Nel più bel sogno. Una nuova avventura del commissario Bordelli

Marco Vichi

Editore: Guanda
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,49 MB
  • Pagine della versione a stampa: 608 p.
    • EAN: 9788823520066
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    Descrizione
    La nuova indagine nata dalla penna di Marco Vichi

    «Il commissario Bordelli è un personaggio capace di andare oltre le trincee del genere giallo per farsi grande letteratura.»
    Gian Paolo Serino

    «Il commissario Bordelli si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un'Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.»
    Carlo Lucarelli

    «Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.»
    Andrea Camilleri

    «Un giallo classico... una tormentata figura di investigatore e un'Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.»
    Il Venerdì di Repubblica - Corrado Augias

    È la fine di aprile del 1968. Firenze, come il resto dell’Italia, è scossa dalle manifestazioni studentesche. I figli sono contro i padri, senza mediazioni né compromessi, ed è difficile capire dove stiano ragioni e torti, dove sia il male. Università occupate, scontri con le forze dell’ordine, battaglie tra studenti di destra e di sinistra, slogan impregnati di ideali: un vortice di sogni cozza contro una società ormai sorpassata che aveva creduto di durare in eterno.
    Nonostante un certo disorientamento per il mondo che sta cambiando, Bordelli vive una sua primavera interiore. Il peso del passato sembra finalmente attenuarsi, e lui sente di poter affrontare le cose con più leggerezza. Anche la sua vita amorosa sta forse andando incontro a un mutamento inatteso…
    Ma una giornata drammatica, una giornata di morte, costringe il commissario a confrontarsi con non pochi misteri. E quando tutto pare avviarsi verso la soluzione, in un paese vicino a Firenze un altro omicidio terribile getta il commissario nello sconforto. Non sa davvero se questa volta riuscirà a scoprire lo spietato assassino, che forse si cela dietro un macabro messaggio.

    Scopri tutti i romanzi e i racconti del commissario Bordelli:

    Il commissario Bordelli  
    Una brutta faccenda  
    Il nuovo venuto Morte a Firenze  
    La forza del destino  
    Fantasmi del passato  
    Perché dollari?  
    Morto due volte 

    Recensioni dei clienti

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      Stutiz

      28/12/2018 13:57:18

      Concordo con gli utenti che hanno criticato questo libro: è inutilmente lungo, 600 pagine di riflessioni pesanti sulla guerra e sugli anni ‘60, che non aiutano la trama. Il peggior libro di Vichi secondo me

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      Giovanni Morrocchesi

      20/12/2018 10:34:23

      Primavera 1968. Mentre le manifestazioni studentesche agitano tutte le città d'Europa e il vento della protesta arriva anche a Firenze, il Commissario Bordelli indaga su alcuni omicidi che, uno dopo l'altro a distanza di pochi giorni, hanno insanguinato la città e i suoi dintorni. I casi sono diversi e il Commissario li affronta uno per uno: risolvendo "a suo modo" il primo e trovando la soluzione per altri, ma non per tutti perché ogni caso è una storia a sé. Il tutto si svolge nel contesto che oramai è familiare per i lettori affezionati alle vicende del Commissario Bordelli: la Firenze del dopoguerra, del boom economico e della rivoluzione studentesca, che esprime l'anelito per un mondo nuovo, tutto da inventare. Il Commissario appartiene alla generazione che si trova "a metà del guado": ha partecipato alla guerra, ne porta addosso tutte le ferite, ma oramai è troppo in là con gli anni per essere protagonista della nuova epoca che si sta aprendo e vede i giovani manifestanti nelle piazze con un misto di ammirazione e di nostalgia, senza mancare di notare come certe aspirazioni verso un mondo più giusto possano rischiare di innescare spirali di violenza. Il Commissario condivide il suo vivere quotidiano con gli amici di sempre: il collega Piras, il medico legale Diotivede, il visionario Dante, l'ex ladro Botta, il cuoco Totò, l'ex prostituta Rosa. Con un delizioso sentimento amoroso verso una evanescente ragazza che lo fa sentire di nuovo giovane e gli fa vivere quella primavera come una stagione di rinnovamento interiore. Fra ricordi di antiche esperienze oramai consegnate ai depositi della storia, passeggiate per il centro di Firenze e per i suoi meravigliosi dintorni collinari, sopralluoghi in ambienti di decrepita nobiltà e in rioni popolari, le giornate del Commissario Bordelli regalano una immagine schietta, a volte cruda, ma più spesso delicata e tenera di un epoca e di una città oramai perdute.

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      Bea

      12/12/2018 17:09:23

      Il commissario è così reale che mi sembra di conoscerlo lo adoro

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      Ric

      20/09/2018 19:47:27

      Bellissimo, direi con delle fasi poetiche e "visionarie" di nitida emozione. Vorremmo un libro che la notte si scrive da solo e che non termina mai!

