Recensioni Nel mio paese straniero. Diario dal carcere 1944

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    03/08/2020 10:36:34

    Vale la pena di completare la conoscenza dell'opera di Fallada con questo memoriale scritto durante l'internamento in manicomio. Scritto con l'urgenza di resistere a una condizione di estrema prostrazione, si trasforma in una profonda riflessione autocritica sulla propria scelta di restare a vivere nella Germania nazista. Ottima edizione Sellerio, con traduzione e nota finale di Mario Rubino.

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    lea
    15/05/2020 07:54:43

    Nel mio paese straniero è un diario tenuto dallo stesso autore durante gli anni che partono dall'incendio del Reichstag sino agli ultimi anni della guerra. Sono il bilancio della sua vita durante gli anni bui, ma anche il ritratto di personaggi che l'hanno caratterizzata prendendone parte. Sono anni complicati e terribili descritti in maniera lucida e dirompente. Sono parole che ci fanno capire e ci mostrano la difficoltà di vivere in un regime dittatoriale e autoritario. Le parole, gli scritti dell'autore sono macigni opprimenti per lui e tutti coloro che li hanno vissuti. Rappresentano un percorso di vita tremendo e orribile. La sua storia è la storia di un esule in patria, di chi fa fatica a sentirsi a casa, di uno straniero in un paese che non sente suo e a cui affida le pagine del suo diario.

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    25/07/2017 13:49:48

    La vita di tutti i giorni di un intellettuale sotto il regime nazista. Fallada narra con semplicità sconcertante, attraverso scene della suo vissuto, tutte le anomalie e le brutalità della vita comune nella Germania nazista. L'autore, pur nella consapevolezza della propria sincera contrarietà allo stato di cose, si lascia quasi trasportare dalla corrente, a volte subendo, a volte resistendo, ma sempre nella certezza della vacuità della propria opposizione che poco serve. E' lui il "piccolo uomo" tante volte descritto e sinceramente leggendolo non gli si piuò dare tutti itorti.

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    17/11/2014 19:17:00

    Tutti dovrebbero leggere Hans Fallada, soprattutto quanti giudicano e sparlano dei tedeschi senza conoscerli, ignorando che è la popolazione che più ha sofferto nella prima metà del secolo scorso. Questo libro, "Ognuno muore solo" e "...E Adesso Pover'uomo?"sono tre opere imperdibili. Pertanto condivido ogni apprezzamento espresso dai lettori precedenti.

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    01/09/2012 15:01:59

    Una voce ironica e furente da dentro l'abisso. Disegno a tratti magnifico per intensità di un'epoca di pochi eroismi (lo stesso Fallada ammette, del resto, onestamente di non aver mai voluto essere annoverato fra lo sparuto gruppuscolo dei resistenti), con ritratti acuti del nazista tipo (la descrizione dell'SA, brutale e ignorante come una capra, lombrosiano da manuale) e di uomini che resistettero a loro modo, come il sagace Rowohlt. Ne vien fuori il quadro di un popolo al culmine del suo splendore culturale che si lascia, prima, abbindolare da un branco di pazzi e che poi, per lo più, ne ha un terrore complice, totale e autoassolutorio. Inspiegabilmente.

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    19/07/2012 08:56:13

    Molto bello. Racconta la germania nazista vista dall'interno, infatti l'autore stesso dice di voler raccontare il punto di vista di chi ha scelto di non scappare ma di restare pur non condividendo affatto la nascente ideologia nazista.

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