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L' oscura immensità della morte - Massimo Carlotto - copertina

L' oscura immensità della morte

Massimo Carlotto

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Editore: E/O
Collana: Tascabili e/o
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 aprile 2005
Pagine: 183 p., Brossura
  • EAN: 9788876416644
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Gaia la libraia

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Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L'uomo, Raffaello Beggiato, viene condannato all'ergastolo, mentre il suo complice riesce a fuggire. Il marito della donna assassinata e padre del bambino, Stefano Contin, non si dà pace. Per quindici anni vive con l'ossessione di quella che lui chiama "l'oscura immensità della morte". Cambia vita, lascia il lavoro di successo che aveva prima della tragedia e diventa ciabattino in un supermercato, non frequenta più nessuno e va a vivere in uno squallido appartamento di periferia, dove trascorre il tempo a guardare quiz o le foto dei cadaveri dei suoi cari. Ha in mente solo la vendetta e architetta un piano machiavellico per portarla a termine...
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    dav

    13/05/2020 17:50:06

    Carlotto spiazza più volte, toglie il fiato letteralmente, tanto che, a volte, proseguire diventa difficile, è necessaria una pausa per respirare, talmente la trama è intensa dal punto di vista emozionale e in cui gli accadimenti si susseguono serrati. Un testo che indaga anche la risposta della società verso chi subisce un atto criminale tremendo, risposta che troppo spesso si incaglia in una commiserazione di circostanza, in una richiesta di pena elevata per il colpevole o, al contrario, nell'incitare al perdono la parte offesa; il tutto senza veramente cercare un'empatia, una vicinanza umana reale. Cosa aggiungere? Solo di essere consapevoli, prima di iniziarlo, che sarà una giostra in cui tutto si ribalta rimanendo eppur ribaltabile,un racconto fatto di spigoli vivi che si dipana stritolando certezze morali in un dinamico, amarissimo divenire.

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    Luigi

    08/03/2019 20:25:17

    Bel libro e interessante il tema trattato. Fa riflettere. Giusto una piccola critica se mi e' concesso, Trama e' un po scontata , c'erano tutti i presussposti per un centinaio di pagine in piu' con intrighi e descrizioni. Leggetelo.

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    Pasquale

    19/05/2018 17:11:08

    E' il secondo racconto di Carlotto che leggo. Conoscevo la fama di questo scrittore e delle sue vicissitudini. Ma anche questo libro, come "Arrivederci amore ciao" è un pugno nello stomaco. Una vicenda brutale, dove chi prima e chi dopo diventa veramente cattivo e quindi un assassino. Fa sembrare la vendetta la cosa più naturale al mondo, specie se la giustizia ti viene negata. Merito di questo libro è che ti fa venire voglia di leggerlo nel più breve tempo possibile perché speri che il finale sia quello che tu desideri.

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    Gianni

    10/12/2015 14:26:30

    Impossible non rimanere affascinati dai libri di Carlotto, ti trasportano nel racconto e ti coinvolgono al punto che tra la prima e l'ultima pagina trascorre un lasso di tempo brevissimo. Il racconto si divora, i personaggi, siano essi vittime o carnefici, sono contornati di cinismo e pragmaticità, caratteristiche che ne rafforzano il carattere e spingono il lettore ad immedesimarsi in entrambi, ad entrare nelle loro menti e viverne in prima persona le emozioni. La freddezza del lessico e dello stile evidenzia la volontà di ciascuno protagonista di reprimere i sentimenti in funzione dei propri scopi. Il dolore oppure il senso di colpa restano, ma il fine scavalca ogni muro fissato dalla mente o dall'uomo. Carlotto non si può meramente leggerlo, sarebbe troppo riduttivo, occorre divenire attori primi dei suoi romanzi per poterlo apprezzare, amare ed infine applaudire.

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    angelo

    01/07/2015 14:34:45

    Ingredienti: una rapina terminata con due vittime, un detenuto disposto a tutto pur di lasciare il carcere, un vedovo disposto a tutto pur di farsi giustizia, un buio doloroso e incurabile che avvolge cuori e menti. Consigliato: a chi vuol perdersi tra i sentieri contorti di giustizia, vendetta, perdono e consolazione, a chi vuol trovare una via d'uscita dentro un vicolo cieco e oscuro.

