Nudi come siamo stati

Ivano Porpora

Editore: Marsilio
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 27/04/2017
Pagine: 335 p., Brossura
  • EAN: 9788831726689
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    Camilla

    13/09/2017 03:04:24

    Una bellissima scoperta questo porpora. Un libro - lo devo ammettere, ahimè - scelto per la copertina, senza aspettarsi tanto. E invece dimostra che Porpora, a differenza di altri, qualcosa da dire ce l'ha!!

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    Sara

    12/09/2017 13:34:34

    Personalmente non mi è piaciuto questo libro. E' da apprezzare l'ambientazione e la descrizione del luogo in cui il protagonista riceve lezioni di pittura. Ma è un libro a tratti pesante, spesso contenente parti che si percepisce non essere così importanti ai fini della storia. Forse il mio modesto giudizio è più severo dato che prima di Porpora avevo appena finito di leggere romanzi di autori come la Marylinne Robinson, Romain Gary, Di Pietrantonio, Jamie Ford, Paolo Cognetti, insomma autori di un livello superiore. Ma sicuramente non darei 5 stellette ad un libro come quello di Porpora.

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    Laura Sansone

    10/06/2017 16:31:38

    Non è un semplice romanzo, questo di Ivano. Ci sono dentro talmente tante sfumature di colore da farlo diventare simile ad uno dei quadri di Arsèn o di Severo. Due artisti, due pittori, diversi eppure simili nel darsi, nel voler riempire il vuoto che hanno dentro con i pennelli e una fame di vita che sembra non saziarli mai. Questo libro non è semplice da leggere, ti cattura ma ti regala sensazioni diverse e contrastanti, ti fa male anche perché la letteratura di Ivano è forte, potente, capace di colpirti come un pugno in pieno stomaco. Ma questo deve fare la letteratura, per me. Scuoterti dal torpore, farti vivere emozioni vere, reali, anche dure e difficili da accettare. Alcune pagine di questo libro le ho lette piano, rilette, elaborate e sto qui a chiedermi cosa sia davvero questo romanzo. Mi sa che è semplicemente vita. Quella vita che viviamo tutti, tra piccole gioie e tanto dolore. Grazie Ivano per averlo scritto.

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    antonella

    01/06/2017 09:58:50

    Ho già scritto, di questo libro, ma vorrei entrare ancora nel merito, per la parte che si svolge in Francia. Leggo molti autori francesi, frequento e conosco la Francia, e la parte di questo libro ambientata lì ha la voce francese. Si differenzia, entra nel luogo, pare di essere lì. Come se fosse scritto da un autore francese. Perfetto.

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    Stopao

    22/05/2017 19:17:30

    Questo romanzo è l’incarnazione dell’autore; è come un corpo fisico, greve, ancorato a terra, che si muove con passi faticosi, tentenna, avanza ma subito dopo arretra, che vorrebbe ma non può, che potrebbe ma non è; che poi si toglie un poco di peso di dosso e comincia a camminare, anche con un certo portamento, in maniera lineare e spedita; quindi trova la sua conclusione, sciogliendo qualche filo e annodandone altri. È un buon romanzo, dove ogni pagina è una pennellata che definisce e “indefinisce” lineamenti e carattere dell’autore, è l’incarnazione dell’autore con tutti i pregi e qualche difetto. In questo senso non poteva essere altro: è un’immagine specchiata. Ottimi ingredienti cucinati sapientemente; forse manca qualche spezia che rinfreschi il palato fino a pizzicare il naso, o una buona bolla metodo classico fresca di frigorifero. È un buon rosso affinato in botte leggermente ricco di tannini, da godersi in attesa della prossima degustazione, di una futura istantanea che ci mostri uno scrittore più sorridente e scanzonato, più leggero. Consigliato.

