione.

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    Caterina

    22/09/2019 13:35:56

    Uno dei migliori libri che io abbia mai letto

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    Lorenzo

    19/09/2019 15:29:40

    Un libro, IL libro, della vita, della malinconia, dell'importanza dell'Io interiore

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    Alewoolf

    01/06/2019 10:41:10

    Si fa un po' fatica a leggere un libro con una trama così scarna e così impregnato di filosofia, ma ne vale assolutamente la pena.

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    Fabio Stante

    08/05/2019 13:27:35

    Nomen omen. È difficile valutare un libro del genere come è difficile capirlo. Profonde elucubrazioni sull'esistenza che sfiorano la follia alternate alla cronaca dell'esistenza vuota del protagonista. Toccante,crudo e duro il "capitolo" che narra del re-incontro fra il protagonista ed Annie. Difficile,cupo e suscitante sensazioni sgradevoli durante la lettura.Un libro dal titolo che mette in guardia.

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    francesca

    22/09/2018 09:56:38

    Tralasciando il fatto che questo libro è edito da Einaudi (garanzia di qualità), ho trovato questo testo molto interessante. Ero curiosa di approcciare il pensiero di Sartre e sono soddisfatta di aver scelto questo testo. La capacità dell’autore è quella di trasmettere pensieri molto complessi ed astratti in modo chiaro e lineare. Questo libro mi ha permesso di riflettere su alcuni temi importanti ma mi ha anche fornito dei nuovi punti di vista. Consiglierei questo libro a tutti perché è una lettura piacevole e lo stile di scrittura è molto particolare.

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    Stefania

    18/09/2018 18:41:41

    Bellissimo. Il romanza narra di Antoine Roquentin, uno scrittore intellettuale che per completare le sue ricerche storico biografiche sul marchese di Rollebon, libertino vissuto in epoca settecentesca, si stabilisce per tre anni a Bouville dove sperimenterà per la prima volta la Nausea. Nausea che non è nient'altro che uno stato psicologico umano, un "male di vivere", che si impossessa dell'uomo: pensieri sul passato, sull'esistenza delle cose, su effettive ragioni di esistenza, di un amore (Anny) non ancora concluso. Non succede praticamente nulla, nulla di esaltante o avventuroso (per citare il romanzo), ma bensì il testo è pregnante di significato. Che colpo al cuore. Tutte le paure, tutti i pessimismi che almeno una volta nella vita ci hanno sfiorato, sono qui. "Io so che non salterò mai più". Consiglio: si necessita stato mentale adatto per la lettura - iniziato in inverno/primavera 2017 e abbandonato per incomprensione. Ripreso ad ottobre 2017 ed è stato amore.

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    AdrianaT.

    13/12/2017 09:46:44

    È sconcertante la sua facilità nello scrivere. È la prima cosa che salta agli occhi, mentre pagine pesanti volano via come foglie secche. Arrivi a metà libro che nemmeno te ne accorgi; è come inforcare una motoslitta e passare a manetta dal ghiaccio ad un muro di neve fresca senza nemmeno avvertirne l'impatto. "Io non ho bisogno di far delle frasi. Scrivo per mettere alla luce certe circostanze. Diffidare della letteratura. Bisogna scrivere tutto come viene alla penna, senza cercare le parole." Dire che 'La nausea' è una gioia, potrebbe suonare perlomeno ossimorico, ma quest'uomo scriveva mostruosamente bene, e di fronte a certe scritture non c'è che da gioire, anche se ti spalancano un buco nero: "Lo so. So che non incontrerò mai più niente né nessuno che m'ispiri della passione. Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un'impresa. Bisogna avere un'energia, una generosità, un attaccamento... C'è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più." Non so bene che cosa sia 'sto esistenzialismo, ma leggo Sartre e mi sento esistenzialista; mi pare quasi di assomigliargli: con il doppio del QI, qualche miliardo di sinapsi in più, ed il triplo del testosterone, potrei essere lui, lui e Anny assieme: "Io non ho guai, vivo di rendita, non ho superiori, non ho moglie né figliuoli; esisto, nient'altro."

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    A.F.Andrea

    28/07/2016 11:29:21

    Non mi aspettavo un'opera così ermetica. Benché mi sia cimentato con grande entusiasmo nella lettura de "La Nausea" (Sartre è stato uno dei miei filosofi preferiti al Liceo) devo precisare che questo furore si è affievolito con lo scorrere delle pagine: molti passi sono pesanti, determinati paragrafi sembrano interminabili e il più delle volte è difficile comprendere il significato dei ragionamenti. E' stata una vera fatica concluderlo (anche perché è importante sottolineare che è un'opera "soggettiva", Sartre riversa infatti tutti i suoi pensieri e i suoi ragionamenti filosofici sulla misera esistenza umana, quindi bisogna immedesimarsi totalmente nel modo di vedere dell'autore). Consiglio a tutti coloro che vorranno tuffarsi nel mondo di Roquentin di dare prima un'occhiata ai punti salienti del pensiero di Jean-Paul Sartre... altrimenti sarà come leggere geroglifici...

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    Monica

    11/07/2016 13:23:50

    Non pensavo che il titolo avrebbe descritto anche la sensazione che provo nel leggerlo!! Non scorre, è tutta una descrizione di ambienti, persone e stati d'animo. Attendevo un'evoluzione nella narrazione, un guizzo, ma giunta a metà libro, nulla. Sono ad un punto morto... non riesco a continuare!

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    Raffaele

    15/11/2015 22:32:26

    Non un vero romanzo, e forse proprio per questo non l'ho apprezzato molto, ma il diario personalissimo di monsieur Roquentin, un uomo solo alle prese con la sua esistenza; i confronti con l'Autodidatta mi sono piaciuti, il resto meno, ma evidentemente non è il mio genere.

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    sandro landonio

    08/02/2015 07:48:04

    Personalmente lo stile mi ha conquistato: intense frasi lapidarie ("ogni esistente nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per combinazione"), immagini sarcastiche ("e le sale da concerto rigurgitano d'umiliati ed offesi, che, con gli occhi chiusi, cercano di trasformare i loro pallidi volti in antenne riceventi") e poetiche ("il vento esistente veniva a posarsi sull'albero come una grossa mosca e l'albero rabbrividì"). Sui contenuti direi che é un testo molto soggettivo, posso capire chi lo ha trovato nauseante, ma, viceversa io l'ho trovato pieno di una ricchezza esaltante di stimoli e di possibilità di riflessione; paradossalmente Antoine Roquentin é riuscito a comunicarmi la magia dell' Esistenza invece che la sua assurdità!

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  • Jean Paul Sartre Cover

    Jean-Paul Sartre, romanziere, drammaturgo, filosofo e critico letterario francese, è stato fra i pensatori più significativi del Novecento e rappresentante dell’esistenzialismo.Compì i suoi studi all'École normale supérieure di Parigi (dove conobbe Simone de Beauvoir, compagna di una vita); subito dopo l'università insegnò filosofia nei licei a Le Havre e a Parigi.Nel 1939 fu chiamato alle armi e fu fatto prigioniero dai tedeschi. Quando venne liberato nel 1941 tornò a Parigi e partecipò alla Resistenza.Fondò la rivista «Les temps modernes» attraverso cui diffuse le sue idee politiche e letterarie divenendo un’icona della gioventù ribelle e anticonformista del dopoguerra.Critico verso il gaullismo... Approfondisci
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