Nel più bel sogno. Una nuova avventura del commissario Bordelli

Marco Vichi

Editore: Guanda
Anno edizione: 2017
Pagine: 608 p., Brossura
  • EAN: 9788860887351

95° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Descrizione
Un’indagine del commissario Bordelli nell’Italia del sessantotto, così lontana, ma così simile a quella di oggi.

«Solitario, scontroso, abitudinario, il commissario Bordelli ha preso il cuore dei suoi lettori. E sembra non volerlo più lasciare.» - Corriere della Sera

Bordelli guardava quei ragazzi con curiosità... Dalla loro maniera di muoversi, di gesticolare, di sorridere, si percepiva che erano davvero una generazione diversa, una gioventù nuova, tutta da scoprire.

Una giornata drammatica, una giornata di morte, costringe il commissario a confrontarsi con non pochi misteri. È la fine di aprile del 1968. Firenze, come il resto dell’Italia, è scossa dalle manifestazioni studentesche. I figli sono contro i padri, senza mediazioni né compromessi, ed è difficile capire dove stiano ragioni e torti, dove sia il male. Università occupate, scontri con le forze dell’ordine, battaglie tra studenti di destra e di sinistra, slogan impregnati di ideali: un vortice di sogni cozza contro una società ormai sorpassata che aveva creduto di durare in eterno. Nonostante un certo disorientamento per il mondo che sta cambiando, Bordelli vive una sua primavera interiore. Il peso del passato sembra finalmente attenuarsi, e lui sente di poter affrontare le cose con più leggerezza. Anche la sua vita amorosa sta forse andando incontro a un mutamento inatteso… Ma una giornata drammatica, una giornata di morte, costringe il commissario a confrontarsi con non pochi misteri. E quando tutto pare avviarsi verso la soluzione, in un paese vicino a Firenze un altro omicidio terribile getta il commissario nello sconforto. Non sa davvero se questa volta riu­scirà a scoprire lo spietato assassino, che forse si cela dietro un macabro messaggio.

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Recensioni dei clienti

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    Stutiz

    28/12/2018 13:57:18

    Concordo con gli utenti che hanno criticato questo libro: è inutilmente lungo, 600 pagine di riflessioni pesanti sulla guerra e sugli anni ‘60, che non aiutano la trama. Il peggior libro di Vichi secondo me

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    Giovanni Morrocchesi

    20/12/2018 10:34:23

    Primavera 1968. Mentre le manifestazioni studentesche agitano tutte le città d'Europa e il vento della protesta arriva anche a Firenze, il Commissario Bordelli indaga su alcuni omicidi che, uno dopo l'altro a distanza di pochi giorni, hanno insanguinato la città e i suoi dintorni. I casi sono diversi e il Commissario li affronta uno per uno: risolvendo "a suo modo" il primo e trovando la soluzione per altri, ma non per tutti perché ogni caso è una storia a sé. Il tutto si svolge nel contesto che oramai è familiare per i lettori affezionati alle vicende del Commissario Bordelli: la Firenze del dopoguerra, del boom economico e della rivoluzione studentesca, che esprime l'anelito per un mondo nuovo, tutto da inventare. Il Commissario appartiene alla generazione che si trova "a metà del guado": ha partecipato alla guerra, ne porta addosso tutte le ferite, ma oramai è troppo in là con gli anni per essere protagonista della nuova epoca che si sta aprendo e vede i giovani manifestanti nelle piazze con un misto di ammirazione e di nostalgia, senza mancare di notare come certe aspirazioni verso un mondo più giusto possano rischiare di innescare spirali di violenza. Il Commissario condivide il suo vivere quotidiano con gli amici di sempre: il collega Piras, il medico legale Diotivede, il visionario Dante, l'ex ladro Botta, il cuoco Totò, l'ex prostituta Rosa. Con un delizioso sentimento amoroso verso una evanescente ragazza che lo fa sentire di nuovo giovane e gli fa vivere quella primavera come una stagione di rinnovamento interiore. Fra ricordi di antiche esperienze oramai consegnate ai depositi della storia, passeggiate per il centro di Firenze e per i suoi meravigliosi dintorni collinari, sopralluoghi in ambienti di decrepita nobiltà e in rioni popolari, le giornate del Commissario Bordelli regalano una immagine schietta, a volte cruda, ma più spesso delicata e tenera di un epoca e di una città oramai perdute.

