Recensioni Né stato né nazione. Italiani senza meta

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Righe di benaugurante fantastoria e una forte dose di ironia a conclusione di una puntuale e brillante carrellata che inizia con la famosa citazione di Massimo D'Azeglio. Dino Messina, "Corriere della Sera"Come ripeteva Benedetto Croce, la storia si studia innanzitutto sotto la spinta dei problemi che ci troviamo di fronte qui e ora. E in merito ai problemi del qui e ora, le riflessioni di Emilio Gentile sono allarmanti. Antonio Carioti, "Corriere della Sera"Un saggio pungente di Emilio Gentile sullo stato di salute del nostro sentimento nazionale. Riuscirà lo stellone dell'Italia repubblicana a compiere il miracolo? Il finale di Né Stato né Nazione rimane aperto, ma le luci di fondo appaiono sinistre. Simonetta Fiori, "la Repubblica"Libro chiaro, dalla logica stringente, Né Stato né Nazione ha il merito di spingere alla riflessione e a porsi delle domande. Mauro Trotta, "il manifesto"Un pregio inossidabile del saggio di Gentile è l'eccezionale equilibrio tra idea e realtà, tra storia e attualità. In cento pagine, lo studioso ripercorre il concetto di nazione e condensa il cosmico pessimismo patriottico che attanaglia da sempre l'Italia. Antonello Guerrera, "il Riformista"
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