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    francesca

    30/03/2014 11:25:55

    Ho comprato il libro dopo essere rimasta affascinata dallo spettacolo teatrale Con la regia di Alessandro Gassman. Non so se ho amato più il libro o lo spettacolo. Li consiglio vivamente entrambi! Voto massimo con lode!

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    Dario

    23/11/2012 15:41:02

    vittima da una parte e assassino dall'altra. due storie che si intrecciano in una spirale che si avvita in un abisso fatto di dolore e solitudine. l'introspezione psicologica dei protagonisti è lucidissima e costringe il lettore a farsi arbitro di un (impossibile) giudizio in cui il tema è quello eterno della vendetta e del perdono. delitto e castigo noir. un Carlotto da paura. ora anche a teatro con la regia di Gassman.

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    Maria Stella

    21/06/2011 22:26:53

    Non ho ancora terminato di leggere questo libro, ma lo stesso tengo a commentarlo. Mi piace molto, nella forma e anche nella trama molto scorrevole, certo "La terra della mia anima" è un'altra cosa, ma comunque questo libro è emozionante. Tutte le volte che termino un capitolo mi domando:" ... ma sarà successa davvero questa storia o no?"

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    sylvia

    06/03/2011 21:53:24

    No,questo genere non mi piace.E' il primo libro che leggo di Carlotto.Ho sempre qualche reticenza nei confronti dei giallisti italiani,ne salvo pochissimi.Questo libro è indisponente.Tutti i personaggi diventano odiosi da subito.Poi scatta una specie di pruderie,ti senti un po guardone e non so a chi giovi l'essere così sboccato,una volgarità gratuita nei sentimenti,nelle situazioni.E a fine di tutto, ci ritroviamo su di un'isola tropicale come un semplice win for life? No,troppo facile.Non ho potuto credere alla trama, forse questo è stato uno dei principali problemi.E ancora una volta questi personaggi sono terribilmente italiani,nella loro banalità.Non se ne può più.

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    PaoloC71

    27/04/2010 12:20:41

    Crudissimo e bellissmo. Un gioiellino!

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    TG

    10/10/2008 22:55:40

    Il libro è scritto senz'altro molto bene con la divisione netta dei personaggi e poi il loro incontro finale!Bella storia! Complimenti Carlotto

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    Vicky Vale

    16/07/2007 13:17:17

    Libro cupo e aspro. Senza dubbio alcuni aspetti della scrittura di Carlotto sono affascinanti, anche se spesso l'autore tende a un'eccessiva semplificazione. Trovo questo libro migliore della serie dell'Alligatore, più sfaccettato e incisivo.

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    Laura

    20/02/2007 10:27:47

    E' il primo libro che ho letto di Carlotto..l'ho trovato bellissimo, mi piace il suo modo di scrivere, di raccontare i personaggi, il modo di narrare gli avvenimenti....ho intenzione di leggere tutti i suoi libri, ed ho appena finito il primo libro che ha scritto!

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    vincenzo

    12/01/2007 23:30:36

    Molto Bello! Non è' stato il romanzo che mi ha fatto scoprire lo straordinario Massimo Carlotto, di cui condivido lo stile essenziale, ritmico, eterodiegetico e tale da creare quelle emozioni necessarie per seguire con passione un thriller.Per me,è il migliore di quelli letti fino ad ora penso che Carlotto sia attualmente il migliore scrittore di noir 'italici'.

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    Daniela

    05/12/2005 11:33:54

    L'ho trovato gradevole e di facile lettura, ma non eccezionale. I personaggi mi sembrano non del tutto credibili e coerenti, inoltre lo stile del far avanzare la storia attraverso i pensieri del criminale e della vittima è poco efficace perché l'autore, per far conoscere gli eventi al lettore, obbliga i personaggi a ripercorrere tutti gli avvenimenti in ordine cronologico, cosa che nella realtà nessuno farebbe.

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    Renzo Montagnoli

    20/10/2005 14:41:47

    Non avevo mai letto nulla di Carlotto, ma questo romanzo è stupendo e va ben oltre gli stilemi del classico noir, con profonde riflessioni su domande che tutti dovremmo porci.

