Nel segno della pecora

Haruki Murakami

Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788806209049
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Recensioni dei clienti

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    Fabio

    12/10/2017 10:54:33

    Libro strano da decifrare, la poetica di Murakami è già chiara ma ancora un po' tarpata, sembra che cerchi la sua strada a tentoni. Mi sono chiesto cosa rappresenti questa pecora (falicità? spiritualità?) ma forse, col senno di poi, è la sua stessa ispirazione a essere inseguita. Esploderà nella "Fine del mondo", "Kafka" e poi anche in "1Q84", ma in questo caso siamo ancora troppo in alto mare per poter dare un giudizio del tutto positivo, secondo me. Lo stile è già impeccabile, però

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    alinghi

    15/02/2017 08:11:04

    In pieno stile Murakami, coinvolgente fino all'ultima pagina. Ovviamente onirico, si vedono spunti che porteranno a 1q84; consiglio di leggerlo dopo aver letto Vento e Flipper in cui si conoscono meglio barista e Ratto...non certo il migliore di Murakami, ma sicuramente un libro godibilissimo e simpatico

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    PROT

    08/10/2015 18:00:46

    Purtroppo l'ho letto dopo "Dance, dance, dance", (a mio parere uno dei migliori libri di Murakami assieme a "L'uccello che girava le viti del mondo")e in effetti ho trovato molti richiami al contrario... anche qui il mio giudizio è alto, il libro mi è piaciuto tantissimo, interessante fino all'epilogo... bello!

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    Simone

    14/02/2015 15:24:24

    romanzo interdetto e che lascia insoliti e strani, la storia scorre placida e tranquilla e la prosa la accompagna e si dipana verso un mondo diverso da quello da noi propriamente conosciuto (un universo vermicolare). Non si capisce lo sbocco eppure affascina, che poi i mentori di Murakami Haruki siano Carver e Salinger merita da parte mia l'approfondimento dovuto e la lettura di altre cose dell'autore.

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    Daniele

    02/10/2013 12:44:37

    E' il primo libro di Murakami che leggo, spero che le sue opere successive siano migliori; l'autore immerge il lettore in una favola dalle tinte sempre più dark, e il finale dà un senso a un libro che di senso ne ha proprio poco. Comunque, le descrizioni degli ambienti sono notevoli e per nulla scontate, i dialoghi impagabili. Solo la trama resta del tutto inconsistente.

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    Emanuele

    08/09/2013 00:13:54

    Lavoro giovanile del maestro, e si vede, non che sia brutto, intendiamoci, per l'amor di Dio, anzi i capisaldi del pensiero muramakesco ci sono tutti e saranno ampiamente esposti nei fantastici libri "Norwegian wood" e "l'uccello che girava le viti del mondo". Questo libro comunque vale la pena di essere letto, anche solamente per la poesia e la semplicita che murakami pone su ogni parola che scrive. Voto 3,5

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    Favaletto Paola

    24/07/2013 00:11:04

    Splendido viaggio alla scoperta della libertà. Bellissime decrizioni della natura dell'Hokkaido e del popolo indigeno degli Ainu. Da una vita noiosa e triste il protagonista è chiamato a liberarsi di quanto è "in più": una ex moglie che non lo amava, un socio insicuro e poco affidabile, un lavoro che non lo stimola più. La pecora rappresenta il potere del conformismo capitalista, capace di annullare la volontà umana e rendere dipendenti gli individui. Come in altre opere di Murakami (Kafka sulla spiaggia), il protagonista ritrova se stesso dopo un periodo di isolamento in un ambiente selvaggio durante il quale si percepisce come interattivo e parte della natura stessa.

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    Vittorio Saini

    09/01/2013 16:40:10

    Sicuramente un ottima lettura, forse mi aspettavo un finale un pò meno astratto anche se il pensiero di fondo è facilmente comprensibile ed è giusto che faccia riflettere sul significato di debolezza (credo sia proprio quello l'intento di Haruki). lo consiglio!

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    il buffone

    12/10/2012 20:07:38

    un Murakami Haruki alle prime armi ma che lancia qui i primi semi della sua immensa poetica. Delizia letteraria.

