Non chiedere cosa sarà il futuro

Giuseppe Sgarbi

Editore: Skira
Collana: StorieSkira
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 1 ottobre 2015
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788857229539
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Descrizione
Giuseppe "Nino" Sgarbi (novantaquattro anni, oltre sessanta dei quali trascorsi nella sua casa-museo, cenacolo di scrittori, artisti e personalità della cultura) tesse, in un delicato gioco di rimandi fra passato, presente e futuro, le tre correnti che sono state vento alla vela della sua vita: l'aria - la passione per il volo, la caccia, il cinema; l'acqua - il fiume, la pesca, il mare; il pensiero - i grandi incontri con i libri e la poesia, ma anche con alcuni tra i protagonisti della scena culturale del Novecento. Come scrive Claudio Magris nella prefazione, "I toni tragici non si addicono alla ferma dignità di un vecchio signore familiare con la ruvida terra e l'acqua del fiume, ma sempre attento alle buone maniere. Sarebbe bello potergli assomigliare, almeno un pochino...".

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    Marilucia

    09/02/2016 19:05:47

    Una sorprendente abilità nello scrivere e ancor più nel penetrare il cuore del lettore. Una persona piena di voglia di vivere, che ha vissuto una vita piena di esperienze e di incontri, con una immensa cultura e passione per la buona lettura, che ha tradotto in pagine piene di poesia e di amore. Amore per la natura, la famiglia, il lavoro di farmacista, il fiume Po, la terra, il mulino dei genitori, il cinema, la caccia, la pesca. Con semplicità descrive la sua esperienza di vita, utilizzando con estrema cautela e precisione le parole adatte a tradurre concetti e pensieri che diventano universali, proprio perché comuni a tante persone, scavando dentro di noi e facendo emergere emozioni che aspettano il momento giusto per rivelarsi. Un vero scrittore e poeta della vita e della morte, che affronta senza timore alcuno, epilogo naturale e inevitabile di ogni uomo. Complimenti per lo stile, la lucidità, l'entusiasmo e anche per la ritrosia e la timidezza con cui affronta il suo pubblico durante la presentazione dei suoi libri. Una persona ricca di sentimenti, di simpatia, di umiltà. Un uomo maturo, ma anche fortunato (per sua stessa ammissione), che ha saputo ascoltare i silenzi della natura e apprezzare le cose belle della vita e gli affetti familiari, traducendo i suoi ricordi e le sue emozioni in pagine toccanti. Pare incredibile che sia solo alla sua seconda opera letteraria. Perché non ha trovato prima il tempo e la voglia (o il coraggio) di misurarsi con i suoi maestri?

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