L' orgia di Praga

Philip Roth

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Pagine: 82 p., Brossura
  • EAN: 9788806158224
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Descrizione
Sulle tracce del manoscritto inedito di un martire di lingua Yiddish, lo scrittore americano Nathan Zuckerman a metà degli anni Settanta si reca nella Praga dell'occupazione sovietica. Lì, in una nazione strangolata dal totalitarismo comunista, scopre una dimensione letteraria che non gli appartiene, segnata come dalla prevaricazione istituzionalizzata. E lì, fra gli scrittori oppressi insieme ai quali si trova ben presto invischiato in una serie di avventure bizzarre e struggenti, scopre anche una forma intrigante e perversa di eroismo. "L'orgia di Praga", che riproduce le pagine dei taccuini sui quali Zuckerman annota il suo soggiorno fra quegli artisti proscritti, funge da epilogo alla trilogia composta da "Lo scrittore fantasma", "Zuckerman scatenato" e "La lezione di anatomia", e appone un sigillo sensazionale all'intricata struttura dell'opera magna di Roth sulle conseguenze impreviste dell'arte.

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Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Russo

    16/03/2014 11:06:40

    L'atto con cui Philip Roth congeda il suo alter ego è un racconto che sembra al tempo stesso conservare una certa comprensione per le umane piccolezze che gli aveva attribuito ma anche condannarlo per la vanità del suo ego coltivato da una posizione che era diventata (in particolare dopo «La lezione di anatomia») troppo altezzosa. La creatura stava ormai da tempo degenerando, e così il creatore la costringe ad una sorta di bagno di concretezza dal quale riaffiora ridimensionata. Fatti i conti in modo più o meno definitivo con le proprie sindromi, superato il lutto per la perdita dei genitori e portate alle estreme conseguenze le sue spinte pulsionali, Zuckerman si riscopre piccolo e quasi insignificante in un contesto abitato da persone con problemi reali e che non possono permettersi di vivere di effervescenze psichiche. Praga nel 1976 è il teatro di un totalitarismo stanco ma ancora efficiente, nel quale non si concede all'artista la possibilità di esprimersi in direzioni diverse da quelle volute dal regime, e qui il regime non è nella testa degli uomini ma sopra la loro testa, e li controlla e li sorveglia continuamente. Quando riesce ad andarsene, Zuckerman è davvero guarito dai suoi mali, ha scoperto che esistono forme di autorità peggiori di quella paterna e perciò non è più utile all'autore come potenziale alter ego.

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    rainbow

    29/04/2007 21:07:50

    Non è il Roth delle "grandi" opere, di Pastorale, oppure della Macchia umana. Qualche accenno di ambientazione mitteleuropea si fa apprezzare, ma la trama non coinvolge, e, per fortuna, il romanzo è abbastanza breve.

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