Le origini culturali delle nazioni

Anthony D. Smith

Traduttore: G. Mancini
Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 9 settembre 2010
Pagine: 303 p., Brossura
  • EAN: 9788815138811
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È un'opera più prudente e complessa della precedente Le origini etniche delle nazioni (tradotta nel 1998), rispetto alla quale Smith ammette elementi di revisione. L'uso della storia è diverso: là si ricorreva a dati – fondati su letture non sempre fresche – facilmente smentibili, qui il passato serve per definire categorie che sono dichiaratamente socio-politiche nella prospettiva etnosimbolica che è propria dell'autore, ancora impegnato a contestare l'idea "modernistica" secondo cui le nazioni sarebbero frutto di "invenzioni" successive alla Rivoluzione francese. Smith invita a non confondere il nazionalismo (che si può postdatare) con il concetto di nazione, comunità umana che coltiva memorie e tradizioni. Nel corso del tempo concorrono a definirla in modo variabile i tre modelli identitari del titolo: la gerarchia (si manifesta nell'aggregato umano la volontà divina); l'alleanza fra membri di un popolo (tipica dell'antica Israele); la repubblica (dalle città greche alla Roma in espansione). Dal disfacimento dell'impero d'Occidente, nel tardo medioevo, nascono stati in cui la componente dinastica (anch'essa gerarchica) fa gradualmente filtrare i suoi valori dalle élites verso il basso. È soprattutto la Riforma del XVI secolo a dare forza al principio dell'alleanza, con un più facile e largo coinvolgimento sociale in funzione antipapale e in parte antiimperiale. Il modello repubblicano, ben interpretato dalle città-stato italiane e dalle comunità svizzere, in altri orizzonti politici è punto d'approdo di percorsi più tortuosi. Questo tipo di formalizzazione, evidentemente molto astratto, si deve prendere così com'è. Non ha senso né accettarlo in toto né contestarlo in singoli passaggi: rileviamo soltanto che il peso della territorialità, pur evocato, non è qui né ben storicizzato né sufficientemente valorizzato.
Giuseppe Sergi