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I nuovi Unni. Il ruolo della Gran Bretagna nell'imbarbarimento della civiltà occidentale

Gianfranco Amato

Editore: Fede & Cultura
Collana: Saggistica
Anno edizione: 2012
Pagine: 224 p., Brossura
  • EAN: 9788864091303
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    Marco

    31/05/2016 21.43.53

    Uno dei libri più anacronistici che abbia mai letto. Il libro è scritto chiaramente da una persona che ha viaggiato nel tempo direttamente dal XV secolo ai giorni nostri senza imparare niente da secoli di evoluzione del pensiero umano. Il libro è di 2 anni fa, ma pare scritto 40 anni fa, da un integralista cattolico americano di quelli superbigotti. Se siete bigotti questo libri fa per voi, ma se volete un libro che sia scritto per una persona nata e vissuta nel XX secolo prendete assolutamente un altro libro

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    Riccardo

    04/06/2012 11.03.38

    Il libro è un sostanziale atto di accusa verso il modernismo dilagante che da tempo sta affliggendo la società europea. Vengono citate una serie di situazioni paradossali che sono avvenute e stanno continuando ad avvenire oltre manica. Il pregio del libro è quello di far capire al lettore quanto una smodata sete di modernità e di astio verso tutto ciò che fa parte del passato, può alla fine trasformarsi in un sostanziale disconoscimento delle proprie radici culturali e, perché no, anche religiose. Disconoscimento che alla lunga porta l'uomo a non riconoscersi più in una comunità, ma lo isola e lo rende vulnerabile. Per dirla con Faye, l'uomo cessa di essere un cittadino, per trasformarsi in residente, avendo tranciato tutte le radici che lo ancoravano in un contesto spaziale, culturale e soprattutto tradizionale. Il difetto dell'opera di Amato è quello di essere a volte, un po troppo impregnato di fanatismo religioso. Ad esempio non si capisce per quale motivo l'autore si scaglia contro le società animaliste. Riconoscere dignità agli animali, non implica necessariamente una negazione della medesima agli uomini. Leggi contro il maltrattamento degli animali non sono necessariamente un sintomo di disfacimento della civiltà occidentale. Anche l'uso dei contraccettivi e più in generale, l'atteggiamento della società britannica verso il sesso, viene fortemente criticato. Quello che forse l'autore non ha compreso fino in fondo è che il mondo è cambiato e non è con la sessuofobia o con il ritorno al medioevo che si può riguadagnare un atteggiamento positivo verso le proprie origini e la propria civiltà. Molto più condivisibile e convincente invece, la critica nei confronti di una sorta di smania di autodistruzione che porta i governi dell'isola nord europea a fare scempio della propria cultura e delle proprie tradizioni religiose per favorire religioni alloctone, nel nome della 'politically correctness'. Concludendo, è comunque un libro da leggere e forse anche da meditare

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