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    Valentina Fantasia

    22/05/2017 17:09:17

    È un romanzo bellissimo e potente, Nudi come siamo stati di Ivano Porpora. Mentre leggevo, ho dovuto fermarmi in alcuni punti, posare il libro sulle ginocchia e starmene in silenzio. Assorbire la storia prima di proseguire. Un po’ perché è una storia dura, con personaggi che da subito si delineano e chiedono attenzione, a tratti affetto. Un po’ perché è un romanzo molto denso, quando l’ho finito ho pensato che i nove anni che l’autore ha impiegato a scriverlo non fossero poi così tanti. Però se dovessi sintetizzare in una parola cosa penso di questo romanzo, direi che è -sincero-. Ora ripenso ai romanzi che mi sono piaciuti tanto, e trovo che questa qualità sia applicabile anche a loro. Ovvio che non è sufficiente, la sincerità, a fare buono un romanzo. Ma io non sono una critica letteraria, posso solo cercare di capire cosa mi spinge a continuare la lettura di un libro, tenuto conto che quando la storia o la scrittura o l’intreccio non mi prendono, chiudo il libro prima della fine e raramente lo riapro. Arsène, Anita, Severo e suo padre; Bastien, Luc, Verano. Ed Erika, la madre di Arsène e Bastien, che studia un’apertura di partita a scacchi ‘in cui era caduta molte volte’. Ma non sa che QUELLA volta la ricorderà per sempre, che proverà a dimenticarla ma senza volerlo ogni dettaglio le tornerà alla mente senza pietà. La sincerità è impietosa. Immobilizza l’aria. Ferma il nostro respiro. Ma ne abbiamo bisogno perché grazie alla sincerità, leggendo, ci specchiamo. Infine, come dice l’autore, ‘risuoniamo’.

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    Stefano

    21/05/2017 08:08:02

    Molto bello e meravigliosamente "sbilanciato", è un romanzo dalla struttura insolita, scritto con uno stile intenso, sensibile e viscerale. Tumulti emotivi, trasporto carnale, riflessioni sul vivere e sul creare, un romanzo di formazione e deformazione. Consigliato.

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    Federica

    19/05/2017 09:44:56

    Un libro che lo leggi e poi per un po' è meglio se aspetti prima di iniziarne un'altro, perchè questo ti resta sotto la pelle. Lo si sente a tanti livelli, nella pancia, nella testa. Ti regala dettagli e visioni. Buio e colori. Ti fa guardare dentro te e ti paralizza, poi ti regala la voglia di correre. Leggerlo è regalarsi qualcosa.

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    antonella

    15/05/2017 13:06:27

    Nei libri cerchiamo conforto e qui il conforto non è sempre presente, certo non nel modo in cui si viviseziona la storia; certo non nel modo in cui si viene catapultati nella vita dei personaggi; certo non nel genere, che non riuscirei a definire (e direi, per fortuna). Quello che mi conforta, è che ogni singola pagina trasuda di un buon lavoro, di giusta rifrazione di luce, là dove le parole diventano proprio quei sentimenti che spesso abbiamo provato. Amo, poi, i dettagli, che paiono minimi ma che ci aiutano a rivivere, a comprendere. Amo la musica che esce dal testo e ci accompagna. Amo l'arte e le arti, che sono presenti persino nelle descrizioni fotografiche. Leggere Nudi come siamo stati, ci fa uscire dai luoghi comuni ed entrare in un mondo che diventa, in brevissimo tempo, il nostro.

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    Sara VelvetGoldmine

    15/05/2017 12:21:46

    Era da molto che non mi capitava. Sfogliare un libro, decidere che deve essere mio, già dal titolo. Ci sono parole che devono stare a contatto con la pelle, per non farle scivolare via troppo presto. Questo questo libro parla di separazioni e distanze, di vittorie e di sconfitte. Di ritrovare infine, se stessi. nudi. Ed è il bisogno di ogni uomo: Capire chi è. La lettura pare un piacevole sussurrarsi di parole all'orecchio, sono vellutate, travolgenti, adeguate. Quasi delle confessioni intime tra personaggio e scrittore, sono scene segrete di vita, dove c'è una cura dei dettagli a cui non poniamo ormai più attenzione. Le scene proposte non si potrebbero immaginare con un realismo così violento, come alle volte emergono. Ma sono parentesi vere, sono i sentimenti che permeano tutta la nostra esistenza. Se tu soffri per la vicenda, tu soffri per la tua propria sofferenza. Solo che lo capisci poi. Perché ti rimane sotto pelle quello strano formicolìo, che è l'emozione per ciò che hai letto. Così quando il protagonista torna a respirare, anche tu riemergi dall'apnea in cui ti eri chiuso. E ci si prende per mano fino all'ultima pagina. Ma questo libro parla anche di arte, di famiglia, di amicizia, di vita e della morte. Questo libro l'ha scritto una persona speciale. Volevo solo consigliarvelo col cuore. Sono tre storie, che riguardano gli stessi personaggi. io vi avverto, ve ne affezionerete.

