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Ivan Goncarov

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788806181574

Recensioni dei clienti

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    sara

    20/07/2013 11.00.16

    Un libro MERAVIGLIOSO, con uno stile intenso e a volte divertente. E' una perfetta pièce teatrale, con continui scambi di battute anche esilaranti, come tra Oblomov e il servitore Zachar. Mi ha fatto molto riflettere ed ero così presa dalla lettura che ogni giorno non vedevo l'ora di rituffarmi tra le sue pagine. Consigliatissimo!!!

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    Gloria

    17/01/2013 16.07.52

    Sono pienamente d'accordo col lettore precedente. Purtroppo non c'è personaggio della letteratura con cui mi sia identificata di più che con Oblomov, il che non depone a mio favore. Il protagonista è una persona sconfitta in partenza, che non trova e non cerca la forza per affrontare la vita, e preferisce nascondersi da essa, chiudendosi nel proprio guscio di noia e solitudine. Anche quando ha l'occasione per uscirne, a parte un primo momento di rinnovato entusiasmo per la vita, si spaventa e decide che in fondo è più comodo tornarsene sul suo divano e lasciare che il mondo vada avanti senza di lui.

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    Marx

    15/02/2012 18.59.22

    Con questo libro Goncarov affronta, non so fino a che punto consapevolmente, il tema della depressione. Cos'è Oblomov se non un depresso? La sua inazione, la sua trascuratezza, il suo preferire una vita piatta e mediocre a ciò che di bello ed emozionante può essa invece riservarti, sono dinamiche tipiche di questa patologia. La bellezza del libro è racchiusa proprio nella inconsapevole, innocente e rassegnata accettazione di questo malessere da parte del protagonista che non si rende conto di essere malato ma semplicemente accetta con serenità il suo modo di essere. Pertanto Oblomov non è nè un eroe negativo, nel senso di un anticonformista, nè un personaggio negativo, e cioè semplicemnete, e banalmente, un apatico, abulico o addirittura un ignavio. Oblomov sono tutti coloro che si costruiscono il propio mondo a misura delle proprie capacità e della propria volontà riuscendo a sopravvivere nonostante la paralisi della mente che diventa paralisi del cuore. Sono tutti coloro, figli di un dio minore, che soffrono senza capire il perchè ma che riescono a sopravvivere attraverso un minimalismo salvifico che però li espone al biasimo, al ludibrio e alle feroci ironie delle persone "sane". Libro da studiare nei corsi di psichiatria.

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    maurizio

    10/11/2010 22.48.59

    Oblomov diventa il simbolo e il precursore di un mondo, di un movimento, di una filosofia di vita: "l'Oblomovismo" che rispecchia l'inerzia psicofisica contrapponendosi alla vita viva. Oblomov non riesce a provare interesse per la vita stessa e nemmeno la passione per Olga lo smuove dal suo torpore. Ma pur in questa sua percezione della vita anestetizzata, egli è amato e rispettato da tutti perchè uomo onesto e puro. Bello, intenso, persino ironico. Imperdibile.

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    Roberto

    06/06/2010 18.24.40

    Letto in una settimana. Come quasi tutti i russi, Goncarov non ti consente di chiudere il libro. Un capolavoro di un'attualità spaventosa.

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    Mt

    19/10/2009 01.08.58

    è passato giusto un anno dalla lettura di oblomov e nonostante abbia impiegato un bel pò di tempo per leggerlo ( non perchè fosse pesante ma forse perchè l' oblomovismo fa il suo effetto anche su chi legge ) a sprazzi sento la nostalgia di quel libro . mi manca oblomov , ma soprattutto il modo in cui mi faceva vivere la lettura di oblomov ( mi lascio sempre influenzare dai libri che leggo ). eh si . è davvero una bella storia. passivamente ti riempie di vita. è un paradosso. è un capolavoro.

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    Rosy

    22/11/2008 14.53.31

    non è stato solo un libro, è stato un amico.

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    edward

    21/10/2008 18.01.37

    Buon libro, anche se a tratti forse un po' pesante... il tema è comunque interessante

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    miciogigio

    03/10/2008 09.46.31

    per me, rappresenta insieme a "cent'anni di solitudine" il libro più bello che abbia mai letto. L'ho riletto a distanza di anni mantenendo inalterata questa opinione. Quanto ho pianto nello scorrere quelle pagine....

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    Mauro

    08/09/2008 17.22.01

    Un libro bellissimo, che stupisce e incanta, per come è scritto e per quello che dice. Oltretutto inventa anche una posizione dello spirito che è quella dell'"oblomovismo".

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    K.

    10/12/2007 09.07.20

    Un libro meraviglioso scritto con grande maestria che trascina dalla prima all'ultima pagina.

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    Ste

    28/11/2007 21.12.25

    Oblomov è parente stretto di Bartleby, inquietanti entrambi nel loro rifiuto dell'azione. Là dove si blocca l'azione inizia il pensiero, e Oblomov dà da pensare. Nel continuo paragone con l'intraprendenza dell'amico Stolz, Oblomov insinua continuamente il dubbio sulla vanità del tutto.

