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Stefan Zweig

Traduttore: E. Ganni
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806227654
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Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ....

    12/02/2016 16.00.57

    Coinvolgente. Si legge in un attimo.

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    Giovannag Foschi

    24/11/2015 13.35.11

    Su una nave da crociera avviene il confronto tra due campioni degli scacchi. Ma questo racconto è anche una storia singolare su come il gioco degli scacchi può aiutare a superare momenti difficili come la prigionia e gli estenuanti interrogatori della Gestapo da parte del protagonista. Da leggere ....

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    Giorgio

    07/11/2015 03.39.12

    Notevole racconto di Zweig, scritto magistralmente, ci porta nei labirinti della mente del protagonista, sconvolta da una violenza ripetuta e duratura

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    giorgio g

    28/09/2015 10.56.59

    Perché commentare un capolavoro? Forse perché è stato tale il pathos provato nel leggere questo breve libro che si desidera lasciarne traccia. Vorrei aggiungere una considerazione: ho letto la "Novella degli scacchi" a breve distanza di tempo da "Un eredità di avorio e ambra" di Edmund De Waal ed ho ritrovato l'atmosfera dell' Anschluss da parte della Germania hitleriana che si proponeva di annullare l' intellighentia dell'Austria. Una tragedia per un Paese che da un Impero era scaduto a paese di secondo piano... Tornando al libro di Zweig, considero la sua lettura un must non solo per gli appassionati degli scacchi.

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    Vale

    10/02/2015 17.46.48

    Splendido! Praticamente perfetto.

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    lhl

    06/02/2015 09.27.01

    molto molto coinvolgente. I personaggi sono ben collocati e caratterizzati, la tensione è dalla prima riga e permane fino all'ultima permeando la vicenda di ansia. E' proprio una partita a scacchi, come la vita, come la sfida tra i due protagonisti, nella quale l'io narrante funge da arbitro non giudicante.

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    Stefano

    13/11/2014 11.46.25

    Molto più di un racconto. Lo si legge in due ore, due ore in cui si viene avvolti da una storia magnifica, affascinante, scritta con semplice eleganza. Un doppio binario che mette di fronte due uomini e due culture che non potrebbero essere più diversi. Lo scorrere delle pagine, accompagnato da svariate metafore autobiografiche, si fa sempre più inquietante, il confine tra genio e follia sempre più sottile, fino ad arrivare allo sconvolgente finale. Bellissima scoperta.

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    Mauro

    29/08/2014 17.51.24

    L'ho letto in edizione economica, e l'avevo comprato pensando fosse una storiella affascinante, ma non pensavo fosse così bella: coinvolgente, poetica e interessante. Un capolavoro della letteratura moderna.

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    alida airaghi

    08/08/2013 09.26.46

    Questo lungo racconto può essere considerato il testamento spirituale di Zweig: fu infatti steso nel 1941, pochi mesi prima che lo scrittore austriaco si suicidasse in Brasile insieme alla moglie. E' la storia di una serie di partite a scacchi giocate durante una traversata oceanica tra Mirko Czentovic, scacchista professionista di fama mondiale, e il dottor B., avvocato austriaco perseguitato dalla Gestapo. E' chiaro fin dall'inizio da che parte stia lo scrittore Zweig (esteta, pacifista, innamorato della cultura e della spiritualità europea al punto da autoesiliarsi per protesta in Sudamerica allo scoppio della seconda guerra mondiale). Bersaglio della sua polemica è il campione russo Czentovic, "contadinotto... taciturno, ottuso ragazzo dalla fronte quadra...incapace di scrivere una frase in nessuna lingua senza errori di ortografia...di un'ignoranza parimenti universale in tutti i campi". A questo avversario, presuntuoso perché indifeso, goffo perché poco intelligente, fornito di un'unica mostruosa abilità (quella di giocare, vincendo sempre, a scacchi), Zweig oppone la cultura e la sensibilità del dottor B., già amministratore dei fondi della famiglia imperiale austriaca. Arrestato dai nazisti, torturato in un isolamento feroce e totale, era riuscito a salvarsi dalla pazzia grazie alla lettura di un manuale sugli scacchi, e alla simulazione mentale di centinaia di partite. La gara che Czentovic conduce contro il dottor B. è in realtà una partita tra due modi di concepire e di affrontare la vita: quella, rozza ma di successo, del campione Czentovic, e quella raffinata ma sconfitta del dottor B. . La prima simboleggia la cultura nazista, violenta e arrogante, la seconda quella mitteleuropea. Gli scacchi hanno un'evidente valenza simbolica, e il delirio finale del dottor B., incapace di vincere la partita decisiva, è il simbolo della resa di un continente alla brutalità pianificata di Hitler, e della resa di Zweig di fronte al crollo dei suoi ideali.

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