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      Daniele

      19/09/2018 19:07:16

      Sì, non è il miglior Vichi perché "allunga il brodo" e non resta focalizzato sulla storia. Tuttavia l'autore mette in evidenza ancora una volta le sue doti di splendido affabulatore che qui tocca alcune vette in alcuni momenti del libro quando ci coinvolge in scene che sono in realtà racconti a se stanti, degni di vivere di vita propria. Tre stelle le merita perché Vichi scrive molto bene e il protagonista è sempre una meraviglia di caratterizzazione.

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      francesco

      08/09/2018 17:06:06

      600 pagine di cui almeno 300 inutili, per quanto di piacevole lettura. Bordelli è una brutta copia di Montalbano. Come il collega siciliano è amico dei delinquenti che ha arrestato; litiga, ma gli vuole bene, con l'anziano medico legale; risolve i casi investigativo con genialità ma anche con umanità, in alcuni casi omettendo di consegnare il colpevole alla giustizia; detesta e contrasta i colleghi troppo duri con i rei nei cui confronti è pieno di comprensione (in un caso vede un ragazzo che scappa da una manifestazione studentesca inseguito dai celerini. Il giovane si rifugia in un palazzo e ai colleghi che gli chiedono se ha visto un ragazzo fuggire risponde di no. Il giorno dopo va a trovare il giovane e discute con lui di massimi sistemi apprezzando la sua voglia di cambiare il mondo). Trova il diario di guerra di un ufficiale inglese morto durante l'ultimo conflitto mondiale e lo consegna al console britannico perché lo faccia avere ai familiari. Con una mappa degna di Stevenson trova un tesoro sottratto ad ebrei deportati e lo consegna al rabbino capo di Firenze. Stende a cazzotti (lui 60enne) due baldi trentenni che hanno violentato la sua ex fidanzata ecc. A differenza di Montalbano, però, dei cui difetti Camilleri ci permette di ridere, Bordelli è veramente senza macchia e senza paura. Al punto di essere veramente poco credibile. Anzi: stucchevole

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      Simone

      31/05/2018 09:57:22

      Come tutti hanno già scritto, ci sono dei problemi. Il romanzo per lunghi tratti è scontato e ripetitivo, il rapporto con le donne sembra poco credibile, ed il cuore del giallo non sembra un grande intrigo. A sprazzi comunque colpisce e commuove, forse grazie agli allacciamenti con i vecchi racconti. Aspetto di meglio nel prossimo libro visto anche il prezzo di lancio dell'ebook che era piuttosto pretenzioso.

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      Luì

      21/05/2018 10:24:38

      Che delusione, senz’altro il peggior romanzo che ha come protagonista il commissario Bordelli. Lo ha reso noioso, vecchio, supponente, perso in riflessioni inutili, banali e ripetute fine alla noia. Mi spiace caro Vichi, l’ho abbandonato a metà. Forse sono io a non avere più la pazienza di leggere e rileggere le stesse cose, vie, piazze, vicoli e itinerari neanche fossimo a consultare una cartina anziché essere alle prese con un romanzo.

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      MariaBG

      10/05/2018 15:31:35

      Concordo con i critici. Ho letto altri libri di Vichi, ma questo è proprio il peggiore. La trama del giallo non c'è e serve solo come pretesto per una serie di riflessioni inutili, superficiali banalità sul '68 e richiami ai libri precedenti. Anche se per età dovrei sentirmi vicina all'improbabile Bordelli, ho trovato il libro noioso e l'ho terminato con fatica.

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      Alinghi

      30/03/2018 13:52:08

      Inizio entusiasmante e mano a mano perde pathos, perde verve, trasformandosi in un romanzetto che nulla ha di poliziesco. Il core di un romanzo poliziesco stavolta fa da contorno; 4 casi di banale e scontata soluzione, anzi uno appena accennato forse per essere un perfetto seguito. Lontano dai primi della serie, è però romanzo a tratti avvincente, indubbiamente ben scritto, rilassante. Ci si immedesima facilmente nel gruppo di amici e ci si cala perfettamente negli anni 60.

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      chicca

      14/03/2018 10:02:54

      Credo di aver letto tutta o quasi la produzione di Vichi, di sicuro non ho perso nessun romanzo con protagonista Bordelli, ma questo proprio non mi è piaciuto. Lento, farraginoso, la trama è quasi inesistente, pagine e pagine che riportano i pensieri del commissario, neppure troppo profondi per la verità. Non so quante volte sono riportati gli apprezzamenti sulle donne che incrocia. Eppoi un sessantenne che fa girare la testa a tutte le ventenni che incontra è francamente ridicolo.

