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Ikkyu Sojun

Curatore: O. Civardi
Anno edizione: 2012
Pagine: 216 p. , Brossura
  • EAN: 9788834016251

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    alida airaghi

    08/06/2012 18.30.28

    La casa editrice Ubaldini dedica un'importante pubblicazione a Ikkyū Sōjun, maestro zen giapponese del XV secolo, e alle sue 150 composizioni poetiche. Curato e tradotto esemplarmente dalla studiosa di letteratura nipponica Ornella Civardi, il volume si apre con un'approfondita introduzione alla vita, al pensiero e all'epoca in cui visse questo importante "saggio non saggio", anticonformista riformatore della pratica zen, finissimo calligrafo e ispiratore della cerimonia del tè, nonché mentore del teatro del nō. Ikkyū, figlio disconosciuto di un imperatore e di una dama di corte, fu avviato bambino alla carriera monastica in un'epoca in cui lo zen stava perdendo la sua purezza originaria, istituzionalizzandosi in conformismi e compromessi col potere che ne minavano il messaggio di povertà e illuminazione interiore. Abbandonato il tempio della scuola Rinzai, il giovane mistico scelse di percorrere la strada disagevole ma più nobile e sincera del monaco itinerante, alla ricerca di una dimensione esistenziale e di pensiero più aderente alla sua vocazione interiore. Adottato il nome di Kyōun (nuvola vagante) preferì mescolarsi alla popolazione più misera e marginale, componendo poesie e coltivando il bambù, ma soprattutto rifiutando l'ipocrisia delle regole imposte da una rettitudine di facciata e dalla decenza comune, e accettando anche di sfidare lo scandalo e la provocazione nelle sue frequentazioni di bettole e bordelli: "quelli che pretenderanno di possedere lo zen, di sapere la Via, quelli saranno i veri impostori, i nemici della Parola. Siamo ciechi che conducono per mano altri ciechi..." La condotta di Ikkyū fu sempre finalizzata alla conquista di una profonda libertà interiore, fino agli anni della vecchiaia, trascorsi accanto a una cantante cieca molto più giovane, che rivitalizzò il suo spirito e la sua poesia in una nuova dimensione erotica, e poi nell'accettazione di un ruolo più istituzionale come guida del tempio Daitokuji.

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