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    Bea

    12/12/2018 17:09:23

    Il commissario è così reale che mi sembra di conoscerlo lo adoro

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    Ric

    20/09/2018 19:47:27

    Bellissimo, direi con delle fasi poetiche e "visionarie" di nitida emozione. Vorremmo un libro che la notte si scrive da solo e che non termina mai!

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    Daniele

    19/09/2018 19:07:16

    Sì, non è il miglior Vichi perché "allunga il brodo" e non resta focalizzato sulla storia. Tuttavia l'autore mette in evidenza ancora una volta le sue doti di splendido affabulatore che qui tocca alcune vette in alcuni momenti del libro quando ci coinvolge in scene che sono in realtà racconti a se stanti, degni di vivere di vita propria. Tre stelle le merita perché Vichi scrive molto bene e il protagonista è sempre una meraviglia di caratterizzazione.

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    Luì

    21/05/2018 10:24:38

    Che delusione, senz’altro il peggior romanzo che ha come protagonista il commissario Bordelli. Lo ha reso noioso, vecchio, supponente, perso in riflessioni inutili, banali e ripetute fine alla noia. Mi spiace caro Vichi, l’ho abbandonato a metà. Forse sono io a non avere più la pazienza di leggere e rileggere le stesse cose, vie, piazze, vicoli e itinerari neanche fossimo a consultare una cartina anziché essere alle prese con un romanzo.

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    MariaBG

    10/05/2018 15:31:35

    Concordo con i critici. Ho letto altri libri di Vichi, ma questo è proprio il peggiore. La trama del giallo non c'è e serve solo come pretesto per una serie di riflessioni inutili, superficiali banalità sul '68 e richiami ai libri precedenti. Anche se per età dovrei sentirmi vicina all'improbabile Bordelli, ho trovato il libro noioso e l'ho terminato con fatica.

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    Alinghi

    30/03/2018 13:52:08

    Inizio entusiasmante e mano a mano perde pathos, perde verve, trasformandosi in un romanzetto che nulla ha di poliziesco. Il core di un romanzo poliziesco stavolta fa da contorno; 4 casi di banale e scontata soluzione, anzi uno appena accennato forse per essere un perfetto seguito. Lontano dai primi della serie, è però romanzo a tratti avvincente, indubbiamente ben scritto, rilassante. Ci si immedesima facilmente nel gruppo di amici e ci si cala perfettamente negli anni 60.

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    chicca

    14/03/2018 10:02:54

    Credo di aver letto tutta o quasi la produzione di Vichi, di sicuro non ho perso nessun romanzo con protagonista Bordelli, ma questo proprio non mi è piaciuto. Lento, farraginoso, la trama è quasi inesistente, pagine e pagine che riportano i pensieri del commissario, neppure troppo profondi per la verità. Non so quante volte sono riportati gli apprezzamenti sulle donne che incrocia. Eppoi un sessantenne che fa girare la testa a tutte le ventenni che incontra è francamente ridicolo.

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    Maria Teresa

    13/03/2018 11:16:28

    Il peggior romanzo di Vichi, all'inizio lui raccomanda di avere rispetto per il suo libro perchè è costato tanta fatica, ecco gli rispondo da qui: Marco potevi faticare meno, scrivere metà del libro e sarebbe stato più che sufficiente. Digressioni continue quanto inutili, l'argomento del romanzo è quasi marginale e poi soprattutto il commissario che invecchiando diventa una sorta di maniaco sessuale....no, ho decisamente fatto fatica a finirlo

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    Michele Vaccaro

    12/02/2018 15:58:30

    Marco Vichi è garanzia di qualità, al di là di questo libro, peraltro ottimo. Consigliato agli appassionati del commissario Bordelli e anche a chi non conosce ancora questo memorabile personaggio, che fa della personale umanità il suo tratto distintivo. Sono anni che leggo Vichi e non mi ha mai deluso.

