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La neve di san Pietro

Leo Perutz

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Traduttore: F. Bovoli, Fabio Cremonesi
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 896,37 KB
Pagine della versione a stampa: 183 p.
  • EAN: 9788845978449
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Gaia la libraia

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Quando Friedrich Amberg riacquista un barlume di coscienza, in una stanza d'ospedale, è come «un essere privo di personalità». Finché, di colpo, ricorda tutto: è il 1932, lui è un medico, e a gennaio aveva preso servizio a Morwede. Sì, ora ricorda: gli inquietanti segni premonitori durante il viaggio verso quella località della Vestfalia; l'arrivo nel villaggio, «oppresso dalla triste monotonia di quel paesaggio»; l’inatteso incontro con l'altera donna cui non aveva mai avuto il coraggio di dichiararsi; e il barone von Malchin, con il suo feroce, anacronistico legittimismo – e il suo visionario esperimento mediante quella che, un tempo, era nota come «Neve di San Pietro», capace di provocare uno stravolgimento del mondo.
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    n.d.

    26/03/2019 07:41:58

    Bellissimo libro.Trama avvincente.Un viaggio nel passato molto particolare

Mi sono avvicinato a questo libro con una certa curiosità, affascinato dalla storia che circonda la vita di Leo Perutz. Lo scrittore ceco, naturalizzato austriaco, non ha avuto un’esistenza facile. Ha attraversato il cielo della letteratura come una meteora.

Nato nel 1882, morto nel 1957, Perutz è stato il padre del genere storico-fantastico, con cui ha unito una minuziosa ricostruzione degli eventi passati a temi attuali. Tutto ciò ha dato voce a romanzi particolari, per troppo tempo etichettati come letteratura di intrattenimento. Ma così non è, e proprio questo aspetto mi ha incuriosito.

Adelphi ha ripubblicato La neve di San Pietro, libro uscito nel 1933, quando in Germania saliva al potere il nazismo. L’avvento di Hitler ha minato la fortuna di questo romanzo, perché sia Perutz che il suo editore erano ebrei. Nonostante tutto, la grandezza di queste pagine non è andata perduta.

Le peripezie del dottor Amberg, la follia del barone von Malchin, la ricerca della verità della misteriosa Bibiche, sono gli elementi affascinanti del romanzo. In ogni personaggio c’è quella inquietudine nordica che, anni dopo, Thomas Bernhard ha saputo raccontare con grande maestria. Il piccolo borgo di Morwede, in cui si svolge la vicenda, sembra il villaggio in cui è ambientato Gelo.

Il barone von Malchin, che vuole far ritrovare ai suoi contadini la fede nella monarchia attraverso un intruglio allucinogeno, nelle sue disquisizioni folli mette in campo verità forti, imprescindibili. Insomma, Perutz crea un noir metafisico che conserva ancora il suo fascino, nonostante siano passati ottantaquattro anni dalla pubblicazione.

Ma cos’è La neve di San Pietro? Si tratta di un parassita che aggredisce il grano. È conosciuto dai contadini come Fuoco della Vergine. Sembra essere stato debellato, ma dagli studi effettuati dal barone, emerge che nelle zone in cui ha fatto la sua comparsa, le popolazioni abbiano ritrovato la forza e il vigore per dar vita a nuove scoperte e ad imprese grandiose. Insomma, è come se Dio si fosse manifestato loro.

Ma cosa cerca davvero il barone von Malchin?

Un libro interessante che potrebbe rappresentare una scoperta per tanti giovani lettori. Tutta l’opera di Perutz si muove su queste coordinate, lui stesso ha sempre precisato che il suo intento non è mai stato quello di riscrivere la storia, ma di darle un’interpretazione metafisica.

E così sia.

Recensione di Martino Ciano

  • Leo Perutz Cover

    (Praga 1884 - Bad Ischl 1957) scrittore austriaco di origine ceca. Matematico di professione, visse a Vienna fino all’Anschluss trasferendosi poi in Israele, dove rimase fino al 1950. Maestro del romanzo fantastico-storico, ha saputo intrecciare accurate ricostruzioni storiche, inquietanti ritratti psicologici e atmosfere cupe e barocche in trame ingegnose, nelle quali il sovrannaturale si insinua gradualmente nel quotidiano fino a distorcerlo. Tra le sue opere: Dalle nove alle nove (Zwischen neun und neun, 1918), Il maestro del giudizio universale (Der Meister des Jüngsten Tages, 1923), Il cavaliere svedese (Der schwedische Reiter, 1934), Di notte sotto il ponte di pietra (Nachts unter der steinernen Brücke, 1953), considerato il suo miglior romanzo. Approfondisci
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