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      Maria Teresa

      13/03/2018 11:16:28

      Il peggior romanzo di Vichi, all'inizio lui raccomanda di avere rispetto per il suo libro perchè è costato tanta fatica, ecco gli rispondo da qui: Marco potevi faticare meno, scrivere metà del libro e sarebbe stato più che sufficiente. Digressioni continue quanto inutili, l'argomento del romanzo è quasi marginale e poi soprattutto il commissario che invecchiando diventa una sorta di maniaco sessuale....no, ho decisamente fatto fatica a finirlo

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      Michele Vaccaro

      12/02/2018 15:58:30

      Marco Vichi è garanzia di qualità, al di là di questo libro, peraltro ottimo. Consigliato agli appassionati del commissario Bordelli e anche a chi non conosce ancora questo memorabile personaggio, che fa della personale umanità il suo tratto distintivo. Sono anni che leggo Vichi e non mi ha mai deluso.

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      Mariateresa

      07/02/2018 10:55:48

      E' proprio vero che ognuno ha i propri gusti. Questo libro per me è tra i migliori di Vichi, belle le descrizioni e soprattutto in linea con lo spirito di ribellione che ben descrive e ben vive indirettamente. Mi è piaciuto molto anche il finale (che non vi dirò :-), già sotto qualcuno ha detto troppo). Aspetto il seguito, sperando non ci voglia troppo tempo. Leggetelo, e se non conoscete Vichi, iniziate dal primo del nostro amico Bordelli, ne vale la pena.

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      Maria

      17/01/2018 14:40:00

      Ormai i personaggi dei romanzi del commissario Bordelli sono delle conoscenze molto gradite e mi sono affezionata a loro. Mi piace ritrovarli insieme a tanti luoghi di Firenze che ho conosciuto. Grazie, Marco

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      Salvo

      14/01/2018 12:11:53

      Ho letto tutti i libri della serie del commissario Bordelli e questo non mi è piaciuto. Di giallo non ha nulla e gli eventi criminosi sono troppo prevedibili. Le divagazioni, davvero eccessive, rendono la lettura poco avvincente. Peccato! Mi aspettavo molto di più.

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      Claudio

      10/01/2018 16:15:27

      Ben tornato, commissario Bordelli. E' un lungo romanzo, che di giallo ha poco se non tre omicidi, tutti un po' strani, ma che sono solo il contorno della vita di Bordelli in un periodo, come il '68, solcato dalle prime manifestazioni studentesche in Italia. E sullo sfondo quelle parigine. Bordelli ritrova, oltre ad una serie di ricordi della guerra, Eleonora, ancora provata dalla violenza subita e alla fine il colonnello Arcieri, ritornato da Parigi. Per quanto riguarda Eleonora, Bordelli, col suo aiuto, scopre anche i due violentatori e riesce a buttarli in carcere. Infine la natura trasgressiva del nostro commissario: chiude un occhio sull'effettivo primo omicida, aiuta il secondo e copre il terzo, quest'ultimo suicida. Belli i dialoghi far Bordelli e Diotivede, prossimo ormai alla pensione. E infine Piras, il fedele aiutante, figlio di un commilitone: lo sorprende con la notizia che sta preparando la tesi per la laurea in legge. Chissà se sarà proprio lui a sostituirlo, quando Bordelli, due anni dopo, andrà in pensione.

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      Gianni

      04/01/2018 17:04:07

      Sono un lettore di Vichi di vecchissima data, ho letto tutti i suoi romanzi apprezzandoli tutti, ma questo proprio non mi è andato giù. Troppo lungo, privo di quel pathos tipico dello scrittore, sembra un diario delle giornate del Commissario, non c'è "tiro", ripetitivo, noioso e per mio modo di vedere contaminato da troppe storie del presente e del passato, insomma è troppo di tutto, anche l'incontro di nuovo con il Colonnello Arcieri nel finale, è in pratica un altro libro. La scrittura di Vichi è comunque bella ho sopportato la lettura di questo libro solo per quello. Spero meglio nel prossimo che leggerò comunque di sicuro.

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      LUCA

      02/01/2018 19:38:28

      adoro i libri di Vichi con il commissario Bordelli ma questo effettivamente è un pò troppo lungo, divaga troppo con storie, racconti, sogni e pensieri anzichè rimanere sulle indagini. si fatica un pò a portarlo a termine, poteva risparmiarsi molte cose, comunque sia è piacevole

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      BRUNO

      23/12/2017 09:01:13

      romanzo scritto... a peso! c'è tanta, troppa roba. Diventa faticoso da portare a termine. Delle oltre 600 pagine, se ne potevano eliminare un terzo senza fare danno alla narrazione.

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