Ogni cosa è illuminata - Jonathan Safran Foer - copertina

Ogni cosa è illuminata

Jonathan Safran Foer

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Traduttore: Massimo Bocchiola
Editore: Guanda
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 336 p., Brossura
  • EAN: 9788882466664
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Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente, che si chiama Jonathan Safran Foer, visita l'Ucraina per trovare Augustine, la donna che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricerca da un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora per l'agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di una cecità psicosomatica fa l'autista, e in compagnia di una cagnetta maleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dal nonno.
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    Fabio

    19/05/2020 17:10:26

    Stavo per rinunciare all'acquisto di questo libro dopo aver letto le recensioni di questa pagina, ma per fortuna non l'ho fatto. Sono consapevole di esser stato facilitato dall'essermi approcciato a questo romanzo dopo la visione del film, ma devo ammettere che l'unica parte che ha richiesto più impegno e concentrazione è stato uno dei capitoli iniziali, per la precisione quello nel quale si parla per la prima volta degli antenati dell'autore. Il resto l'ho trovato molto scorrevole e avvincente. In un paio di occasioni sono dovuto tornare sui miei passi per capire a pieno delle relazioni tra i personaggi, che comunque non erano così essenziali per la comprensione del testo. L'ho trovato un bel romanzo, con figure molto interessanti, scritto in modo superlativo, sia per la scelta del linguaggio, sia per la sua struttura.

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    Stefano

    26/09/2019 08:40:11

    Libro noioso ed insignificante, incomprensibile come possa aver vinto dei premi.

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    S.COLE

    17/09/2019 15:37:48

    Mi appello al terzo punto del decalogo di Pennac sui diritti del lettore. Il diritto di non finire il libro. Un libro lasciato stare subito, appena dopo poche pagine. Una lettura di una fatica immane. Leggo fino in fondo anche i libri che non mi entusiasmano affatto perchè fino a che non giro l'ultima pagina voglio dargli una possibilità. Questo è l'unico in vita mia che, con tutta la buona volontà, non sono riuscita nemmeno quasi ad iniziare in pratica. Pesante, oltremodo.

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    Chiara Sav

    07/01/2015 15:25:08

    Non è un libro normale, non è letteratura comune: è un'opera d'arte e come tale va interpretata. E' un libro geniale, originale, ricco, strano, stupendo ... consigliato a chi è stanco sei soliti romanzi o a chi desidera vivere, per un attimo, in un'altra dimensione della lettura!!!!

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    ELENA

    23/11/2014 22:14:58

    Questo libro è fra i peggiori che abbia mai letto. Linguaggio faticosissimo, storia (?)sconnessa, non ho capito niente. Sono arrivata in fondo sperando in un finale mitico che valesse il tempo speso...ma no, totale delusione.

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    Alex

    26/09/2014 10:07:11

    Dopo due pagine volevo già metterlo via, poi ho continuato fino a metà e avrei smesso volentieri, sono giunto alla fine e avrei voluto capirci qualcosa, ma è indecifrabile per lo stile noioso e insignificante... Morale della favola: tempo sprecato per una storia che non si capisce quale sia!

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    Alex

    20/09/2014 15:10:37

    Dopo due pagine volevo già metterlo via, poi ho continuato fino a metà e avrei smesso volentieri, sono giunto alla fine e avrei voluto capirci qualcosa, ma è indecifrabile per lo stile noioso e insignificante... Morale della favola: tempo sprecato per una storia che non si capisce quale sia!

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    Maxdebe

    01/09/2014 12:02:00

    L'ho acquistato su consiglio del mio libraio di fiducia che finora non aveva mai sbagliato: non sono riuscito ad andare oltre pag.50. L'ho trovato confuso e per niente scorrevole. Non mi è piaciuta la scrittura "creativa" di usare la forma epistolare.

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    silvia

    19/02/2014 18:10:40

    No, non mi è piaciuto: la scrittura creativa è un'altra cosa. La storia fa riflettere, è vero; ma a mio avviso l'idea di un narratore che fatica a parlare l'inglese e quindi, con le sue espressioni distorte dovrebbe alleggerire o far sorridere difronte all'enormità del dolore e della crudeltà dell'olocausto non l'ho trovata né geniale né ironica. Al contario, ho avuto spesso una sensazione di fastidio, come difronte a qualcosa di sonoramente falso, non tanto per la storia raccontata, ma per questo cercare da parte dell'autore, a tutti i costi, d'essere d'effetto, a scapito di tutto il resto.

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    RdG

    04/09/2013 00:08:50

    L'ho letto in inglese, sono curioso di sapere come sia stata resa la lingua unica, divertente e bella di Alex, il giovane narratore e traduttore. L'ho finito ieri e mi è dispiaciuto dovere abbandonare i suoi personaggi alla cui compagnia mi ero così abituato. Prima di metterlo via mi sono riletto tante parti che mi avevano fatto ridere o emozionare.

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    Sandra V.