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    Mariateresa

    07/02/2018 10:55:48

    E' proprio vero che ognuno ha i propri gusti. Questo libro per me è tra i migliori di Vichi, belle le descrizioni e soprattutto in linea con lo spirito di ribellione che ben descrive e ben vive indirettamente. Mi è piaciuto molto anche il finale (che non vi dirò :-), già sotto qualcuno ha detto troppo). Aspetto il seguito, sperando non ci voglia troppo tempo. Leggetelo, e se non conoscete Vichi, iniziate dal primo del nostro amico Bordelli, ne vale la pena.

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    Maria

    17/01/2018 14:40:00

    Ormai i personaggi dei romanzi del commissario Bordelli sono delle conoscenze molto gradite e mi sono affezionata a loro. Mi piace ritrovarli insieme a tanti luoghi di Firenze che ho conosciuto. Grazie, Marco

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    Salvo

    14/01/2018 12:11:53

    Ho letto tutti i libri della serie del commissario Bordelli e questo non mi è piaciuto. Di giallo non ha nulla e gli eventi criminosi sono troppo prevedibili. Le divagazioni, davvero eccessive, rendono la lettura poco avvincente. Peccato! Mi aspettavo molto di più.

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    Claudio

    10/01/2018 16:15:27

    Ben tornato, commissario Bordelli. E' un lungo romanzo, che di giallo ha poco se non tre omicidi, tutti un po' strani, ma che sono solo il contorno della vita di Bordelli in un periodo, come il '68, solcato dalle prime manifestazioni studentesche in Italia. E sullo sfondo quelle parigine. Bordelli ritrova, oltre ad una serie di ricordi della guerra, Eleonora, ancora provata dalla violenza subita e alla fine il colonnello Arcieri, ritornato da Parigi. Per quanto riguarda Eleonora, Bordelli, col suo aiuto, scopre anche i due violentatori e riesce a buttarli in carcere. Infine la natura trasgressiva del nostro commissario: chiude un occhio sull'effettivo primo omicida, aiuta il secondo e copre il terzo, quest'ultimo suicida. Belli i dialoghi far Bordelli e Diotivede, prossimo ormai alla pensione. E infine Piras, il fedele aiutante, figlio di un commilitone: lo sorprende con la notizia che sta preparando la tesi per la laurea in legge. Chissà se sarà proprio lui a sostituirlo, quando Bordelli, due anni dopo, andrà in pensione.

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    Gianni

    04/01/2018 17:04:07

    Sono un lettore di Vichi di vecchissima data, ho letto tutti i suoi romanzi apprezzandoli tutti, ma questo proprio non mi è andato giù. Troppo lungo, privo di quel pathos tipico dello scrittore, sembra un diario delle giornate del Commissario, non c'è "tiro", ripetitivo, noioso e per mio modo di vedere contaminato da troppe storie del presente e del passato, insomma è troppo di tutto, anche l'incontro di nuovo con il Colonnello Arcieri nel finale, è in pratica un altro libro. La scrittura di Vichi è comunque bella ho sopportato la lettura di questo libro solo per quello. Spero meglio nel prossimo che leggerò comunque di sicuro.

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    LUCA

    02/01/2018 19:38:28

    adoro i libri di Vichi con il commissario Bordelli ma questo effettivamente è un pò troppo lungo, divaga troppo con storie, racconti, sogni e pensieri anzichè rimanere sulle indagini. si fatica un pò a portarlo a termine, poteva risparmiarsi molte cose, comunque sia è piacevole

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    BRUNO

    23/12/2017 09:01:13

    romanzo scritto... a peso! c'è tanta, troppa roba. Diventa faticoso da portare a termine. Delle oltre 600 pagine, se ne potevano eliminare un terzo senza fare danno alla narrazione.

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    giuseppe distefano

    28/11/2017 09:24:23

    A dispetto delle apparenze NON è un romanzo poliziesco. E' la descrizionedolce-amara della vita di un sessantenne che a tempo perso fa l'ispettore di polizia , ma i suoi interessi prevalenti sono gli amici , le donne , la natura, il cane...ma che, malgrado tutto, riesce a risolvere tre o quattro omicidi in poche settimane. Lettura piacevole anche se un po' troppo lungo.

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    Per ora sono a metà...

    26/11/2017 21:01:48

    ... ma ho ritrovato le atmosfere dei libri precedenti. Del commissario mi piacciono l'umanità e la voglia di vivere. Che poi riesca anche ad assicurare ladri e omicidi alla giustizia, è del tutto secondario.

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