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    arinroses

    19/09/2012 20:21:38

    carino ma molto al di sotto degli standard di Murakami. Niente a che vedere con capolavori come Kafka sulla spiaggia

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    Raffaele

    17/09/2012 21:48:26

    Il solito Murakami che ci propone un viaggio nel mondo dei sogni, apparentemente impercorribile, che rende gradevole grazie al suo genio; anche quando sembra tutto improbabile, tutto trova una soluzione. Stranamente, però, dopo averne letti diversi, continuo a preferire "Norwegian Wood" forse il suo romanzo più atipico.

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    Antonio

    16/09/2012 14:48:33

    Questo - a mio avviso - rappresenta un buon secondo verso il mondo onirico di Murakami Haruki. Il passo immediatamente sucessivo mi sento di dire che potrebbe essere "Dance Dance Dance". Come primo passo, invece, consiglierei "Tokyo Blues" ( Norwegian Wood ) Il quarto passo... Beh, il quarto passo lo potrete decidere da voi, perché dopo i primi tre le gambe vanno da sole.

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    Becky

    02/09/2012 20:08:27

    Una storia assurda, che si svolge come in un sogno dal quale è difficile svegliarsi. Uno stile particolarissimo. Sicuramente interessante.

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    Michael Moretta

    29/08/2012 14:11:02

    Dopo aver letto tutti i recenti romanzi di Murakami ora sto tornando alle sue origini. Questo è il suo primo romanzo, scritto nel 1982, e lo trovo davvero squisito, delizioso. In esso troviamo già tutti gli elementi che incontreremo nei successivi romanzi di Murakami. La musica, tanto cara all'autore, che accompagna e fa da sottofondo a vari momenti e scene del libro; l'incrociarsi continuo del mondo reale con un mondo irreale, qui rappresentato dalla pecora; la maestria nel tratteggiare i personaggi ed i paesaggi, che rende la lettura così piacevole e rende possibile immergersi totalmente nel libro, e viaggiare con i personaggi stessi all'interno della storia. I libri di Murakami non sono mai banali, al contrario li trovo molto profondi e toccanti, ma hanno anche la capacità di portarti in un altro mondo, dove il confine tra realtà e irrealtà si assottiglia sempre di più e dove un'intelligenza solamente razionale si trova per forza di cose a disagio. Bello infine vedere come da questo primo romanzo all'ultimo, 1Q84, ci sia stata da parte di Murakami una continua ed univoca tensione a costruire, per i suoi personaggi, un mondo alternativo all'interno del quale muoversi. Mondo così ben rappresentato in 1Q84 dalle due lune. Concludendo.....un romanzo sicuramente bellissimo che racchiude già al suo interno tutto il Murakami futuro.

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    Tiziana

    31/07/2012 15:34:11

    malinconico, struggente, poetico, onirico, delirante, tenero, avvincente, languido, profondo, geniale, arguto, originalissimo, magico. insomma: bellissimo e unico. Murakami sa veramente come incantare e catturare mente e sensi col suo tocco particolare e infinitamente avvolgente; anche se talvolta le sue carezze sembrano schiaffi. lo trovo degno di alta stima e considerazione. ho letto solo un altro suo libro (Kafka sulla spiaggia, splendido anch'esso) e penso che non mi fermerò qui.

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    Gae Stancanelli

    06/05/2012 14:28:25

    Sono al terzo. Ho cominciato quasi per caso con 1Q84, ho continuato con Norwegian Blues (ne ho già scritto), e temo che sia difficile smettere. Non ho la autorevolezza critica per esprimere una opinione che pretenda di essere obiettiva. Ma una cosa è certa: mi piace leggere Haruki. Purtroppo l'opera in oggetto è preceduta da altri due romanzi non ancora editi in Italia per cui forse non riesco ad inserirla nel giusto contesto. Magari riscriverò queste mie impressioni dopo aver letto i due precedenti e il resto dell'opera dell'autore come mi accingo a fare. Ma già così ne sono catturato: ho impiegato meno di 5 ore a leggere il romanzo, senza alcuna stanchezza e con un certo disagio alla fine. Ovviamente non voglio e non posso dire nulla che ne sveli la trama ma mi si passi questa riflessione:la parte dei giorni passati dall'Io narrante anonimo in alta montagna, in cerca della "Pecora", è uno de passi più intensi che abbia mai letto ruguardo la solitudine dell'Essere Umano. Il protagosista si perde dentro sè stesso. Qualcosa mi rimanda al "Paese dei Gatti", narrato in 1Q84. Qualcosa di terribile, minaccioso, che si nasconde dentro di noi; qualcosa che può emergere all'improvviso e farci fuori, come una droga pesante, una sostanza che ci trascini sull'orlo di un abisso oltre il quale si vede chiaramente l'orrore della Solitudine: Del morire in Solitudine. Ma niente paura: Haruki ha una grazia innata nel narrare senza ammorbare l'anima: certe cose si provano oppure no. Dipende dalla singola sensibilità. Concludo: queste trecento pagine VANNO lette. Anche per il solo piacere di farlo. Adesso parto con Dance Dance DAnce.

