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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788804527695
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Recensioni dei clienti

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    Bud Weiser

    29/04/2009 00.08.57

    Qualcuno mi faccia la cortesia di rispolverare qualche vecchio volume di Sanantonio, edizione Mondadori e traduzione, o forse sarebbe meglio dire "reinvenzione" di Bruno Just Lazzari. Et voilà! Lazzari diventa Lazzaro, Sanantonio Santandrea, la madre-unica vera donna del commissario francese, Felicie, qui è stata ribattezzata non mi ricordo come. Berurier e Pinaud si sono trasformati in Pogo e De Sade. Il tutto in versione non originale e quindi di qualità infinitamente più scadente. Che vergogna!!!

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    moneo

    24/01/2008 17.59.40

    ho letto tutto di pinketts. e l'ho più volte incontrato. andrea è un lazzaro santandrea cresciuto, con la rista facile e diabolica e un bicchiere pieno sempre in mano. il suo libro più bello rimane "lazzaro vieni fuori" scritto a soli 23 anni. poi direi che arriva "il senso della frase" seguito a parimerito da "il conto dell'ultima cena" ed un sorprendente (perchè sparato fuori dopo la crisi di un terribile "fuggevole turchese" e arrivato quando ormai pinketts è sobrio solamente al risveglio perima della colazione) "nonostante clizia". a me è piaciuto. un romanzo alla pinketts, divertende, dinamico, perfetto per un post adolescente che sa ancora stupirsi.

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    HULK

    27/07/2007 15.28.25

    Come Busi Pinketts è più vicino a Gadda 'Di cui tanti si riempiono la bocca, ma ben pochi hanno realmente letto'. La ricerca liguistica, usare il genere come contenitore, per funamboliche disgressioni, allitterazioni, ossimori. Milanese, come Gadda, attraversa spesso la città e fa piacere trovare ritratti, personaggi, modi di dire, motti di spirito, tipici del non luogo.

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    Paolo Franchini

    06/11/2006 12.28.50

    In "Fuggevole turchese", come ben sa chi ha letto il romanzo, il protagonista schiatta. Tira le cuoia. Trapassa. Muore. Fine della saga? Neanche per idea. Pressato dai lettori che arrivano persino a minacciarlo, il buon (?) Andrea G. Pinketts è costretto a far resuscitare il vecchio Lazzaro (mai nome fu più azzeccato) Santandrea. Ed è subito il caos. Da Milano a Savona, dalla Sicilia a Chinatown (quella meneghina), nessuno può più stare tranquillo. Un cadavere vestito da infermiere, un'infermiera nei panni di un cadavere, suore, travestiti, cinesi spietati, siculi cattivi, modelle modellate, medici, bare, baristi. Vale tutto: il nostro Lazzaro deve dimostrare di essere vivo, nonostante Clizia. Una storia noir in cui ne succedono di tutti i colori, struggente e crudele, comica e grottesca. Un po' come la vita.

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    Angelantonio Biasella

    24/10/2006 10.26.01

    È tornato Lazzaro Santandrea. È risorto, per meglio dire. Nella precedente puntata della saga da lui ispirata era rimasto ucciso inseguendo un deretano fuggevole e turchese. Vomitato dal Neutro-limbo di purgatorie fattezze, Lazzaro torna alla vita confuso e cinico come sempre. Savona e Milano fan proscenio ad un marasma sapientemente orchestrato in cui nulla è ciò che sembra ma resta sottilmente intuibile. Nonni mummificati, cinesi invisibili disossa-cristiani, infermieri necrofili travestiti da suore, donne vestite da uomini e uomini da donne, ristoranti siculo-cinesi, mafiosi dal cuore tenero e ancora tamarri dalla sapienza universale, creature orripilanti dedite al solleticante aggredire, modelle sagaci, wrestler-donna-sciupa-manager-frustrati. Insomma, il circo è quello del miglior Pinketts. Si diverte, l’autore, almeno quanto il lettore attento ad ogni suo estremismo linguistico. È un continuo sbrogliarsi da trappole d’astuzia enigmistica. L’intero testo si contorce in cervellotici giochi di parole, ghirigori deliranti, assonanze e tormentoni che si rincorrono, ripetendosi a dosi e tempi perfetti, in un moto perpetuo e caoticamente organico. Una massa di possibilità strutturanti che, dipanate ad inizio romanzo, magicamente convergono infine senza dare il senso della fine. Ci aspetta un’altra puntata e già questa è una grande notizia. Direte: ma chi è questo Pinketts? Bene. Ultimamente si vede spesso in TV ma non è un presenzialista. Lui si darebbe, al massimo, del penitente edonista.

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    silkiara

    22/09/2006 16.54.24

    un fantasista lessicale, un acrobata visionario che gioca sul filo del nonsense portando a spasso il lettore nei meandri reconditi e immaginifici della sua mente. propone dei collegamenti spesso inaspettati dando vita ad uno stile unico: lettura meno leggera del previsto ma interessante e affascinante.

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    L.

    11/05/2005 19.55.04

    Pinketts non può piacere a tutti, certamente il talento e lo stato di grazia narrativo ci sono. La prima parte sembra quasi volutamente astrusa, quasi a voler battesimare il lettore che per la prima volta entra nel circo di questo autore difficile da etichettare. Le trovate e i colpi di scena non mancano, il passare dal pensiero - anche assurdo - alle pagine, è veramente vorticoso. Difficile annoiarsi. L.

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    Manu

    23/09/2004 16.09.42

    Semplicemente geniale!!! come TUTTI gli altri suoi libri!!

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    annarella

    27/07/2004 21.31.19

    La verità sta nel mezzo... chi è che lo diceva? Cara Elisa legga, per favore, NERONAPOLETANO di Antonella Cilento (lo trova su IBS) e poi lo confronti con il Pinketts. Poi rivaluti le sue conclusioni o osservazioni se ne avrà da fare. Il piacere alla lettura è sempre soggettivo, non lo dimentichi mai, l'assoluto per tutti non esiste, ho espresso solo una mia osservazione o opinione che in quanto tale è sicuramente opinabile e non assoluta. annarella

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    Elisa

    19/07/2004 20.21.10

    "Al mondo, quando nasce un vero genio, lo si riconosce dal fatto che gli idioti fanno banda contro di lui", scriveva Jonathan Swift. Ora, Pinketts può piacere o non piacere, ma io leggo certe recensioni e mi cadono le braccia. Mi rotolano i sentimenti. Pinketts ha un enorme talento, una grande capacità narrativa, ed è un maestro nell'uso del linguaggio. "Nonostante Clizia" è, in una parola poco originale, bellissimo. Una piccola lettrice si dice "sgomenta che la Mondadori lo abbia pubblicato", tremo pensando ai libri che la rendono felice.

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    annarella

    13/07/2004 19.14.36

    Ho comprato il libro credendolo un genere noir, invece è un libro comico e tra le altre cose riporta dei passi volgarissimi. Sono delusa e sgomenta che la Mondadori lo abbia pubblicato. Allora chi scrive veramente bene a quale santo deve rivolgersi?

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