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    Giusy

    28/10/2007 20.43.20

    Un capolavoro !

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    Alessandro

    08/09/2007 18.30.54

    Chi è Oblomov? Un uomo vinto, che si rovina da solo, senza un perché. Si rovina conducendo un'esistenza vergognosa, ma da cui non vuole sottrarsi. Se ne sta tutto il giorno senza far nulla, sdraiato su un divano; dorme, o ricorda l'infanzia vissuta nell'idillica tenuta paterna, Oblomovka (un'infanzia protetta che lo ha reso incapace di accettare il mondo com‘è). Le candide speranze romantiche che riponeva nel genere umano sono state disilluse. L'uomo è anche malvagio, l'amico è anche un opportunista. L'umana imperfezione ha sopraffatto Oblomov, dato che, pur inevitabile, è stata estranea alla realtà familiare: dunque, assurda ai suoi occhi. Non crede negli altri. È un'anima infantile, è rassegnato, non si oppone alla malvagità e si lascia vincere. Disilluso dalla vita, disinteressato a tutto, si è autoescluso dalla comunità. Non vi si è mai trovato a suo agio. Vi fatica a vivere. Le è estranea. Pessimista, sembra ripetere: più le cose cambiano, più rimangono le stesse - o peggiorano. Per lui il presente è privo d’interessi attivi. Il futuro stesso è eclissato nell'unico ambito sentito, il passato. Indifferente a ogni attualità (politica, artistica), Oblomov langue nella nostalgia di un paradiso perduto, l’infanzia, di cui resta solo il ricordo. E non vuole cambiare se stesso. Nessuno potrà farlo cambiare, né l'amico Stolz, né l'amata Ol'ga. Oblomov ha una singolare capacità d'introspezione. Sa cosa vuole. E la vita non gli sfugge: la comprende. Egli sa. Sa cosa ci si aspetta da lui: il regno dei sentimenti non gli è estraneo.

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    roberto

    31/03/2007 11.44.25

    Oblomov è tra i 5-6 libri che nella vita non si può fare a meno di leggere (gli altri della mia selezione personale: Guerra e Pace, I Viaggi di Gulliver, Dr. Jeckyll e Mr. Hide, Delitto e Castigo, Anna Karenina). E' un romanzo scritto 150 anni fa, di una modernità sconcertante. Nulla di più falso e superficiale dello stereotipo che vuole Oblomov simbolo della pigrizia e dell'inerzia (e che, ahimé, viene riportato pedissequamente anche nella sintesi che questo sito fa del libro). Oblomov è invece un eroe moderno, che rappresenta tantissimi (giovani soprattutto): chi si arrende, chi si chiude, di fronte a un mondo che non gli piace. Un mondo che cambia apparentemente in meglio, ma che è portatore solo di banalità e che lascia intatti problemi e ingiustizie. Di sconcertante modernità è anche la visione del mondo dell'autore, Goncarov, solerte funzionario della Russia zarista, che a metà dell'ottocento intraprende un lungo viaggio in giro per il mondo e riporta le sue impressioni. Come un Pasolini ante litteram, le stranezze Goncarov non le trova in mondi lontanissimi dalla sua Russia, come il Giappone (in cui riconosce il germe di una civiltà culla del mondo) o in Africa (in cui vede contadine che somigliano in tutto e per tutto alle 'baba' russe). No: le vede in Inghilterra, nel paese più avanzato del mondo, in cui la specializzazione ha preso il posto del sapere, l'economia e la produzione il posto dell'etica. Per favore, invece di leggere i 'libri' dei comici o dei calciatori e compagnia cantando, leggetevi libri come Oblomov.

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    selene

    07/12/2006 15.02.32

    E' un libro disarmante!! bellissimo e tristissimo! l'esasperante pigrizia è la metafora forte dell'abulia quotidiana(e scusate la parolaccia)....Lo consiglio assolutamente

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    baton

    09/09/2006 18.02.54

    Oblomov (l'oblomovismo) è entrato a far parte del dizionario della lingua italiana e questo la dice lunga sull'importanza dell'opera. Al di là di ciò, si tratta di un libro divertentissimo: i dialoghi del padrone con Zachar sono da sbellicarsi dal ridere. Sarà impossibile non affezionarsi per sempre ad Oblomov e alla sua contagiosa voglia di NON fare.

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    Mimmo

    05/06/2006 16.50.55

    Lo so,sto per dirla grossa,ma Oblomov non mi ha preso,se non a tratti.Il libro forse rispecchia quelle che sono le caratteristiche del suo personaggio principale,ma tranne alcuni picchi di grande scrittura(l'infanzia di Stolz su tutto)l'opera scivola via piatta,e in alcuni momenti è addirittura noiosa.Mi dispiace,sarà stata una mia cattiva predisposizione ma,ripeto, non mi sono divertito.

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