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    Gae Stancanelli

    06/05/2012 12:32:59

    Sono al terzo. Ho cominciato quasi per caso con 1Q84, ho continuato con Norwegian Blues (ne ho già scritto), e temo che sia difficile smettere. Non ho la autorevolezza critica per esprimere una opinione che pretenda di essere obiettiva. Ma una cosa è certa: mi piace leggere Haruki. Purtroppo l'opera in oggetto è preceduta da altri due romanzi non ancora editi in Italia per cui forse non riesco ad inserirla nel giusto contesto. Magari riscriverò queste mie impressioni dopo aver letto i due precedenti e il resto dell'opera dell'autore come mi accingo a fare. Ma già così ne sono catturato: ho impiegato meno di 5 ore a leggere il romanzo, senza alcuna stanchezza e con un certo disagio alla fine. Ovviamente non voglio e non posso dire nulla che ne sveli la trama ma mi si passi questa riflessione:la parte dei giorni passati dall'Io narrante anonimo in alta montagna, in cerca della "Pecora", è uno de passi più intensi che abbia mai letto ruguardo la solitudine dell'Essere Umano. Il protagosista si perde dentro sè stesso. Qualcosa mi rimanda al "Paese dei Gatti", narrato in 1Q84. Qualcosa di terribile, minaccioso, che si nasconde dentro di noi; qualcosa che può emergere all'improvviso e farci fuori, come una droga pesante, una sostanza che ci trascini sull'orlo di un abisso oltre il quale si vede chiaramente l'orrore della Solitudine: Del morire in Solitudine. Ma niente paura: Haruki ha una grazia innata nel narrare senza ammorbare l'anima: certe cose si provano oppure no. Dipende dalla singola sensibilità. Concludo: queste trecento pagine VANNO lette. Anche per il solo piacere di farlo. Adesso parto con Dance Dance DAnce.

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    Emiliano

    03/02/2012 14:41:24

    Dovessi descriverlo in una parola sola direi: inconsistente! Che poi forse non è un giudizio differente da chi parla sotto di atmosfere metafisiche ecc., solo che nel mio caso la valutazione tende al negativo. Ci sono cose buone nel libro, prima fra tutti la trama eccentrica e alcune trovate come la ragazza dalle belle orecchie. Ci sono tematiche sociali, legate alla musica, al ricordo, al potere, all'amicizia. Ma arrivi in fondo e quando lo chiudi tutto svapora come una nuvoletta. Ammetto che forse sono io che non riesco ad entrare in queste letture "orientali", così ricche di introspezione e cibi (quante parole dedicate a cosa sta mangiando o bevendo qualcuno!). Del resto non è il primo libro che leggo di questo autore e i personaggi non sanno catturarmi (diafane creature del romanzo, a due dimensioni), mentre le sue storie lo fanno solo raramente.

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    MarcelloC

    06/01/2012 19:45:41

    Un romanzo che ci trasporta in uno scenario onirico con personaggi surreali dalle fattezze semibestiali: il sorcio, il professor pecora, l'affascinante compagna di viaggio dalle orecchie bellissime che scopre solamente quando fa sesso rendendolo ineffabile... Una vicenda mirabolante metafora della società occidentale dove l'arroganza e lo strapotere della politica la rendono analoga al gregge....ATTUALISSIMO!!

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    Dave

    28/01/2011 14:09:17

    Libro surreale per chi come me non conosceva l'autore prima. Anche se non è di facile comprensione ritengo che lasci "qualcosa" dentro. Che sia una pecora?

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