    27/08/2013 12:09:54

    Non è stato facile, ad un certo punto volevo abbandonarlo perché le due storie erano difficili da seguire e mi sembrava assurdo. Invece ho insistito, l'ho finito e mi sono commossa. Consigliato

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    Francesca

    03/04/2013 15:28:38

    Ho iniziato questo libro due volte, ma non sono mai riuscita a finirlo. Contrariamente all'opinione più diffusa, ho trovato questo romanzo molto pesante, con una trama che, seppur non troppo complessa, mal si dipana tra le pagine del libro. La struttura epistolare, la complessità delle descrizioni, il linguaggio contorto di chi parla una lingua non sua (uno dei personaggi scrive in un'altra lingua e nella traduzione si è cercato di rendere al meglio questo aspetto) lo hanno reso, ai miei occhi, un libro incredibilmente faticoso da leggere.

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    nihil

    25/01/2013 15:53:05

    Le premesse erano buone, l'originalità preziosa, ma l'autore si è perso nella confusione dei ruoli davvero scoraggiante. Certe pagine sembrano scritte per pura necessità di rimpolpare il testo. Peccato, l'idea detta trama era ottima.

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    OskarSchell

    27/08/2012 20:51:03

    Il fatto che un libro non sia di così scorrevole lettura, non significa che non sia un ottimo romanzo. Come disse Francis Bacon "Alcuni libri vanno assaggiati, altri divorati e alcuni, rari, masticati e digeriti". Il romanzo di Safran Foer va masticato con calma e assaporato nella sua bellezza e poesia.

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    daniele congiu

    27/03/2012 13:22:46

    Conosco il modo ombelicale di descrivere il mondo degli scrittori ebrei. Come popolo eletto sentono il diritto di continue divagazioni laterali, ma sono sempre attratto in modo irrazionale da tutto questo(adoro P. Roth); ma devo ammettere che questo libro non mi è piaciuto. La scelta del triplo registro - epistolare, storico, presa diretta - non mi ha convinto. I personaggi e i dialoghi sono spesso poco credibili (una dodicenne del 1790 chiamerebbe il padre "Tontolone"?). I passaggi temporali spesso rallentano in modo esasperante e sono poco convincenti. In generale deludente. Con dispiacere il mio voto è basso

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    anna

    04/03/2012 16:58:44

    Delusissima. Confuso e ingarbugliato l'ho trovato appreZzabile solo a tratti e mi ha fatto passare la voglia di leggere altro di Foer. Pur non paragonabile,se voglio un magnifico esempio di fantasia rileggo Bulgakov "il maestro e Margherita"che e' grande letteratura

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    FabioMit

    18/01/2012 09:54:58

    Più che un romanzo sembra un rebus della settimana enigmistica. All'inizio promette bene, la storia e le intenzioni dell'autore sembrano frizzanti e scoppiettanti, con dialoghi piacevoli e situazioni dissacranti. Ma il racconto perde decisamente aderenza, sbanda paurosamente a più riprese,forse per i troppi i salti all'indietro (peraltro sconclusionati), o forse per gli innumerevoli personaggi gettati alla rinfusa nel calderone della storia, o magari per l'incapacità di Foer nel tessere la trama di un'avventura confusionaria che fà continuamente la spola con un passato rovinosamente raccontato.

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    Maila

    28/11/2011 10:00:57

    due storie parallele,tra presente e passato..personaggi meravigliosi,un intreccio complesso,ma soprattutto il potere della parola:Foer e' un maestro,questo libro e' stupefacente per l'uso onomatopeico delle parole,per le assonanze,le evocazioni...insomma,un capolavoro "estetico" con grandi contenuti!

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    umberto

    27/06/2011 23:34:30

    bellissimo, e con squarci di grande intensità, anche se in qualche momento un po' confuso -le "allusioni" diventano talmente "allusive" da restare criptiche...- il viaggio nel passato; decisamente meno l'altro viaggio (quello di "viaggi tradizione", per intenderci), con una scrittura ed un linguaggio che, alla lunga, diventano ripetitivi ed anche un po' irritanti.

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    Stella

    03/05/2011 11:58:40

    Veramente un bellissimo libro! Sorprendente! Difficile da inquadrare all'inizio, ma poi piano piano "ogni cosa è illuminata". Ci sono delle trovate geniali come la narrazione su tre piani, e riesce a trattare di un argomento difficile in maniera del tutto nuova e moderna. Veramente complimenti al giovanissimo autore!

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  • Jonathan Safran Foer Cover

    Jonathan Safran Foer (Washington 1977) è narratore statunitense. Nel 1999 si è recato in Ucraina per condurre ricerche sulla vita del nonno ebreo. Da quel viaggio è nato Ogni cosa è illuminata (2002), romanzo vincitore del National Jewish Book Award e del Guardian First Book Award. Un altro dramma sommesso della memoria è Molto forte, incredibilmente vicino (2005), divagazione di un ragazzo alle prese, tra foto di famiglia e altre reliquie, col ricordo del padre, vittima dell’attacco alle Torri Gemelle. Nel saggio Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? (Eating animals, 2009) ha raccontato le motivazioni della propria scelta vegetariana. Nel 2007 è stato incluso nel Granta's Best of Young American Novelists. Tra gli altri libri... Approfondisci
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