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    Fra

    11/05/2017 06:03:43

    Io questo capolavoro di Ivano l'ho letto, amato, odiato anche. Perché è doloroso e faticoso. Perché non ti rassicura. È crudo, schietto, onesto. Ecco io ho amato più di tutto la seconda parte (sono tre in totale). Quella parte lì è un capolavoro. Di scrittura soprattutto. Non che non lo siano anche le altre. Però quella ha proprio parlato alla mia pancia e alla mia testa contemporaneamente. Leggevo e pensavo: "mamma mia che scrittura"! Una roba da romanzo americano perché mica ce ne sono tanti di italiani che scrivono così, in quel modo che proprio ti viene da dire: "sti cazzi". E poi ci si piange anche un poco. La terza parte mi faceva pensare al Sole dei morenti di Izzo, perché ha quell'atmosfera e ti sparge sale sulle ferite. C'è tanto di Ivano qui dentro. Io lo vedevo proprio, lo sentivo. Sarà per questo che il romanzo ti avvolge e ti stende allo stesso tempo. Non lo so se sia un libro per tutti. Secondo me no. Perché qui l'asticella lui l'ha alzata e mica di poco. Io leggevo e realizzavo che a quei livelli lì ci arrivano in pochi. Che qui tutti son buoni a scrivere libri e a pubblicarli ma ben pochi sono dei veri Scrittori. In questo libro ci si deve tuffare e nuotare come i salmoni. Fare una fatica boia controcorrente. Costringere il cervello a non cercare rassicurazioni né diletto che non è cosa. Però poi alla fine che carni rosate e tenere!

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    arianna

    10/05/2017 15:17:52

    E' un libro molto bello e scritto molto bene.Ringrazio la mia libraia per avermi fatto conoscere questo scrittore.

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    Ismaele Tartari

    10/05/2017 11:54:33

    Un libro che ti scava dentro, dove ogni parola ha un suo posto sulla scacchiera della vita, dove il nero, inteso come colore ma anche come stato d'animo, è padrone della scena . Un libro difficile perché scritto maledettamente bene da un giovane scrittore che regala al suo lettore il bene più prezioso di questa vita menzognera: il giusto tempo diluito e goduto appieno un pugno di pesate e pensanti pagine.

Vedi tutte le 13 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Questa è una storia vera. È l'ultimo tentativo che faccio per venire a capo dei miei pensieri: per catalogarli. farli entrare come un gregge che mi è scappato di notte. Non so il numero dei capi, né il nome; non so quali strade possano aver preso, e se ci sono burroni, buche, strettoie, scorciatoie. La notte preme, sembra una coperta, non piove mai. Ci sono nuvole ma non piove, fuori. Il cielo è nero, duro, forte, il vento a volte soffia ed è capace di tirare giù rami; tutto fuori. Qui dentro devo cercare di sfrondare fatti minimi che allora, al tempo in cui tutto successe, mi apparivano fondamentali; cercare il filo che collega me, Anita, Arséne. Il filo che collega u territorio, perfino, fatto di campi coltivati e casotti piantati a forza in mezzo al nulla, finestre che sembrano ogive e imposte di alluminio, ringhiere, parcheggi vuoti e riflettori dello stadio sfondati da una pallonata, macchine sciolte in mezzo all'asfalto, rimane quasi solo una pozza bruna, spighe bruciate al sole, mosche che son morte cercando di bucare una zanzariera; e questo cazzo di caldo che non esce mai di casa, mai, nemmeno se fa notte. Questa è la storia di noi tre: i protagonisti di questo mondo posso dirlo con certezza, siamo noi tre, io grosso e largo e moro, lei, oh, quasi tutto; ma c'è stato un momento in cui avrei giurato saremmo diventati quattro, o cinque; forse anche sei.