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Curatore: F. Mignini, O. Proietti
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Pagine: CXXXV-1885 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804518259

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    Fabrizio Porro

    06/10/2016 15.31.23

    Riassumere in poche parole il pensiero di Spinoza certamente è impresa piuttosto ardua che solo la lettura attenta delle sue Opere ci aiuta a sviscerare. Il primo scritto presente nelle Opere fu un'esposizione della filosofia cartesiana, assai interessante in vista del futuro sviluppo del grande pensatore di Amsterdam anche perché costituiva il primo tentativo di applicare la forma matematica alla filosofia. Molto si è discusso sulla funzione di quest'ordine geometrico nel pensiero di Spinoza, se cioè esso costituisca solo un aspetto estrinseco della sua filosofia o qualcosa di intrinseco ad essa. Per risolvere il problema, basta osservare da un lato, che per Spinoza la deduzione matematica esprime la più alta forma di razionalità, dall'altro, che il reale è per lui essenzialmente razionale. Poiché l'unico modo di esporre senza errore il processo della realtà è quello di adeguare la forma del nostro pensiero alla perfetta razionalità del reale, se ne conclude che, per Spinoza, l'unica forma intrinsicamente corretta della filosofia deve essere la forma matematica. L'influenza cartesiana, è chiaramente presente, non solo nella gnoseologia, ma anche nella metafisica spinoziana. Alla base di questa egli pone, infatti, la definizione cartesiana di sostanza; analizzandola, però, con piena coerenza, ne trae una conclusione che oltrepassa in modo completo il pensiero di Cartesio.Unica sostanza è Dio;lui solo,infatti,non abbisogna di alcun'altra realtà per esistere.La definizione di Dio come sostanza nel senso cartesiano permette poi a Spinoza, con facile argomentazione- analoga alla prova ontologica- di dedurre che Dio esiste ed è unico. Questo Dio, però, non è distinto dalla natura (Deus sive Natura). Gli attributi della sostanza divina sono infiniti; noi però ne conosciamo due soli; il pensiero e l'estensione. Ciascuno di essi è infinito come la sostanza di cui è l'attributo; con la differenza ,però, che ogni attributo è infinito soltanto "in sé", ma esclude gli altri.

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    Lorenzo

    11/09/2012 12.59.09

    Favoloso. Nient'altro da dire, se non specificare che il "favoloso" si riferisce sia a Spinoza che ai curatori (Mignini in particolare). Per ulteriore discussione rinvio a Mignini 1986

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    frank92

    05/12/2008 20.21.45

    OPERA GENIALE DI UN FILOSOFO GENIALE!!Compplicato ma se è ben inteso giova alla cultura e a noi stessi. "Filosofare è Spinozare"(G.W.F.Hegel)

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