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    greta

    30/08/2005 09:23:12

    Quando ho letto la trama ho subito pensato che 182 pagine erano poche per una storia così complessa. Non è così. Sono il giusto, di più sicuramente avrebbero tediato il lettore, oppure dato l'argomento avrebbe preso la piega del “tentativo psicologico” dei protagonisti, che, a meno di essere nipoti di Freud non riesce quasi mai. Oppure si dilunga troppo prendendo strade che si allontanano dalla vera essenza della persona. Detto questo passo al libro. Scritto secondo me in maniera impeccabile, con uno stile lineare e molto freddo e diretto. Scritto nel linguaggio puro e incalzante che è il noir genuino. Ci sono due voci nel libro: quella del rapinatore (Raffaello) e quella di Silvano, marito e padre delle due vittime, due voci narranti in prima persona, due diversi (come sempre) punti di vista. Due diverse vite. Finite. Chi perché sta passando l’ergastolo in carcere ed è malato e chi perché l’ergastolo lo sta passando a casa propria, una condanna a vita nel ricordo, nel dolore e nell’assenza dei propri cari. Curiosamente il personaggio più antipatico nel corso della storia è proprio quello di Silvano, forse perché mi sono trovata di fronte una persona a cui andava tutta la mia solidarietà, ma di cui non condividevo le gesta. Nel mio ingenuo immaginario avrei preferito una persona più equilibrata. Ma che può uscire equilibrato da una vicenda del genere? I casi sono due: o si esce immediatamente di testa o si diventa matti lo stesso ma gradualmente. Non c’è scampo. E naturalmente mi sono sentita infastidita dal dolore di quest'uomo, fateci caso ma di solito chi soffre così tanto non ha troppe persone vicine, si tende a scappare dalla sofferenza sia fisica che morale, come una sorta di supestizione: quello che non vediamo non può toccarci.

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    cristiano tinazzi

    07/07/2005 15:51:33

    Beggiato e Contin. Due persone diverse. Uno è un criminale, l’altro è un cittadino che ha subito un crimine. La storia che ci racconta Carlotto è una tragedia personale che si dipana lungo il corso temporale di un quindicennio. Un tempo che però è come se non esistesse. Beggiato lo passa in carcere, Contin da uomo libero, ma in realtà prigioniero anch’esso di mura invisibili: quelle dei ricordi. E’ il 1989. Una rapina ad una gioielleria in una città del Nordest che si trasforma in una tragedia. Due morti, un bambino e la madre, vittime inconsapevoli capitate per caso davanti alla furia drogata di Beggiato e del suo complice. Uno dei due criminali riesce a fuggire. Beggiato no. Il racconto si svolge attraverso i due io narranti di Silvano Contin e Raffaello Beggiato. Attraverso le loro impressioni, i loro punti di vista, Carlotto affronta il problema del perdono. Beggiato sta male. Ha un tumore e chiede la grazia. Contin ora ha la possibilità di incontrare Beggiato in carcere. Ma non c’è perdono, non c’è pietà nella sua vita. Gliel’hanno portata via quando Beggiato quindici anni prima, ammazzò suo figlio e sua moglie. D’altronde Beggiato non fa nulla per cercare quel perdono. Il nome del complice sul quale scarica la mattanza non lo ha mai fatto, per una logica di rispetto e onore dell’etica criminale. Nessuno dei due da allora è più libero, Beggiato perché in carcere, Contin perché sepolto in una non vita. Sepolto anche da una società che non lo capisce e che lui non riesce più ad accettare. Ambedue prigionieri di routine imposte o volute, di privazioni e violenza gratuita. L’oscura immensità della morte, come quella che la moglie di Silvano vede prima di spirare: “Non vedo più nulla, ho paura, ho paura, aiutami, è buio”, sono le ultime parole della donna che Silvano continua a sentire e che lo guiderà nella sua trasformazione da vittima a carnefice. Lo stesso buio che circonda anche la nuova vita di Silvano, se vita si può chiamare. E la malattia di Beggiato diventerà il modo per Contin di pareggiare i conti.

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    fran

    07/06/2005 12:58:11

    ecco cosa c'è in ognuno di noi quando i casi della vita te lo permettono,leggetelo riflettete, sul peggio di noi mai emerso,forse perchè le circostanze non c'e lo hanno permesso..........

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  • Massimo Carlotto Cover

    Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà... Approfondisci
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