Traduttore: F. Rocca
Editore: Babalibri
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 1 gennaio 2008
Pagine: 34 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788883621864

Età di lettura: Da 3 anni

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Bene ha fatto l'editrice a porre, diversamente dal solito, prima il nome dell'illustratrice. Perché il testo, che pure appare ben costruito nella sua alternanza di solitudine e compagnia, di assenze e presenze, fondamentalmente racconta una storia ben nota. Che, però, Olga Lecaye rende nuova con la delicatezza e insieme l'intensità di colori e immagini, la nettezza e pure l'indefinitezza dei pochi personaggi, due lupacchiotti, più un pettirosso, un orso e due corvi presenti per non più di una pagina, l'espressività dei sentimenti dei protagonisti resa con sguardi e posture di grande forza rappresentativa, la costruzione/rottura del ritmo narrativo attraverso l'alternarsi di primi piani e di campi lunghi di distese e boschi innevati. Un lupo appena nato viene abbandonato perché è bianco. Vaga solo e affamato nel gelo dell'inverno. Finché incontra un lupo nero che si chiama Leo, mentre il piccolo scopre di non avere nemmeno un nome; e piange. I due si trovano reciprocamente brutti, si separano, poi si cercano, finalmente una mattina di primavera il lupo bianco sente una voce: "Ehi! Neve! Sono io". Il lupo bianco ha ritrovato un amico, ha trovato un nome: "Neve – si ripeté. – Che bel nome, Neve! Sono io". Ma la sintesi non può rendere nemmeno lontanamente la bellezza delle immagini e l'essenziale pregnanza della storia. Al recensore il libro ha ricordato la fotografia di un bambino africano albino isolato e guardato con diffidenza dai suoi coetanei con la pelle di un colore "normale", cioè nera, sulla "Stampa" dello scorso 20 ottobre. Soprattutto, ha ricordato il fratello albino, intelligentissimo e che poi ha fatto la sua strada nella vita, ma che da ragazzo molto ebbe a soffrire perché "diverso". C'è una grande letteratura che sa dire all'infanzia cose molto grandi con la leggerezza di un albo illustrato. Da cinque anni.
Fernando Rotondo